Maria a Medjugorje Messaggio del 18 giugno 2010:Cari figli, anche oggi desidero invitarvi: in questo tempo di grazia pregate e rinnovate i miei messaggi e vivete i miei messaggi. Cari figli, questo è un tempo di responsabilità, vivete i miei messaggi responsabilmente. Cari figli, desidero che compiate opere e non le parole. La Madre prega con voi e intercede presso Suo Figlio per ognuno di voi. Grazie, cari figli, anche oggi perché mi avete accolto e perché vivete i miei messaggi.

NON DOMANI... STASERA STESSA!




Questo fatto, che bisogna inserire tra i miracoli di ordine sovrannaturale che ornano la fronte di Bernardetta, l'ho raccolto recentemente da un Sacerdote inglese. Sembra abbia, Nostra Signora di Lourdes, una gioia particolare a condividere, con la sua Eletta, il privilegio di Mediatrice fra la misericordia divina e 1'angoscia umana. L'inverno scorso un uomo, dalla coscienza sconvolta dai rimorsi, purtroppo più che giustificati, mi confessò con freddo cinismo di essersi deciso finalmente a farla finita con la vita, gravata di una colpa enorme e, peggio, creduta senza remissione. Si sentiva affatto incapace ormai di sopportarne più a lungo il peso opprimente. Nessun sintomo di pentimento, nessun spiraglio che desse adito alla speranza; solo una visione folle sentiva ergersi a sbarrargli da ogni parte il passo: l'irreparabile!

Ci aveva fatto incontrare la pura coincidenza d'un affare casuale e quasi privo d'importanza. Fu a colloquio finito, quando meno me l'aspettavo, l'incredibile rivelazione del suo male. Non una confessione, ma solo una frase gli è sfuggita, tragica, spaventosa: « Fra qualche giorno avrà notizia della mia morte » e mi tese la mano. C'era sul volto tutta una decisione disperata.

Sconvolto l'afferrai col gesto brusco, istintivo col quale afferri l'incauto che inciampa sull'orlo dell'abisso. - Disgraziato! Lei non sa cosa dice!

Si liberò con violenza dalla mia stretta: - Al contrario - rispose con voce calma - è l'unico mio pensiero. Del resto non le domando un consiglio e, tanto meno, pietà. Il destino ormai mi trascina. Per me, per la mia quiete, per la mia liberazione non c'è più che il nulla...

L'angoscia mi invase: mai, come in quell'istante, ho provato l'orrore di chi è impotente a salvare un uomo deciso alla propria rovina. L'emozione mi strozzava in gola le parole che, forse, avrebbero potuto offenderlo allontanando per sempre quell'anima dal tocco della Grazia.

Arrivai solo a gridargli: «Ma è un delitto» Ebbe un riso amaro: « Un delitto? Non sarebbe il primo... ». Cosa strana! Tale sfida mostruosa alla Misericordia mi ritornò uro poco la calma. Come lampo, un pensiero improvviso si fece strada dentro di me: « Ma questa confessione brutale di tanta angoscia, non è già una incosciente domanda d'aiuto? ». Egli dovette leggere certo nei miei immensa, fraterna pietà, perché disse con tono triste: « La ringrazio, ma nessuno ormai può cambiare la mia decisione ». Ed aggiunse, per assicurarmi: « Stia sicuro che saprò evitare lo scandalo lontano, in Francia. ormai tanto vecchia... Non voglio morire qui... ma parto per Pau dove abita mamma, mi spiacerebbe non salutarla per l'ultima volta; ma in modo che non sospetti di nulla però. Poi... ».

Laggiù dunque! Proprio vicino a Lourdes lo trascinava il suo fatale destino. Sentii rinascere una immensa speranza che divenne spontanea, intima preghiera, eco di una grande audacia: « Bernardetta, viene proprio presso Voi; io lo metto nelle vostre mani ».

Continuai a guardarlo in silenzio; egli aprì la porta, poi volgendosi Conto sulla sua discrezione quando verrà a sapere… - Le do la mia parola. Addio! Sussultai - No! Arrivederci! Gli sfuggi, cinica una risata, e sparì.

A tre settimane di distanza, le preoccupazioni di una vita assillante non mi avevano ancora sollevato dalla penosa ossessione. Risentivo crudele, sarcastica la voce di quella disperazione, piena d'orgoglio, che sospirava l'impossibile quiete del nulla. La luce cupa di quegli occhi mi seguiva tormentosa come un incubo. Davvero speravo che il mio grido preoccupato avesse raggiunto il cuore vigile di Bernardetta; grido d'aiuto che ripetevo ventine di volte al giorno come una preghiera.

Ma potevo poi contare su un miracolo? Ripensavo alla sua missione di salvezza tra « i grandi peccatori » per persuadermi che quell'anima così vicina alla dannazione eterna dovesse per forza far sussultare la sua pietà. Ella, lo sapevo bene, poteva salvarlo anche sull'orlo del precipizio verso cui correva pazzescamente.

Ma lo potrebbe essa salvare, malgrado sia lui terribilmente contrario? Tuttavia nell'oscurità della mia angoscia impotente, mi sembrava intravvedere un barlume di speranza; e andavo lanciando senza posa il mio grido supplice e fiduciosa: «Lo metto nelle vostre mani, Bernardetta! ».

In quei momenti avrei donato volentieri, credo, alcuni anni della mia vita per avere la certezza che mi avesse sentito; ma la mente martellava solo di parole sacrileghe, fatali: evitare lo scandalo lontano, in Francia ormai tanto vecchia... Fra qualche giorno ella sentirà della mia morte ». E che morte!

Una inquietudine più dolorante mi aveva assalito quella mattina. Tutta la notte l'avevo visto cadavere sanguinante, steso non so ben dove, il cranio bruciato e accanto, testimone di un gesto mostruoso, la rivoltella, strumento dell'irreparabile.

Ah, Bernardetta, non avete dunque voluto ascoltarmi! E giravo e rigiravo fra le mani inquiete e senza, interesse alcuno la posta del mattino, quando, improvvisamente, mi colpì quasi splendesse, un timbro su una busta: Lourdes. Dio mio! Forse la risposta dall'Alto, il messaggio così implorato, il “sì” della Santa alle mie invocazioni desolate? Fissavo sperdutamente la busta che mi tremava, sempre chiusa, fra le mani... mi mancava la forza, eppure la lettera veniva da lui... allora era salvo?!... Alla fine, bagnandola di lacrime, mi decisi a leggere... leggere la stupefacente notizia che nelle ultime frasi, buttate giù senza ordine alcuno, abbagliavano per fa luce troppo viva, la conclusione di un dramma; l'inno al miracolo: evitare lo scandalo. lontano, in Francia. ormai tanto vecchia... in « ... forza irresistibile... Grotta... in questo luogo Ella pregava... compreso il mio delitto; liberato dalla disperazione... grazie... ».

Null'altro mi interessava più ormai delle dieci fitte paginate; ne sapevo abbastanza, ed afferrata la statuina di Bernardetta dal centro della tavola, la strinsi con passione:

- Oh, grande, pietosa, benedetta Amica, come ringraziarvi ora?... Voi avete ascoltato il mio grido d'aiuto e solo per voi, quest'anima ormai sull'abisso si è salvata...

Solo più tardi lessi l'insperato messaggio, che gustai pagina per pagina, dalle quali sembrava aleggiasse il sorriso di Bernardetta. Non era difatti, da capo a fondo, che l'alleluia del miracolo.

...Dopo aver ricevuto, rabbrividendo, il bacio di sua madre, che, povera donna, era ben lontana dal sospettare che fosse l'ultimo, era partito alla ricerca di un luogo solitario per realizzare l'abominevole piano. Scottava fra mano l'arma micidiale che l'avrebbe spinto irrimediabilmente in una eternità spaventosa.

Camminava a casaccio, deciso come non mai: nulla avrebbe potuto ormai fermare la sua corsa verso l'irreparabile. Un'auto, che risaliva, l'incrociò, rallentò per arrestarsi quasi subito.

Un saluto allegro di una voce ben nota turbò un istante quella fosca, delirante ossessione; arretrò davanti alla mano tesa di un vecchio amico, col quale voleva trascorrere l'inverno a Pau.

Come mai da queste parti, tutto solo? L'uomo tentò alcune parole incoerenti.

- Via - insistette l'altro - non hai una cera troppo allegra! Che c'è? preoccupazioni? noia? disillusioni? - Oh no!... nulla!

- Tanto meglio allora! Libero da impegni, e senza una meta obbligata, non ti vorrai quindi rifiutare di fare una corsetta con me...

- Venire con te?

- Si, solo fino a Lourdes; ho da accendere per mia figlia, che non mi perdonerebbe alla commissione.

- Impossibile! - S'irrigidì l'uomo.

- Brutta ragione che non ammetto! Questo piacere no, non me lo puoi negare. Due orette giuste giuste, andata e ritorno e con un tempo magnifico come questo,...

Perché abbia ceduto a questo invito inatteso, è quello che egli stesso si domanda ancora. Crollo improvviso di una volontà, tesa nella decisione fatale, che sarà sempre il mistero di questa miracolosa avventura. Una forza misteriosa lo sollevò, lo fece sedere, docile come un bimbo, accanto all'amico, ben lontano dal pensare a quale orribile dramma ritardava la fine; perché nella mente del disperato non si trattava che di un malaugurato ritardo. Silenzioso accanto all'amico, stupito di vederlo così triste e depresso, egli malediva la fatalità di quell'incontro che sconvolgeva il suo piano sinistro.

Passò una mezz'ora: « A quest'ora, pensava, tutto sarebbe già stato finito... ». E siccome nel subcosciente la sua decisione sembrava cominciasse a tremare, si sferzò con una sfida orgogliosa: « Ti mancherebbe il coraggio dunque!... paura della morte... No! », si irrigidì « ancora qualche minuto... appena di ritorno... non domani... questa sera stessa! ».

Dal fondo della stretta vallata, Lourdes s'apriva all'orizzonte, mostrando in prospettiva armoniosa le basiliche. La Grotta, come nebulosa di stelle irrequiete, sbalzava sul cupo delle rupi col suo alone di fiammelle. E l'uomo, che della propria vita aveva ormai contati i minuti, sfidando tutti i doni dell'Alto, volse gli occhi altrove: « Non domani... stasera stessa! ».

Per correttezza, fors'anche per una bravata, egli seguì l'amico fino a Massabielle, che, nella calma di quel giorno invernale, era tutta un silenzio.

Sulle lastre del pavimento una scritta a mosaico, che egli sdegnò di leggere; con un gesto nervoso, impulsivo la calpestò, come dài una pedata al ciottolo che t'inciampa sulla strada. Tentò qualche passo in avanti, senza che egli stesso ne conoscesse il perché, forse, e sopratutto, per vincere quell'agitazione snervante che sentiva risalire. Inutile ogni suo sforzo. Un peso misterioso lo inchiodava al suolo, immobile, prigioniero di catene invisibili. Tentò reagire, scuotere l’inerzia che tentava sopraffare la ragione. Davanti ai suoi occhi sbarrati corsero parole che si imposero al suo sguardo con una persistenza dolorosa: « In questo luogo precisa pregava Bernardetta ». Le sue gambe si piegarono; una forza irresistibile lo attrasse sempre più giù, verso terra finché, perso l'equilibrio, cadde ginocchioni... Nel momento stesso nella oscurità della sua anima una vampa lacerò le tenebre. La ossessione truce della morte e del nulla si disperse per una folata di luce.

Dalla serenità che lo stava prendendo, indovinò che la speranza era risuscitata. Le colpe, gravi, non sembrarono più spettri maledetti, accaniti a perderlo. Inutile morire per sfuggire alla stretta orribile dei rimorsi. Si schiudeva in lui una gioia nuova a raddolcire il suo amaro rimpianto. Egli conosceva ormai la virtù divina del pianto e sentiva sulla fronte la carezza sovrana del gesto che perdona.

... Si rialzò lentamente, come ci si sveglia da un sogno spaventoso, benedicendo in cuore l'onnipotenza d'amore ancora misteriosa ma già tanto cara, che gli aveva ridata la libertà.

Poi, tutto prostrato di nuovo, appoggiò a lungo le labbra frementi sul luogo sacro dove Bernardetta aveva ricevuto la missione di soccorrere e salvare i peccatori...

Fonte: libro: Campane di Lourdes

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