Maria a Medjugorje Messaggio del 6 settembre 2010:Cari figli, anche oggi la Madre con gioia vi invita: accogliete i miei messaggi, rinnovate i miei messaggi. Cari figli, desidero ancora guidarvi, ma desidero invitarvi oggi a vivere ciò che vi do, perché possa darvi nuovi messaggi e attraverso questi messaggi guidarvi, guidarvi a mio Figlio e alla pace. Sappiate, cari figli, che la Madre prega con voi ed intercede presso suo Figlio per tutti voi. Anche oggi desidero dirvi: grazie per avermi accolto, per aver accolto i miei messaggi e perché vivete i miei messaggi.

MORTE BEATA




Una sera dell'estate 1928, verso le sei, davanti alla basilica del Rosario, dove mezz'ora prima era terminata la benedizione ai malati, si era formato un assembramento molto animato. Persuasa di un miracolo, la folla aveva subitamente invaso la piazza.

No, non era un miracolo. Immobile era steso un uomo, chiusi gli occhi, già livido, morto, fulminato da un embolo. I barellieri si affrettarono a trasportare il cadavere, quando una donna si precipitò con le braccia tese, i lineamenti sconvolti da un dolore tragico: « mio marito! ».

I pellegrini si scostarono costernati, seguendo, impietriti, il gruppo funereo che si incamminava all'Asilo Nostra Signora.

C'era sui loro volti tanta tristezza e spavento: da alcuni anzi, traspariva evidente un interrogativo amaro: « Come mai la Vergine ha permesso questo? ». Perché lo spettacolo di una morte fulminea richiama fatalmente l'idea dell'imprevisto spaventoso che fa tremare le anime più sante.

Un'ora più tardi, guidato da una religiosa, entrai nella piccola sala, dove la sposa piangeva e pregava davanti alla salma composta.

E siccome io tentavo suggerire pensieri di fiducia, sforzandomi di ricordarle la bontà misericordiosa della Vergine: « Sapesse, signore; mi disse, come in questa prova tremenda sento la Sua mano materna! ». E con uno sforzo per dominare il dolore, continuò:

« Da trent'anni viveva indifferente, anzi ostile alla Religione. Sognavo di vedere Lourdes ed egli accettò di accompagnarmi ma solo dopo aver avuta la mia promessa che nulla avrei fatto per ricondurlo a pratiche religiose. Per questo non uscivamo mai assieme; non l'ho mai visto alla Grotta. Ieri sera mi raccontò che una fanciulla malata, alla quale aveva chiesto se soffrisse molto, gli aveva risposto: « Sì, ma non ancora abbastanza per meritare la conversione dei peccatori ». Ed egli aveva aggiunto: « che idea bizzarra! »

Nel pomeriggio, durante la benedizione degli ammalati, era in prima fila tra gli astanti; guardava fisso fisso… a cerimonia finita, l'ho visto entrare nella basilica dei Rosario. Con una gran speranza sono corsa alla Grotta a recitare il Rosario, e al ritorno... ».

Il suo sguardo corse con tenerezza al letto funebre. - Ha tanti motivi per sperare, signora…

- Sono sicura, continuò, che Dio gli ha perdonato. Era sicura davvero; per questo, pur tra tanta angoscia, vedevo nei suoi occhi brillare una gioia che superava il grande dolore.

Da poco era stato a farle visita un Sacerdote, che era accorso tra i primi a rialzare il cadavere ed aveva riconosciuto in lui l'uomo che, un quarto d'ora prima, sulla porta della chiesa l'aveva insistentemente pregato che volesse ascoltare la sua confessione. Vinto dalla grazia e portato v dalla Misericordiosa era andato, con uno sforzo coraggioso, a mendicare il perdono divino.

Beata morte, indubbiamente meritata dalla giovanissima malata sconosciuta, che aveva, come tante altre, compreso e accettato la sublime missione di pagare col dono di se il riscatto di un peccatore.

Fonte: libro: Campane di Lourdes

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