Maria a Medjugorje Messaggio del 20 febbraio 1986:Cari figli, il secondo Messaggio per i giorni di Quaresima è questo: rinnovate la preghiera davanti alla Croce. Cari figli, io vi sto dando grazie particolari, e Gesù dalla Croce vi dà doni particolari. Accoglieteli e viveteli! Meditate la passione di Gesù, e unitevi a Gesù nella vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

LI AVREMO !




Non mi riesce dimenticare un incontro avvenuto sulla « Esplanade » con il giovane Vicario di un centro industriale dell'Est. Intorno a lui 22 ragazzotti, per lo più con lo sguardo intelligente e svelto, impazienti di novità, capaci di tutto. Soltanto dal loro saluto spavaldo avevo capito che essi non erano i tipi da segnare il passo dietro le barricate: tutto d'un pezzo, nel bene e nel male; materialisti a qualunque costo o cristiani capaci di sacrificio fino al martirio. Figli di rivoluzionari coscienti o no, essi avevano scelto Dio e lo servivano con lo stesso ardore entusiasta che altri impiegano nel bestemmiarlo e nel metterlo ancora in croce. Rimasto solo col Sacerdote, gli manifestai la mia ammirazione; mentre il gruppo ci sfilava davanti serio, disciplinato, quasi raccolto, egli mi spiegò: «Tra quelli, ve ne sono quattordici su ventidue che, l'anno scorso, mi insultavano per la strada ». « Magnifico miracolo! ».
« Sì, la Madonna ha voluto usare otto ragazzi già molto buoni per conquistare gli altri ».
Allora mi spiegò: « Quelli del gruppo cattolico iniziarono la difficile, direi impossibile, conquista di quelle anime. Dapprima fu un urto violento, quasi brutale, un'aspra lotta di idee; ciascuno difendeva la sua posizione: difesa e offesa. I miei ogni giorno ripetevano: " li avremo"; gli altri si aggrappavano alle loro posizioni. « Un giorno quel soldo d'ometto che vedete là, in fondo alla colonna e che erta stato una volta pure un materialista arrabbiato, venne a dirmi, così, tranquillamente, senza pensare che il suo sogno era irrealizzabile: "Bisogna portarli a Lourdes nostri!". "Facile a dirsi, caro, ma hai pensato..."
"A tutto, Padre, tranne, si capisce, al rancio: questo riguarda lei!".
E poiché lo guardavo in silenzio: "Si spaventa per la spesa, padre?".
"Ragazzo mio, uno solo di loro vale più di tutto l'oro del mondo".
"Allora mi prometta di dare i soldi!".
Sconvolto dalla commozione, gli risposi con una stretta di mano: "Se è solo questo che vuoi, puoi contarci!". Non avevo, in verità, neanche un centesimo, ma non me ne preoccupavo. Intanto il ragazzino mi fissava con quei suoi occhietti penetranti, una volta perfidi, oggi così limpidi e buoni. "Come, Padre, piange!? Lei, un soldato decorato! ". "Sì, piango!" - "Per chi?" -. "Pere te" - "Dispiacere?" - "No, gioia! La più grande gioia della mia vita. E adesso, arrangiati!" - "E per il rancio?" -"Non pensarci. Fila!" - "Siamo a cavallo! Finito di dire li avremo!, li abbiamo già" e se ne andò, monello come sempre, saltando come un puledro in libertà, emettendo i suoni rauchi di un "clacson" raffreddato! «I dettagli? - continuò il Vicario - sarebbe troppo lungo raccontarli, anche in riassunta; sarò beve. Per quattro mesi di quest'inverno, il mio monello, i suoi compagni e anch'io abbiamo sgobbato. C'era una differenza io lavoravo con timore, essi con sicurezza. Perfino il giorno in cui dal cielo mi piovvero dei bigliettoni inattesi, dubitai ancora: "Ma riusciremo poi?". Essi non avevano dubbi e quando a volte intuivano la mia inquietudine mi prendevano le mani: "Su, Padre, ci ha sempre detto che la Madonna di Lourdes non manca mai là dove occorrono dei miracoli; crede dunque che possa proprio ora piantarci in asso?". Difficilmente potrò dimenticare il giorno in cui arrivarono alla chiesa questi quattordici cari selvaggi, trascinati dai miei otto piccoli apostoli. "Signor Padre, se le fa proprio piacere portarci a Lourdes, noi ci stiamo". Il maggiore, diciassette anni circa, parlava per tutti, ardito e deciso, con un sorriso ironico; non si capiva se per scherzo o sfida. "Ma - aggiunse subito, per una gita soltanto. Per un pellegrinaggio, non c'è niente da fare. Ci dica chiaro: sì o no. Se attacca per la gita, dove non c'entri religione di sorta, affare concluso; ma se è per fare del bigottismo, nulla da fare decisamente, pur ringraziandola e senza rancore". Minuti d'angoscia! C'era là, contro al muro, una Madonnina. La interrogai con lo sguardo: ella mi rispose, attraverso l'esclamazione inattesa del mia caro monello: "Attacca, e come!". Il suo intervento mi parve indiscreto.

"Scusi, Padre, le sembra proprio il momento di tentennare?" mi mormorò il ragazzino, sconcertato per la prima volta in vita sua. Lo ringraziai con un sorriso; ancora una volta la sua fede nella Madonna superava la mia. Bisognava concludere lo strano affare: "D'accordo, ragazzi, nessuna costrizione; esigo soltanto una certa educazione, disciplina, ubbidienza, che d'altronde sarà facile, e rispetto per i vostri compagni, specie quando vorranno pregare". "Per questo non si preoccupi, Padre, siamo quel che siamo, ma bene educati" dichiarò il capoccia solennemente. Tutti e quattordici mi strinsero la mano. Ero commosso, pensavo alle possibili sorprese di questa avventura. Anch'essi, erano turbati, ma per non confessarlo, uscirono fischiettando. Rimasto solo con i miei otto fedeli, li guardai per un momento in silenzio, poi indicando la Madonnina: "Coraggio, ragazzi; recitiamo un Rosaria per chiederle...". Il mio terribile monello mi interruppe "... per ringraziarla! Non vede che glieli dà?". Siamo qui da cinque giorni; alla nostra prima visita alla Grotta, la mattina, tre ragazzi su quattordici si tolsero, il cappello; la sera, dodici; il giorno dopo, tutti. I compagni credenti dicevano loro: « Se vi secca di venire alla processione del SS. Sacramento, non siete mica obbligati ». Protestavano: « Vogliamo goderci il colpo d'occhio ». Li ho seguiti con lo sguardo, chiedendo alla Mamma del Cielo di accettare per loro le suppliche della folla in preghiera. Undici erano in ginocchio; gli altri tre, in piedi, gli occhi fissi all'Ostensorio, ripetevano le invocazioni. Ebbi l'impressione che tutti, ognuno a suo modo, rendessero onore al Cristo, aprissero a Lui la loro anima, e, forse senza saperlo, piegassero. Ne abbiamo avuto la prova: l'altro ieri quattro si sotto confessati di nascosto e hanno fatto la S. Comunione apertamente, con gli altri. Ieri, altri tre convertiti. « Intanto è già il cinquanta per cento » dice il mio monello.
« E gli altri? » domandai al Sacerdote.
« Beh, disse dopo aver fischiato vigorosamente 1'adunata, partiamo domani sera... Sarei un bell'ingrato se pretendessi di più dalla Madonna, che mi ha già dato tanto; ma sarei un bel vigliacco, so avendo ottenuto la metà, non osassi insistere per ottenere il resto». Quasi a conclusione del nostro discorso, il ragazzo che si era staccato dal gruppo, si infiltrò fra noi due: « Non so che cosa hanno sullo stomaco, gli altri; come è vero ché abbiamo qui di fronte la Madonna coronata, così, Padre, sono sicuro che domani li avremo tutti!

Fonte: libro: Campane di Lourdes

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