Maria a Medjugorje Messaggio del 25 gennaio 2009:Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Sia la preghiera per voi come un seme che metterete nel mio cuore, che Io consegnerò al mio figlio Gesù per la salvezza delle vostre anime. Desidero figlioli, che ognuno di voi si innamori della vita eterna che è il vostro futuro e che tutte le cose terrene siano per voi un aiuto per avvicinarvi a Dio Creatore. Io sono con voi così a lungo perchè siete sulla strada sbagliata. Soltanto con il mio aiuto, figlioli, aprirete gli occhi. Ci sono tanti che vivendo i miei messaggi comprendono che sono sulla strada della santità verso l’eternità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

LA CONSEGNA




- Suvvia, dimmi, Giannetto: ieri sera dicevi per scherzo? - Quasi con un gesto di trepida gelosia, la madre, si stringeva al petto il ragazzo, che rimaneva silenzioso, troppo silenzioso. Preoccupata di questa riserva, lo accarezzò con un tono che voleva sembrare ilare: - ... queste, vedi, sono idee che un giorno o l'altro passano per la testa di tutti gli ometti come te, ma poi se ne vanno da sole. Le hanno anche le ragazzine: anche tua madre, quando aveva i tuoi quattordici anni, voleva farsi religiosa; lo credi? - E si sforzò di ridere davanti allo stupore del figlio. Ma sì! Mi aveva preso all'improvviso come un mal di denti questa idea, e mi seguiva perfino nel sonno. La maestra, alla quale avevo confidato provvidenzialmente il mio segreto, mi fece conoscere al Cappellano. Era un buon papà, che sapeva benissimo tutte le idee strane che possono sbocciare in una testa da monella. Mi prese per mano, e, cercando di dare a quel suo vocione rude un tono più umano possibile: « Tu, religiosa?! È cosa più buffa che se io mi facessi gendarme » Ma le assicuro, reverendo, che è una decisione serissima.
- Ne sono certo anch'io, figliola. Abbiamo però tanto tempo per pensarci e poiché mi pare che le tue compagne salgano ai dormitori, la cosa giù importante ora è che anche tu le raggiunga. E buona notte e sogna gli Angeli. - Il giorno dopo non ci pensavo se non per riderne.
Così è di te, bimbo mio. Tutti i ragazzini bravi, pensano almeno una volta alla bellezza di diventare Sacerdoti. Poi, senza che se ne accorgano, tutto svanisce come un raffreddore. Intesi? Tu me le dimenticherai tutte queste storie, me lo prometti? - E l'abbracciò più fortemente. Giannetto, che aveva un cuore molto tenero, si abbandonò tra le sue braccia, mormorando, guardandola con quei suoi occhi limpidi: « Sì, mamma!» - E sopratutto, non dire niente a papà!
Da tempo ormai Giannetto non ci pensava più e meno ancora ne parlava, persuaso lui pure che tutto fosse definitivamente tramontato. Qualche volta anzi, egli stesso si domandava come mai gli fosse venuta quella bizzarra idea e non poteva non sorriderne. E quando, raramente, in fondo in fondo faceva capolino l'antico sogno, prendeva a scherzare se stesso: « È come quando mamma si voleva fare religiosa » Il suo però non era una dimenticanza completa, e questo lo meravigliava; nel sonno, nel lavoro di collegio, anche nella gioia delle vacanze vicine, a volte se lo trovava lì all'improvviso. Vacanze! In regioni mai viste quest'anno, giù nel mezzogiorno, costeggiando a lungo il mare prima, e poi nell'interno di monti alti, oltre Lourdes. Alla fine di luglio venne la partenza e l'incontro gioioso con luoghi già bramati sulla carta e creduti inaccessibili. A volte papà interrogava la mamma: Sei sicura che non ci pensa più?
Che domanda! Osserva la sua vivacità, quell'attaccamento alla vita, quei suoi capelli al vento. Ne sono sicurissima: non possono più esserci preoccupazioni di sorta in quella testolina! Ed era vero. Giannetto lasciava quel suo desiderio fra i venti dell'oceano, tra lo scrosciare delle acque dei Pirenei, in tutte le canzoni che dicevano il fascino della vita e facevano ardere. Solo, qualche rarissima volta, impercettibile quasi e vago, un richiamo che lo faceva ridere dei sogni dell'ometto d'allora. « Aveva perfettamente ragione la mamma. Tutto è passato in silenzio come era venuto ».
- Dov'è Giannetto?
- Lo sai, si è messo la divisa di scout, per il servizio d'ordine alla Processione.
A Lourdes aveva incontrato dei camerati cordiali e fraterni: ne era contento. Tutto quanto, e il movimento delle folle, la dedizione virile dei barellieri era la stessa cara spavalderia dei compagni, rispondeva tanto bene ai suoi sogni di attività. Lo videro ripassare sull'Esplanade spingendo le carrozzelle, tutto compreso in quel suo preciso dovere. - Forse così, sarà altrettanto utile alla società - Commentò il padre. - E maggiormente magari, amico mio...
- ... che un povero prete sperduto in un buco qualunque in mezzo alla campagna. Ma poi questa non è la sua strada. -- No, non è fatto per quello... - faceva eco la mamma. ... che emozione, per Giannetto, entrare la prima volta nella sala dell'Ospedale! Non avrebbe mai immaginato tante miserie in questo mondo. Perché tutti quei ragazzi, dall'aria tanto dolce e rassegnata, perché così erano crivellati dai mali alla sua età? Questo... la testa enorme rovesciata all'indietro, dal volto contratto in una dolorosa spaventevole smorfia, come un suppliziato; e il vicino?... un viso smunto, povero scheletro, che s'indovinava contorto dalla testa ai piedi... lo andava fissando come se domandasse proprio a lui il perché di tanta incomprensibile pena;... e quel visetto laggiù, pallidissimo, che ti guarda con quei suoi occhi azzurri tanto dolci, con una tenerezza che commuove? Giannetto sentì di volergli bene, come l'avesse già conosciuto da chissà quanto tempo. Il ragazzo stringeva tra le dita diafane la corona e si capiva, dal leggero abbassare delle palpebre, che pregava appassionatamente. Tentò allontanarsi per vincere quel senso di tristezza, che gli avrebbe sicuramente strappato le lacrime; spaventato ed affascinato insieme da quello sguardo, che sembrava lo chiamasse e penetrava silenzioso. Ma ecco: una povera manina sporge e, con moto quasi supplichevole, l'attira senza che egli pensi a resistere; poi con un fil di voce, quasi esausto: - Sei stato tanto gentile a venire da me: ho tante cose da dirti...
E le sue dita stringevano avide la mano del piccolo scout, che cercava inspiegabilmente il perché di tali parole. - Ti aspettavo, continuò il fanciullo so che saresti venuto... - Mi aspettavi?! - Disse stupito Giannetto, possibile, è la prima volta che noi ci vediamo. Egli levò i suoi grandi occhi chiari al cielo: - È la Madonna che ti manda da me. No! Non posso ingannarmi: L'ho tanto pregata di farmi incontrare e riconoscere qui a colui che deve prendere il mio posto ». - Prendere il tuo posto? Non intese la voce allegra dei compagni scout che lo richiamavano, inchiodato accanto a quel letto da una forza misteriosa più forte. Si sedette invece sulla sponda, soggiogato dallo sguardo luminoso, raggiante dell'adolescente, che continuava con scarsa voce: - Si, devi prendere il mio posto, perché io sto partire; sto, com'è certezza di noi che crediamo, a ritornare a casa e per sempre. Guardami: è un miracolo che io sia ancora vivo. Ero venuto con la segreta speranza di guarire, perché Dio mi aveva chiamato ad essere Sacerdote; ma ora mi chiama e qualcosa di più alto ancora, permettendomi di morire; e quando io sarò partito, il Suo calcolo non tornerà esatto e non voglio essere io la causa. La promessa di uno scaut è sacra... e io non posso più... allora... Giannetto si era fatto vicinissimo al morente. Il ricordo assopito, ma non ancora spento, d'un grande sogno, balzò fuori improvviso a rischiarare la sua anima, dove tali parole risuonarono, eco della Voce Divina. e allora... poiché, senza conoscermi, tu sei venuto guidato da Colei alla Quale nessuno può resistere..., poiché è proprio te, che Ella ha scelto..., io ti a passo la consegna »... Giannetto trasalì dal profondo. Quella parola... quell'invito, quell'ordine volevano, completa, la sua vita... la dedizione massima, un dono che non è più possibile rimpiangere. Un'ondata di inquietudine lo prese; ma quasi subito un impeto di gioia sconvolse ogni dubbio; la manina diafana, che stringeva prigioniera la sua, richiamava un giuramento, che dall'intimo già saliva inevitabilmente, definitivo. La voce di un tempo chiamava imperiosa, solenne, sul respiro sempre più debole di colui, la cui morte ormai imminente aveva generato lo slancio di una vita nel Sacerdozio. Si chinò sul coetaneo agonizzante; poi con uno sforzo energico col singhiozzo che scoppiava alla gola: - Sì... te lo prometto... puoi fidarti di me. Dirai solo al buon Dio che uno scout è « sempre pronto a sostituire lo scout che cade. Tu sarai il Suo Angelo lassù, io il Suo Prete. E lo baciò in fronte, dopo aver contemplato a lungo riflessi, assieme, il viso del predestinato, su splendore e gioia. - A rivederci!... promessa. Il morente lo abbracciò sto terreno di benedizione.
-Io invece andrò a dire al buon Dio che noi siamo una cosa sola, ora e nell'eternità.

Fonte: libro: Campane di Lourdes

Visite: 501

TAGS: Lourdes