Maria a Medjugorje Messaggio del 4 novembre 2004:Cari figli, vi invito nuovamente a rinnovare la preghiera in famiglia perchè un fiume di pace cominci a scorrere attraverso di essa. Satana desidera distruggere la famiglia. Vivete i miei messaggi. Pregate, pregate, pregate, e io pregherò con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

LA BIBBIA E LA MAGIA




«La tua Parola, o Signore, è luce ai miei passi (piedi)» (Sal 118 (119), 105). Trascurare o respingere la Parola è la rovina degli uomini.
Circa la magia e le sue moltepliciforme Dio ha parlato in modo energico e severo, in varie occasioni rilevabili nei Libri sacri: - Nel Deuteronomio (= seconda redazione della Legge divina):
«Chi esercita la divinazione e il sortilegio o l’augurio (di male) o la magia, chi farà incantesimi, chi consulti gli spiriti, gli indovini, chi consulti i morti. Chiunque fa queste cose è in abominio davanti al Signore.
A causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a tè... Le nazioni ascoltano gli indovini e gli incantatori» (18, 10-12.14).
- Nel Levitico: «Non vi rivolgete ai necromanti ed agli indovini. Non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro» (19, 31).
Poco appresso, rinnova la proibizione ed annuncia la ripulsa per i trasgressori: «Se un uomo si rivolge ai necromanti ed agli indovini per darsi alla superstizione dietro a loro, io rivolgerò la faccia contro quella persona e la eliminerò dal suo popolo» (20, 6).
- Il profeta Isaia ribadisce la ripulsa di Dio: «Tu, Signore, hai rigettato il tuo popolo, la casa di Israele, perché rigurgitano di maghi orientali e di indovini, come i Filistei...» (2,6).

Lo stesso profeta torna sull’argomento con ironia: «Stattene pure nei tuoi incantesimi e nella moltitudine delle magie, per cui ti sei affaticata dalla giovinezza; forse potrai giovartene, forse potrai far paura. Ti sei stancata dei tuoi molti consiglieri: si presentino e ti salvino gli astrologi che osservano le stelle, i quali ogni mese ti pronosticano che cosa ti capiterà» (47, 12-13).
- Michea riporta lo sdegno di Dio per le infedeltà del suo popolo per cui opererà la distruzione dell’esercito, la rovina delle città, l’eliminazione dei simboli idolatrici e degli idoli ed anche dei «sortilegi e indovini» (cf. 5, 9-14).
- Zaccaria: «Poiché gli strumenti divinatori dicono menzogne, gli indovini vedono il falso, raccontano sogni fallaci, danno vane consolazioni» (10, 2).
- Più ampio il profeta Ezechiele il quale apostrofa gli ebrei per tutta una catena di superstizioni, magie e malefici:
«Dice il Signore Dio: “Guai a quelle che cuciono nastri magici a ogni polso e preparano veli per le teste di ogni grandezza per dare la caccia alle persone. Pretendete forse di dare la caccia alla gente del mio popolo e salvare voi stesse?
Voi mi avete disonorato presso il mio popolo per qual che manciata di orzo e per un pezzo di pane, facendo morire chi non doveva morire e facendo vivere chi non doveva vivere, ingannando il mio popolo che crede alle menzogne. Perciò dice il Signore Dio: eccomi contro i vostri nastri magici coi quali voi date la caccia alla gente, come ad uccelli; li strapperò dalle vostre braccia e libererò la gente che voi avete catturato come uccelli. Straccerò i vostri veli e libererò il mio popolo dalle vostre mani e non sarà più una preda in mano vostra; saprete che io sono il Signore. Voi infatti avete rattristato con menzogne il nome del giusto... e avete rafforzato il malvagio perché non desistesse dalla sua vita malvagia”» (13, 18-22).
Già all’origine di tutti questi passi dei profeti (e tanti altri ancora) sta la prescrizione della Legge mosaica che commina la pena di morte:
a) Esodo: «Non lascerai vivere colei che pratica la magia» (22, 17).
b) Levitico: «Se uomo o donna in mezzo a voi eserciteranno la necromanzia e la divinazione, dovranno essere messi a morte: saranno lapidati ed il loro sangue ricadrà su di essi» (20, 27).
L’effettiva applicazione della pena ha subito alti e bassi, secondo Io stato di fervore o di decadenza spirituale delle città e secondo il maggiore o minore zelo dei re. La Bibbia fa sapere, ad esempio, che Saul era particolarmente severo contro quanti praticavano l’arte divinatoria.
Essendo già chiari gli insegnamenti biblici a questo proposito, Gesù non ha creduto aggiungerne altri. Anche la predicazione apostolica nulla dice di nuovo.
Sono però categorici nell’affermare che le magie e le stregonerie non hanno cittadinanza nel Regno di Dio e coloro che le praticano non conseguiranno la salvezza.
San Paolo tra le opere «che non possono ereditare il regno di Dio» annovera «Pidolatria» e «la stregoneria» che hanno interferenze tra loro (cf. Ga15, 20-21).
Similmente san Giovanni attesta che nella vita eterna è riservato «uno stagno di fuoco (cioè la seconda morte) agli idolatri e ai fattucchieri» (Ap 21, 8).

CONCLUSIONE
Non si può affermare che le attività magiche siano dirette e specifiche azioni diaboliche; ed i maghi/e stessi di solito non ammettono di essere collegati con il demonio. Sia nel passato che nei tempi presenti, qualche mago opera in stretta collaborazione col demonio, ma si tratta di casi isolati. Quello che è certo è che le varie forme di magia facilitano l’azione diabolica sia riguardo ai peccati:, sia riguardo alle vessazioni.
Le magie alterano il rapporto filiale dell’uomo con Dio, fanno accantonare la preghiera e i sacramenti, legano la volontà a pratiche superstiziose, fomentano odio e vendetta. Spesso anche i consigli dei maghi/e incitano o approvano condotte sessuali contrarie alla Legge di Dio.
Le presunte liberazioni da fatture o malefici sono soltanto un’illusione: come lo è il produrre e lanciare fatture contro quelli cui si vuoi nuocere.
Per tutte le suddette ragioni non può giudicarsi la Parola di Dio contro le varie forme di magia di eccessiva severità. La Parola di Dio è giusta e fonte di salvezza.

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