Maria a Medjugorje Messaggio del 25 luglio 2004:Cari figli, di nuovo vi invito: siate aperti ai miei messaggi. Desidero, figlioli, avvicinarvi tutti a mio figlio Gesù, perciò voi pregate e digiunate. Vi invito in modo particolare a pregare per le mie intenzioni, cosicchè possa presentarvi a mio figlio Gesù, e Lui trasformi e apra i vostri cuori all'amore. Quando avrete amore nel cuore, in voi regnerà la pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

I maghi - di Don Raul Salvucci (esorcista)




“È vivo nell ‘uomo il desiderio di conoscere il senso e la dinamica degli eventi personali e comunitari in cui si trova implicato. Vorrebbe sapere prima quel che succederà poi, così da non essere colto di sorpresa. Gesù però non ha mai assecon dato questa curiosità. Gesù ci esorta a non investigare inutilmente su ciò che è riservato a Dio, che è appunto il corso degli eventi “.
Giovanni Paolo II

Partendo dal presupposto che il futuro è solo nelle mani di Dio, verità fondata sulla nostra fede e dimostrata evidenza quotidiana, si offriranno ulteriori prove tratte dalla cronaca e dagli eventi recenti per ribadire, come se ancora ce ne fosse bisogno, che nessun uomo può anticipare il futuro! Lo stesso CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, fondato nel 1989 da Piero Angela, a cui aderiscono Silvio Garattini, Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia) ha rivelato come le previsioni dei sedicenti maghi per il 2001 non se ne siano verificate neanche una! Si vedrà, infatti, come la maggior parte dei maghi non siano altro che truffatori, ingannatori o al massimo degli esperti periti chimici e di come l’astrologia non sia più di “un’affascinante fantasia”; tutto ciò per esemplificare e rendere ancora più immediato, se ce ne fosse bisogno, tutto ciò che è stato detto con chiarezza nelle pagine precedenti.

Maghi per telefono!

“Mi sentivo una ladra. Avrei voluto dire che stavo per proporre un raggiro. Invece, il copione da seguire era molto preciso: ‘Buongiorno. Mi permetto di disturbarla perché lei è un nostro affezionato cliente. Abbiamo una gradita sorpresa. Un’offerta speciale di consulto a prezzo scontatissimo con un mago a sua scelta: 20 minuti a 16 Euro, anziché 38 Euro. Per il pagamento non si preoccupi,può fare comodamente il versamento entro 15 giorni con vaglia postale’. Questo dovevo dire. L’ordine era insistere, cercando di individuare il punto debole del ‘pollo’ da spennare”.
Affermazioni amare, quelle di Elisa. Era disoccupata quando ha visto la generica inserzione sul giornale: “Società offre lavoro come telefonista”. Perché no, ha pensato. S’è presentata negli uffici della M.S. di Varese. E ha scoperto di che si trattava: una società che si promuove sulla televisione locale, specializzata in consulti magici telefonici.
La M.S. opera sia attraverso numeri della rete telefonica di Varese che con il “166” (il servizio di pubblica utilità della Telecom). Non la si trova sulle Pagine gialle, non c’è targhetta ne nome all’ingresso della sede, i centralinisti sono sottopagati. I guadagni, esentasse. I clienti pagano soltanto in contanti o tramite i vaglia.
Due sedi (la seconda, in un paesino minuscolo del Varesotto), una ventina di telefonisti, altrettanti sedicenti maghi (“Quelli che apparivano in Tv erano i più presentabili”, racconta Elisa. “Gli altri avevano letto sì e no un paio di libretti di cartomanzia”). Tutti, maghi e centralinisti, dotati di computer per accedere all’archivio della società: 200.000 nominativi.
“Mi hanno assegnato la lettera ‘M’. Il mio compito era quello di chiamarli tutti: poco meno di settemila persone. Non ce l’ho fatta ad arrivare fino in fondo. Ero schifata, dopo qualche settimana me ne sono andata via”.
Elisa ne ha chiamate circa 6.000, di lettere “M” per Otto ore al giorno, sei giorni la settimana. Il suo stipendio: 150 Euro al momento in cui se n’è andata, altri 350 Euro il mese successivo. Già, perché Elisa ha anche scoperto che il lavoro era “a cottimo”: i telefonisti venivano pagati in percentuale se e quando il cliente versava il vaglia. “Nel computer c’era una scheda per ogni cliente, con la cronaca di tutti i consulti precedenti”, racconta. “Inoltre c’erano i pagamentì, in due colonne: nella prima il dovuto, nella seconda quanto realmente avevano versato. Qualcuno era arrivato a 20 mila Euro. Qualche altro aveva debiti, per 2 o 3 mila Euro”.
Elisa spiega che il consulto telefonico in realtà è l’esca. Nel colloquio emerge sempre qualche problema grave da risolvere attraverso costosi rituali:
“Il vero business è l’oggettistica”, dice. “Una candela o una piramide ‘magiche’ da pochi Euro vengono venduti a più di 200 Euro, 400 Euro o anche di più, a seconda del rito. Non so quanti abbiano effettivamente fatto il consulto, ma posso dire che più della metà dei clienti contattati da me erano interessati e, anzi, si dicevano fortunati di essere stati inseriti nella promozione”.

Mille linee magiche o erotiche
La ragazza era riuscita anche a entrare in un secondo archivio (non accessibile ai telefonisti): qui c’era il riassunto dei contenuti dei consulti e note del mago. Tipo: “Questa telefona spesso”, oppure: “va invogliata, la cretina poi chiama”. Elisa ricorda il caso di una donna che è stata convinta, a suon di migliaia di Euro, a fare un consulto medianico per parlare col marito morto tre giorni prima.
Il “166”, come si ricorderà, è il numero attivato da Telecom all’indomani delle polemiche sollevate da Beppe Grillo sul “144”. La compagnia telefonica, allora, dichiarò che il nuovo numero serviva per distinguere i servizi d’intrattenimento (in pratica linee erotiche e cartomanti vari) da quelli di pubblica utilità.
Ebbene, neanche 10 anni dopo, la situazione si ripropone identica: attraverso il “166” operano circa mille linee magiche ed erotiche. “Basta qualche semplice calcolo per capire l’affare”, spiega il professor Giovanni Panunzio, responsabile nazionale del Telefono Antiplagio. “Una sola linea può arrivare a fruttare 100 Euro l’ora, cioè 775 mila Euro in un anno. E si spiega anche la ‘tolleranza’ della Telecom: la sua quota è del 30 per cento sulle entrate” Per informazioni sul Telefono Antiplagio si può consultare il sito: www.antiplagio.org

Meglio in tribunale Quanti maghi ci sono in Italia? Il Telefono Antiplagio di Cagliari ha provato a censirli, attraverso la ricognizione delle loro pubblicità e le segnalazioni dei cittadini. Ebbene, ne hanno trovati 21.550, dei quali ben 4.200 si promuovono su giornali, radio, televisioni e 3.050 su Internet. I dati che seguono sono tratti esclusivamente dalle 7.050 segnalazioni ricevute nei sette anni di attività del Telefono Antiplagio (è nato nell’ottobre 1994).
Suddivisione per aree geografiche: Nord Italia 43%, Centro 30%, Sud e Isole 27%. Regioni col più alto tasso di astrologi e maghi: Lombardia, Lazio, Piemonte, Campania e Sicilia

Gli illeciti segnalati con maggior frequenza:
esercizio del mestiere di ciarlatano, evasione fiscale, circonvenzione d’incapace, truffa, truffa aggravata, esercizio abusivo di professione (soprattutto medica e psicologica), abuso della credulità popolare, trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volontà altrui, stato di incapacità procurato mediante violenza, minacce, violazione della privacy, pubblicità ingannevole. Qualche dato sulle vittime: età media 45 anni; donne 58%, uomini 38%, minori 4%; titolo di studio: licenza elementare 40%, licenza media 46%, diploma o laurea 14%.
L’associazione ha presentato 7.000 esposti alle diverse autorità competenti, che hanno dato luogo a moltissime inchieste giudiziarie, delle quali 1.400 sono in corso. Inoltre ha denunciato oltre 100 pubblicità ingannevoli, sulle quali l’Antitrust ha avviato procedimenti con una novantina di condanne. Solo quattro cittadini su 100 sporgono denuncia, per paura di ricatti, per vergogna, perché il resto della famiglia non è al corrente del ricorso al mago.

Il primo rimedio? Spegnere i riflettori

“Le Tv devono smettere di invitarli”, dice Giovanni Panunzio. “E poi bisogna presto reintrodurre il reato di plagio”.
Il professor Giovanni Panunzio è il responsabile nazionale del Telefono Antiplagio. Con lui sondiamo il variegato mondo di maghi, cartomanti, astrologi e compagnia.
Il mago Otelma ha asserito che le arti magiche hanno ottenuto il riconoscimento di una sentenza del 1986 della Corte di Cassazione. E vero?
“No. Otelma cita una sentenza che lo riguarda, nella quale è stato condannato per evasione fiscale. Nelle motivazioni della Corte si descriveva il mestiere di Otelma. E questo è ben diverso dal legittimarlo. Il suo ragionamento è il seguente: “Se ho dovuto pagare le tasse sui guadagni derivanti dall’attività di mago, l’attività è legale”. Non è vero: una legge del 1993 stabilisce che si debbano versare le imposte anche per i guadagni da attività illecite. Tant’è vero che il ministero dell’Economia ci ha chiesto i nominativi dei “maghi”. Ci siamo rifiutati perché non è giusto andare solo a caccia di soldi. Lo Stato deve chiudere i loro studi”.

Equipara i maghi ai delinquenti...
“Non lo dico io, lo dice la legge italiana. L’articolo 121 del Tulps (Testo unico di pubblica sicurezza) recita: ‘E vietato il mestiere di ciarlatano’.”.

Cosa si intende per ciarlatano?
“Lo spiega bene il relativo regolamento: ‘Sotto la denominazione di mestiere di ciarlatano si comprende ogni attività diretta a speculare sull’altrui credulità o a sfruttare o alimentare l’altrui pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti... o coloro che magnificano ricette o specifici, cui attribuiscono virtù straordinarie o miracolose’. Inoltre, un decreto legislativo del 1994 ha aggravato le sanzioni pecuniarie, e pochi mesi dopo una circolare del ministero dell’interno ha invitato le autorità competenti ad applicare le sanzioni previste. Infine, nel 1995, la stessa Cassazione ha ribadito che ‘l’attività di mago giuridicamente si inquadra nel mestiere di ciarlatano, espressamente vietato dall’articolo 121 del Tulps’.”.

Tuttavia, maghi, sensitivi e occultisti continuano a farsi pubblicità.
“A fronte di lievi sanzioni il mago sa di poter ricavare guadagni enormi. Perciò chiediamo alle Tv di smettere di invitarli. Otelma, Basmagi o gruppi come ‘I bambini di satana’, devono essenzialmente al Maurizio Costanzo Show la loro fama. Per questo chiediamo che Pagine gialle, Pagine utili, Telecom, Rai rifiutino le pubblicità degli occultisti”

Vi siete fatti promotori di un disegno di legge che reintroduca il plagio, un reato che la Corte Costituzionale aveva cancellato. Perché?
“La Corte Costituzionale ha cassato una legge che risultava imprecisa e discrezionale. Quindi nessuno la vuole resuscitare. Il disegno di legge (che è stato presentato dal senatore di An Renato Meduri con una ventina di colleghi) s’intitola: ‘Norme per contrastare la manipolazione psicologica’.”.
Si divide in tre articoli. Dice che è reato porre qualcuno in stato di soggezione con la violenza, le minacce, le suggestioni o qualsiasi limitazione della libertà. E aggrava la pena se la vittima è un minore. Irretire le persone con la suggestione e abusare delle situazioni di sofferenza è l’arma principale dei maghi, ma anche di sette e santoni”.
Più che maghi, questi sono periti chimici

Il clima “magico” degli studi degli occultisti è molto importante per suggestionare e irretire i clienti, convincendoli di inesistenti poteri paranormali. Allo scopo, maghi, sensitivi e cartomanti non esitano a utilizzare “mezzucci” di ogni tipo. Sono trucchi spesso banali, ottenuti il più delle volte con prodotti chimici noti a tutti gli illusionisti.
Ecco qualche esempio. Per dimostrare che un rito di protezione dal maleficio è riuscito, il mago può immergere una foto nell’acqua e far vedere che ne esce asciutta. Per ottenere l’effetto mirabolante basta procurarsi in erboristeria la polvere di licopodio e spargerla sulla superficie di un recipiente quasi pieno. Per rendere ignifugo un fazzoletto (si usa nelle messe nere) è sufficiente immergerlo in una soluzione di alcol etilico e acqua.
Anche nella cristalloterapia si possono fare “miracoli”: la crescita dei cristalli si ottiene con acetato di piombo sciolto in acqua e una striscia di zinco. Mentre per far bollire l’acqua all’istante basta utilizzare clorato di potassio, cristalli di per manganato di potassio e del ghiaccio carbonico.
Ma ci sono effetti ancora più spettacolari: per mostrare che è immune dal fuoco, il mago può mettere un braccio sulla fiamma, che si sarà frizionato prudentemente con acido solforico allungato in acqua o con una soluzione di allume evaporata e sapone duro. Nelle sedute spiritiche risulterà efficace sprigionare un fuoco spontaneo: detto e fatto, bastano paraffina e ossalato ferroso. Nella casistica, risulta che faccia molta presa la solidificazione dell’acqua: basta usare una polvere che si trova in quasi tutti i pannolini dei neonati. E, ancora, è convincente dimostrare che si è annullata una “negatività” facendo sparire da un foglio coperto di scrittura ogni traccia d’inchiostro. Lo si ottiene passandovi sopra una carta assorbente trattata con acido ossalico. Alcuni occultisti, inoltre, utilizzano anche l’ar ma della superstizione religiosa per irretire i clien ti e arrivano a usare effettacci come la lacrimazione delle statuette. Anche questo si ottiene con semplici sostanze chimiche. Oppure nei legamenti d’amore è molto efficace l’impiego della cartalampo, del cotone lampo o del filo lampo. Il rito si conclude con una gran fiammata, al termine della quale gli oggetti utilizzati sono scomparsi. Ebbene, sono materiali trattati con acido solforico o altri elementi. Una raccomandazione: non provate a fare questi esperimenti. Alcune di queste sostanze sono pericolose, possono dar luogo a intossicazioni o esplosioni. Rischi, tra l’altro, a cui i maghi espongono i clienti.

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