Maria a Medjugorje Messaggio del 14 agosto 1992: Figli cari! Vi invito a rinnovare la preghiera del rosario nelle vostre famiglie. Pregatelo più spesso e offritelo per la pace.

Testimonianza di Marija Pavlovic su Padre Slavko:“Lui si è innamorato della Madonna”

presso l’altare esterno a Medjugorje nell’estate 2012




Siano lodati Gesù e Maria.

Cominciamo il nostro intervento con la preghiera.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Pater, Ave, Gloria. Salve Regina.
Maria, Regina della Pace
prega per noi.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

Non possiamo dire che non avete un benvenuto caloroso qua a Medjugorje, perchè più caldo non si può. Vedo che vi siete rifugiati tutti sotto gli alberi. Quelli più coraggiosi sono rimasti qua davanti. Una volta ero qua al microfono e, per essere solidale con gli altri, sono scesa; adesso me lo hanno proibito. Mi hanno messo il microfono qua e non posso muovermi. Perchè l’ultima volta ero come un’aragosta alla fine.

In ogni modo… Tanti vanno al mare, ma voi avete scelto la cosa più bella: passare qualche giorno qua a Medjugorje. Voi avete deciso di tuffarvi nella grazia di Dio attraverso la Madonna.

E questa grazia, grazie al cielo, continua ancora. La presenza della Madonna è quotidiana. La Madonna appare ancora ogni giorno. Di noi 6 siamo ancora 3 che abbiamo l’apparizione quotidiana.

La Madonna ci invita a vivere ancora di più quello che ci ripete dai primi giorni. Quando è apparsa ha iniziato a dirci di abbracciare la via della santità e della conversione.

Si è presentata con il nome di Regina della Pace. Attraverso i messaggi ci ha invitato a pregare per la pace che arriva soltanto da Dio attraverso la preghiera. Per questo la Madonna ci dice di avere ogni giorno un contatto continuo con Dio. Per questo Gesù ci ha mandato la Sua Madre attraverso La quale ci siamo innamorati. Oggi La seguiamo e, attraverso Lei, seguiamo Gesù. Ha iniziato ad invitarci, ad istruirci, ad aiutarci ad essere sempre più vicino a Lei, al Suo Cuore Immacolato. Già dai primi giorni ci ha invitati ad essere sempre più Suoi e ad abbracciare in modo straordinario la scuola della preghiera.

Era difficile all’inizio, perchè non eravamo abituati a pregare. Come voi che siete arrivati per la prima volta a Medjugorje. E’ difficile mettersi inginocchiati, è difficile svegliarsi la mattina presto e andare a pregare. Non siamo abituati.

Ma noi , innamorati della Madonna, abbiamo pensato nei primi giorni: “Se noi preghiamo di più la Madonna rimane più a lungo”. Abbiamo pensato: “La Sua presenza è così bella. Viviamo il Paradiso sulla terra con Lei”. Tante volte Le abbiamo detto di portarci con Lei. La Madonna sorrideva e pregava su di noi.

Tante volte pensiamo che siamo in questa valle di lacrime, ma Lei ci dice che possiamo trasformare questa terra in un Paradiso. Per questo ci dice di vivere il Paradiso nel nostro cuore, nelle nostre famiglie, nella nostra società. Amandoci gli uni gli altri come Lui ha amato noi.

La Madonna ci dice tante volte durante le apparizioni: “Ringraziamo il buon Dio, perchè ha permesso che Io sia ancora con voi”. Anche oggi possiamo ringraziare Dio con tutto il cuore, perchè ci sta chiamando ancora una volta alla conversione, alla santità.

La Madonna non ci stanca di chiamarci. Noi siamo duri, difficili, complicati. Una volta ci ha anche detto di leggere e vivere i Suoi messaggi. Ci ha anche detto: “Mettete la Santa Scrittura in un posto visibile nelle vostre case e leggetela ogni giorno”. In modo speciale la Madonna ci ha chiamati a vivere la santità personale, rinunciando al peccato, abbracciando la via della santità. Per questo ci ha detto di creare gruppi di preghiera, attraverso i quali possiamo aiutarci reciprocamente a crescere in questo cammino. Ma la Madonna ci dice che il primo gruppo di preghiera deve essere la nostra famiglia. Per questo desidera che la famiglia ritorni a Dio, alla preghiera. Già ai primi giorni ci ha detto di pregare in famiglia e poi in parrocchia. Dopo ha voluto sempre di più da noi. All’inizio una parte del rosario, poi la seconda, la terza e, con Giovanni Paolo II, anche la quarta parte. La Madonna non si è fermata. Ha chiesto a noi, che abbiamo abbracciato i Suoi messaggi, di dedicare ogni giorno tre ore alla preghiera. Jakov, che era più piccolo, aveva 10 anni, ha detto alla Madonna: “Ma non è un pò troppo?”

Le nostre case non erano più nostre. Erano diventate, come diceva la mia mamma, stazioni ferroviarie. La gente arrivava, passava, chiedeva, bussava.

Oggi possiamo dire che Gesù è al centro della nostra vita.

Come diceva una volta un Vescovo del Messico durante una catechesi sul rosario, durante il rosario si può lavare, stirare, cucinare. Ad un certo momento ho detto: “Ma cosa sta dicendo?” E lui ha raccontato il rosario di sua mamma. Sua madre aveva 12 figli. Lei era una donna di preghiera. Lei cucinava e pregava, stirava e pregava. Lui ha detto: “La mia mamma era una santa” Era una donna che con lo sguardo vedeva molto lontano. Era una donna che divideva quello che aveva. Si ricordava di quell’anziano mezzo cieco o sordo. Mandava sempre qualche bambino con una pentola e diceva: ‘Portala a quella persona che vive al confine del paese’”. Lui ha detto che di lei si poteva solo dire che era una santa. Questo vescovo raccontava con fierezza di sua madre.

Abbiamo conosciuto tutti Giovanni Paolo II. Quando è morto abbiamo sentito in piazza: “Santo subito”. Lo abbiamo gridato.

Abbiamo avuto, grazie al cielo, anche padre Slavko, che era anche la mia guida spirituale. Con gioia lo ricordo.

Era un uomo che era stato inviato per controllare le nostre reazioni prima e dopo l’apparizione. Lui si è innamorato della Madonna. Ad un certo momento Lei lo ha preso con sè. Per noi è stato uno shock, perchè era ancora giovane.

Era amico di noi veggenti. Veniva spesso a casa nostra e giocava sul tappeto con i bambini.

Ma era un amico. Uno che ogni mattina andava sulla collina dell’apparizione o sulla collina della croce, prima della santa Messa alle 07.30, assieme ai suoi confratelli. Lui prima andava a pregare. Ma non soltanto a pregare; era anche un testimone della Madonna. Era innamorato della Madonna.

Tante volte mi diceva prima dell’apparizione: “DiLLe che La amo”. O dopo l’apparizione mi chiedeva: “Come era?” Ormai dopo un giorno, un mese, un anno, ci siamo abituati al fatto che lui faceva questa domanda ogni volta. Abbiamo visto che all’inizio lo faceva per curiosità, ma pian piano lo faceva con grande amore. Più diventava anziano e più diventava tenero, innamorato. Con quella tenerezza ha permesso alla Madonna di cambiare il suo cuore.

La Madonna lo ha preso qua a Medjugorje. Quando facendo la via crucis venerdì pomeriggio con i pellegrini sul monte della croce è morto, noi eravamo shockati. Non potevamo credere che era vero che padre Slavko fosse morto. Eravamo schockati. Durante l’apparizione abbiamo pianto e abbiamo chiesto alla Madonna: “Perchè?”

Il giorno dopo era il 25 e la Madonna ha dato il messaggio: “Vostro fratello Slavko è nato in cielo”. Dalla tristezza e dallo shock siamo passati ad una grande gioia. Abbiamo detto dentro di noi: “Ce l’ha fatta. Dobbiamo farcela anche noi. E’ andato in Paradiso”. Adesso tocca a noi. Tocca a voi.

Abbiamo tanti esempi: Madre Teresa, Gianna Beretta Molla. Dove ho partorito i miei figli è morta Gianna Beretta Molla e i suoi figli sono ancora vivi.

Non è una fantascienza; è una realtà. Possiamo diventare santi anche tutti noi.

La Madonna vuole creare un mondo nuovo: Dio attraverso la Madonna.

Mi ricordo che nei primi giorni, qui c’era il comunismo, nel telegiornale delle 07.30 dicevano: “In un piccolo villaggio è cominciata la rivoluzione. Sei bambini a Medjugorje dicono di aver visto la Madonna”. Loro pensavano che noi fossimo manipolati da qualcuno per iniziare una rivoluzione. Ma oggi possiamo dire che davvero è iniziata una rivoluzione. Ma non quella rivoluzione che pensavano i comunisti. E’ cominciata la rivoluzione dell’Amore di Dio attraverso la Madonna per ognuno di noi, per questa povera umanità che ha bisogno di Dio.

La Madonna dice: “Mettete Dio al primo posto della vostra vita”. Abbiamo dimenticato Dio; Lo abbiamo messo in disparte. Sembra che tutto sia più importante di Dio. Il materialismo e il consumismo ci hanno fatti schiavi. Anche il comunismo che era qua ci ha portato a fissare gli occhi solo sulla persona.

Cosa dice la Sacra Scrittura? “Povero l’uomo che…” Sapete rispondere? No? Meno male che abbiamo qua Agostino che ci aiuta. “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo!” Noi ormai siamo maledetti, perchè confidiamo nei nostri politici, nelle persone, nelle ricchezze…

Don Tonino Bello, che era anche un mio amico personale, l’ho incontrato in varie occasioni, ha scritto un bellissimo racconto dove parlava con san Giuseppe. Racconta che san Giuseppe lavorava nella sua falegnameria, accarezzava un pezzo di legno mentre lo lavorava e diceva: “Ma dove andiamo?” Ormai oggi non abbiamo più un oggetto fatto dal nonno o dal bisnonno. Ormai è tutto usa e getta. Lui diceva che ormai neanche una bambola si ripara più, perchè ne arrivano tante per Natale. Si scartano, si gioca, si rompono e si buttano via, perchè il Natale dopo ne arriveranno delle altre.

Purtroppo abbiamo una cultura usa e getta anche dell’amicizia: se ho bisogno sei mio amico, altrimenti ti dimentico.

Stiamo mettendo le persone al posto di Dio. Quelle persone tante volte sono politici o ricchi che possiamo sfruttare.

Ormai cominciamo a creare un mondo dove puntiamo sulle persone. Stiamo facendo come il gatto che si morde la coda. Non sappiamo più dove andare. Anche i nostri politici: non sanno vedere il futuro. Guardiamo l’economia. Ogni giorno aumentano sempre più le ore di lavoro.

Tante volte diventiamo schiavi. Delle persone, del lavoro, e non sappiamo più dov’è Dio. La Madonna ci dice di avere equilibrio. Abbiamo dimenticato quel filo che ci lega col cielo.

La Madonna ci dice che se una persona prega mentre lavora il suo lavoro diventa doppio. Diciamo: “In così poco tempo ho fatto così tante cose!”

Una volta ho incontrato un uomo che veniva qua a portare aiuti umanitari nei momenti di guerra e ha raccontato la sua esperienza. Anch’io ne sono stata testimone. Quando è venuto qua la prima volta per portare aiuti ogni seconda parola era una bestemmia. Ad un certo momento l’ho guardato e gli ho detto: “Ma cosa stai facendo?” L’ho affrontato e gli ho detto: “Tu stai offendendo il mio Dio!” Era shockato che qualcuno si fosse avvicinato a lui. Non sapeva chi fossi. Era un uomo grande. Ho pensato: “Se cominciamo a discutere diventa un disastro, perchè io sono piccola e lui è grande”.

(((La registrazione della testimonianza si è interrotta per problemi di audio)))

Fonte: Mailing list Informazioni da Medjugorje

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