Maria a Medjugorje Messaggio del 2 febbraio 1984:«Pregate, perché ho bisogno di più preghiere. Riconciliatevi e abbiate più amore gli uni per gli altri, come fratelli. Desidero che in voi fiorisca la preghiera, la pace e l’amore».

Intervista di Padre Livio dai microfoni di Radio Maria del 27 Febbraio 1998 - Parte 3 di 3




Padre Livio: Senti, Marija, è un'opinione personale che ti chiedo. Una statuetta della Madonna di Medjugorje ha pianto lacrime di sangue nelle mani del Vescovo di Civitavecchia, Mons. Girolamo Grillo. Io mi sono ricordato di un messaggio della Madonna del 24 maggio del 1984 dove lei dice che il suo cuore piange lacrime di sangue per ogni figlio che si perde nel peccato. Ecco, forse anche tu hai sentito parlare di questo fatto e ti chiedo un'opinione del tutto personale.

Marija:Sì ne ho sentito parlare e ho sentito una volta anche attraverso Radio Maria il Vescovo che ha dato la sua testimonianza. Per me ha un significato molto grande, non tanto perché la Madonna ha pianto, in quanto l'ho vista anch'io piangere, ma perché ha pianto lacrime di sangue e ha pianto vicino a Roma.

Padre Livio: Sì, Civitavecchia è una diocesi confinante con quella di Roma.

Marija:Tutto l'insieme dice molto.

Padre Livio: Vi è un grande significato?

Marija:Si, secondo me sì, ma poi parlando non vorrei...

Padre Livio: Era solo un'opinione personale che ti chiedevo.

Marija:La Madonna ci ha detto: "pregate per il Santo Padre perché questo Papa l'ho scelto io per questi tempi".

Padre Livio: Ha detto che l'ha scelto lei per questi tempi il Papa?

Marija:Sì. Io penso che tutti insieme, anche tutti i prelati, i sacerdoti, i vescovi, i cardinali che sono a Roma, la Madonna non solo noi ma tutti chiama sulla via della santità. Dobbiamo essere coscienti. Io penso in modo particolare anche in questo momento quando vediamo che il Santo Padre ha meno forze, e anche nei prossimi anni quando saremo nel trapasso da questo millennio all'altro, quando saremo al trapasso tra un Papa e l'altro e quando saremo nella decisione di un nuovo Papa, dobbiamo lasciarci guidare dalla preghiera e dallo Spirito Santo, perché soprattutto noi che diciamo di essere cristiani dobbiamo esserlo con la vita e con i fatti.

Padre Livio: Se tu, Marija, avessi la possibilità di parlare a tu per tu col Papa, che cosa gli diresti?

Marija:Tante cose.
Padre Livio
:. So che avresti tanta voglia di parlare col Santo Padre, ma siccome se non lui almeno le sue suore sono in ascolto di Radio Maria, cosa gli diresti?

Marija:Prima e soprattutto che lo amiamo e che preghiamo per lui come lui stesso ha chiesto, ma non soltanto un Padre nostro, Ave Maria e Gloria, ma molto di più. E poi tante altre cose...

Padre Livio: Ma prima di tutto che lo amiamo e che preghiamo per lui...

Marija:Sì, noi attraverso questa esperienza con la Madonna ci sentiamo nella Chiesa e nonostante che abbiamo dei problemi col nostro Vescovo, noi sempre diciamo che vogliamo lasciarci guidare dalla Chiesa e così ci sentiamo, soprattutto dopo che la Madonna ha detto che questo Papa è stato scelto da lei. Tante volte, non so ad esempio oggi, la Madonna parla e domani mattina il Papa parla e sono le stesse cose....

Padre Livio: Anche noi a Radio Maria abbiamo sottolineato questa coincidenza.

Marija:La cosa più importante è di essere coscienti della nostra responsabilità come cristiani perché, anche guardando a questa situazione in Italia, io ora vivo qua, mi sembra che andiamo verso il comunismo....

Padre Livio: Direi verso un materialismo. Tu hai vissuto il comunismo ateo e materialista.

Marija:Sì, ma arriva l'ateismo anche qui perché attraverso il consumismo mettiamo mammona al primo posto e così Dio rimane all'ultimo... Io non so, la vedo così. Quando sono venuta in Italia pensavo a S. Leopoldo Mandic che è venuto qui ed è diventato santo. Ecco, mi sono detta, "vado anch'io così divento santa".

Padre Livio: Senti Marija, il fatto che tu sia venuta in Italia io lo ritengo provvidenziale.

Marija:Anch'io.

Padre Livio: Anche tu lo pensi? Cosa ne pensa tuo marito?

Marija:Chiediamolo a lui.

Padre Livio: Sì. Allora, Paolo, che cosa pensi di que sto fatto che Marija, dopo che è diventata tua sposa, sia venuta ad abitare qui in Italia?

Paolo: Sono anch'io convinto che non sia un fatto casuale. L’ho sempre pensato e l'abbiamo sempre pensato insieme sin dal primo momento. Forse possiamo dire che non abbiamo capito a tutt'oggi effettivamente il perché. E' ancora una domanda aperta, una domanda senza risposta, ma della quale siamo intimamente convinti tutti e due.

Padre Livio: Senti un po' Paolo: non cade foglia che Dio non voglia. Io sono amico di Marija da moltissimo tempo e quando ho sentito che si sposava ero molto contento, perché ero sicuro che lei aveva scelto lasciandosi guidare dalla volontà di Dio. Ora Marija è tua moglie e madre dei tuoi figli, ma nel medesimo tempo mi pare che tu veda con chiarezza che ha una speciale missione da compiere e mi sembra che tu sia molto motivato ad aiutarla.
Paolo: Senza dubbio molto motivato, molto coinvolto. L’ho fatta mia questa missione fin dall'inizio e se non fosse così penso che non saremmo qui e che non ci saremmo sposati.

Padre Livio: Quindi l'aiuti nel compimento di qualcosa che è una missione importantissima.
Paolo: Il mio aiutarla è un esserle al suo fianco. In realtà non è che il mio sia un aiuto particolare. Il suo ruolo è quello di testimoniare avvenimenti che ha vissuto, questa esperienza eccezionale che ha vissuto e che sta vivendo tuttora. Quello di testimoniare è un compito tutto suo che non deve essere mio, salvo questa sera che tu mi fai una domanda. E' però un essere al suo fianco, uno starle vicino. Abbiamo deciso di condividere la nostra vita e quindi le sto al fianco, le sono vicino.

Padre Livio: Senti Paolo, da quando vado a Medjugorje, e sono circa quindici anni, non mi sono mai accorto, per quanto riguarda i sei ragazzi, che c'è qualcosa che non va, a parte i loro limiti umani, i loro difetti, ma mai una volta mi è fischiato l'orecchio per segnalarmi qualche cosa che mi mettesse in sospetto. Eppure Dio mi ha fatto questo dono di avere delle antenne sensibilissime, come d'altra parte è normale per uno che lavora in radio. Tu che sei suo marito e che la segui e le sei vicino da tanti anni, hai notato qualcosa che ti ha messo in dubbio sulle apparizioni?

Marija:Paolo, non tirare fuori i miei difetti!

Padre Livio: Ma, dico io, i difetti confermano le apparizioni! Paolo: E' una domanda che merita una risposta molto seria: no, assolutamente! Questa secondo me è una prova e posso dire di non aver bisogno di altre prove. Medjugorje l'ho conosciuta nel 1985 e la verità mi è brillata davanti agli occhi come brilla il sole. E' stato come una folgorazione. Credo che quando uno incontra la verità, lo sente che è la verità, lo avverte intimamente nella sua coscienza, non ha bisogno di qualcuno che glielo dica, la verità la riconosce dentro. Posso dire che in tutti questi anni ho sempre trovato conferme alla coerenza dei veggenti fra di loro, fra quello che dicono e il messaggio del vangelo e non ho mai trovato una sbavatura, benché minima.

Marija: Nonostante che è un bocconiano! (nota: Paolo, il marito di Marija si è laureato all'Università Bocconi di Milano).

Padre Livio: Senti, Paolo, ma per quanto riguarda Marija non hai mai avuto nessun dubbio che fosse vittima di qualche allucinazione o inganno?
Paolo
: No, non è possibile. Devi pensare che io vivo con lei una dimensione personale, di rapporto intimo, che probabilmente nessuno vive e da tanto tempo. Ecco, per me è impossibile pensare che Marija possa mentire o che possa esserci qualcosa che non è vero.
Padre Livio
:Che lei non possa mentire sono d'accordo, ma che lei possa essere ingannata o ingannarsi....?
Paolo: No, non lo penso, non mi sembra ragionevole, plausibile, insomma sarebbe come dire che quando piove l'acqua va in su. No, l'acqua va in giù! Basta, non c'è tanto da girarci intorno.

Padre Livio: C'è una trasparenza evidente.

Paolo: Assoluta! Quello che mi fa male molto spesso è vedere (almeno per quanto risulta a me con certezza) che persone, magari anche all'interno della Chiesa, giudicano  Medjugorje, giudicano della veridicità dei fatti senza essersi presi la briga di incontrare i veggenti, di voler sentire dalla loro viva voce il racconto degli avvenimenti, senza informarsi e senza studiare. Io vedo, e purtroppo lo riscontro essendo a fianco di Marija almeno il 95% delle volte che si muove per dare delle testimonianze, che molto spesso i giudizi negativi sui fatti di Medjugorje sono dati su pregiudizi, su preconcetti e in un modo disinformato.

Padre Livio: E' vero. Comunque è mia convinzione che, anche per accettare questa luminosità di Medjugorje, ci voglia una particolare grazia.

Paolo: Sì, questo senz'altro. Direi che da questo punto di vista mi sento d'accordo con Padre Jozo quando dice che chi va a Medjugorje è chiamato. Lo si vede in molte situazioni di persone che non volendolo, non pensandoci, improvvisamente sono riuscite ad andare e persone che invece vorrebbero andare, ma hanno delle difficoltà, e non riescono ad andare.     

Padre Livio:  È. Marija, che cosa ci aspetta nel futuro?

Marija:Speriamo il paradiso.

Padre Livio: Vicka e Jakov sono stati portati fisicamente nell'aldilà a vedere il paradiso, il purgatorio e l'inferno e la stessa esperienza l'ha vissuta Ivan da solo. La sua testimonianza però non ha forse il valore di quella di Vicka e Jakov, in quanto loro due erano insieme. Tu personalmente (lasciamo da parte per il momento Mirijana e Ivanka che ora hanno soltanto un'apparizione all'anno), per quanto riguarda l'aldilà che cosa ti ha fatto vedere la Madonna?

Marija: Noi tutti abbiamo visto durante l'apparizione, come un immagine che si guarda da una finestra, il paradiso, il purgatorio e l'inferno e la Madonna ci ha detto che ce li mostrava per dire che esistono, che esiste l'altra vita.

Padre Livio: Potresti descrivere il paradiso, il purgatorio e l'inferno?

Marija:Sì, per prima cosa il paradiso. Abbiamo visto come un grande spazio con tante persone vestite con delle tuniche, come quelle romane, di diversi colori e abbiamo visto che lodavano Dio ed erano pieni di gioia e la Madonna ci ha detto che quelle persone che erano andate in paradiso avevano cercato e vissuto la volontà di Dio qui sulla terra ed ora che sono in paradiso è per loro un continuo conoscere Dio di più e un ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per loro. Poi abbiamo visto il purgatorio. Lì non abbiamo visto le persone, ma abbiamo sentito le loro voci. La Madonna ci ha detto che le persone che si trovano in purgatorio quando si trovavano sulla terra in alcuni momenti erano sicure che Dio esiste e in altri no, così ora si trovano in purgatorio. La loro più grande sofferenza è quella di sapere che Dio c'è, che è là e di non poter andare da lui. La Madonna ci ha chiesto di pregare molto per le anime del purgatorio in modo tale che possano andare al più presto in paradiso. Infine abbiamo visto l'inferno. Abbiamo visto come un grande fuoco e al centro una ragazza giovane e molto bella che è entrata in questo fuoco e poi è uscita diventando simile a una bestia... si è trasformata... e la Madonna ci ha detto che Dio ha dato a tutti la libertà e che ognuno di noi con la propria libertà risponde. Loro hanno vissuto nel male, nel peccato e hanno scelto con la loro libertà l'inferno e Dio non è quello che ci manda, ma siamo noi che scegliamo di andarci.    .
Padre Livio
:Siamo noi dunque che vogliamo andare all'inferno agendo contro la volontà di Dio e non è Dio che ci manda. Ho notato comunque, siccome sto finendo di scrivere un libro di Catechesi per giovani e proprio in questi giorni ho scritto il capitolo sull'inferno, che la descrizione che fa Lucia di Fatima dell'inferno ha qualche somiglianza con la vostra. Anche lì si parla di mare di fuoco e di uomini e demoni che assumevano forme spaventose di orribili animali...

Marija:Io personalmente non leggo mai queste cose.

Padre Livio: Mi pare sia un bene che non le leggiate, così non correte il pericolo di farvi influenzare. Senti Marija, consentimi prima di chiudere di chiederti alcune piccole curiosità a beneficio del pubblico di Radio Maria che segue Medjugorje più da vicino. So che voi, per quanto riguarda le domande che rivolgete alla Madonna, qualche volta non potete farle, qualche volta la Madonna non vi risponde, ma a volte la Madonna vi risponde.

Marija:Sì. Ultimamente la Madonna risponde rarissime volte, perché ci invita a pregare e dice sempre che il Signore ci illumina nel nostro cuore.

Padre Livio: Mi pare che tu una volta, su invito di un sacerdote, hai fatto una domanda alla Madonna su Maria Valtorta.

Marija:Sì, le ho chiesto se è vero e la Madonna ha risposto che si può leggere. Non ha detto se è vero o non è vero.

Padre Livio: E per concludere, dicci che cosa ci aspetta per il futuro. Che cosa riguardano questi segreti che la Madonna vi ha dato?

Marija:I segreti sono segreti per adesso, finché la Madonna non ci dirà... A Marijana e a Ivanka la Madonna ha già dato tutti i segreti che sono dieci e a noi non ancora tutti. La Madonna attraverso Mirijana ha chiesto di scegliere un sacerdote come guida spirituale, ma poi ognuno di noi durante questi anni ha un padre spirituale...

Padre Livio: Allora i segreti non li sa nessuno, eccetto voi?

Marija:Attraverso Mirijana la Madonna ha chiesto di scegliere un sacerdote come guida, e un domani può arrivare il momento che li potrà trasmettere

Padre Livio:Però Mirijana non glieli ha detti?

Marija:Per adesso niente.

Padre Livio: Quindi nessuno sa questi segreti?

Marija:No, solo noi.

Padre Livio: Secondo te, c'è da avere paura per questi segreti?

Marija:Noi diciamo sempre che i segreti sono segreti e non vogliamo esprimere nessuna opinione. Qualcuno è gioioso e qualche altro triste. Possiamo dire che per quanto riguarda il settimo segreto che la Madonna ha chiesto attraverso Mirijana preghiere e digiuno ed è stato attenuato.

Padre Livio: Vedo che tu hai tre figli e quindi non hai paura del futuro.

Marija:Ci sono le pie donne della propaganda che dicono che o col bastone e con la parola le persone si devono convertire. Una volta stavo a Milano nella Cattedrale a pregare nel pomeriggio, perché mio marito doveva fare un lavoro e io non potevo essere con lui. Allora eravamo appena sposati. E' arrivata una signora che mi ha buttato in mano un messaggio e mi sono chiesta che cosa fosse. Era il messaggio del 25 del mese....

Padre Livio: A te ha dato il messaggio del 25?

Marija:Si e probabilmente si vantava, chissà, di aver distribuito trecento messaggi, ma io mi sono detta: "ma è questo il modo di darli? Terribile!"

Padre Livio: E così ci sono molte persone che pensano che con le buone o con le cattive uno deve convertirsi e invece noi vediamo che Dio è amore e che ci chiama ad aiutare gli altri con amore, non sforzandoli a convertirsi, ma dando l'esempio della nostra vita e uno, vedendo come ci amiamo noi, in quel momento vedrà e vivrà anche lui la sua conversione.

Padre Livio: Marija, vedo che dobbiamo arrivare alla conclusione e vorrei chiederti di porgere un saluto alle persone malate e, siccome siamo nel programma di catechesi giovanile, di rivolgere un pensiero ai giovani.

Marija:Sì. Noi durante il momento dell'apparizione raccomandiamo sempre tutte le persone. Io stasera ho pensato che, una volta arrivata alla conclusione, avrei dovuto salutare diverse persone, anche i nonni che stanno aspettando con i bambini che sono in casa e chissà se avranno resistito alla battaglia! Poi tutte le persone che hanno incontrato Medjugorje, soprattutto i malati che noi abbiamo incontrato e incoraggiato a pregare e tante altre persone piene di problemi che incontro ogni giorno. Vedo che ci sono tante sofferenze che noi abbiamo imparato ad offrire sempre. Domani, quando sarà il momento dell'apparizione, io raccomanderò alla Madonna tutte le persone presenti questa sera e tutte quelle che ci hanno sentito. La Madonna ci mette tutti nel suo cuore grande. Io sono sicura che, quando un domani andremo in paradiso, quando non ci sarà né dolore né pianto, capiremo il valore della sofferenza e rideremo. Ora siamo in questa valle di lacrime, come diciamo quando preghiamo, ma un domani, quando saremo in paradiso, quando saremo come farfalle, senza tutti i dolori, allora rideremo e ringrazieremo perché attraverso queste sofferenze abbiamo conquistato un posto in paradiso. Ecco io invito soprattutto i malati che non lascino nessuna sofferenza persa per niente, ma che tutto offrano a Dio, anche per le anime del purgatorio che hanno tanto bisogno e delle quali la Madonna ha anche detto che intercedono davanti a Dio per noi.


Padre Livio: E per i giovani?

Marija:Per i giovani io sempre invito e ripeto: cercate Dio perché io stessa ero giovane, anche se adesso non sono tanto vecchia. Non ho ancora 33 anni e comunque ai giovani dico sempre che ringrazio la Madonna che mi ha preso nel tempo della gioventù, quando non avevamo ancora fatto l'esperienza dei tanti pericoli nei quali si trovano i giovani oggi. In America, in un incontro tenuto da Padre Jozo, un ragazzo ha avuto l'idea di scrivere su un braccialetto queste parole: che cosa farebbe Gesù se fosse al mio posto in questo momento? Che bella idea, ho pensato, ed è proprio lo Spirito Santo che ha ispirato questo ragazzo, che poi aveva donato un braccialetto con questa scritta a tutti i giovani e anche a Padre Jozo. Ecco bisogna essere coscienti su che cosa farebbe Gesù al nostro posto. Un giovane deve essere consapevole che è un cristiano e un cattolico e che la nostra vita è un dono di Dio. Tante volte uno dice: ho 18 anni e sono libero dai miei genitori, posso fare quello che voglio... Invece la nostra vita è un dono di Dio e bisogna essere coscienti di questo dono e rispettarlo, sia il dono della vita come quello della salute, perché tante volte abusiamo in tante cose. E anche cercare Gesù, perché quando incominciamo a cercare qualcosa possiamo trovare Gesù, perché Gesù è così immenso che possiamo metterlo dappertutto e nel medesimo tempo così piccolo che anche possiamo metterlo nella tasca dei nostri jeans, per cui ripeto sempre ai giovani: cercate Gesù perché Gesù vi darà la soluzione per tutta la vostra vita.



Padre Livio: E per le famiglie?

Marija:Per le famiglie: "Pregate, pregate, pregate" come dice sempre la Madonna. Da noi c'è una consuetudine, nel momento in cui ci sposiamo, di mettere una mano sulla croce e il sacerdote con la stola le lega insieme per significare che non siamo legati solo io e mio marito, ma siamo legati anche a Gesù in modo particolare e mettiamo Gesù al primo posto nella nostra vita. Ecco, soprattutto a quelli che dicono di essere cristiani vorrei ricordare di essere coscienti che soprattutto oggi tante famiglie si separano, che tanti giovani non hanno più il senso della vita e sono alla ricerca di una famiglia ideale perché la loro famiglia era separata, era disperata. Incominciano a fare tanti progetti, ma poi iniziano le sofferenze e non hanno più la forza di andare avanti. Io dico sempre che dobbiamo imitare la Sacra Famiglia. Se iniziamo a vivere come Giuseppe, Maria e Gesù Bambino diventiamo tutti santi.

       


Padre Livio: Per i sacerdoti e per le suore?

Marija:Per i sacerdoti di vivere il sacerdozio in un modo concreto, come la Madonna dice sempre, chiamando i sacerdoti suoi figli prediletti. I sacerdoti devono essere coscienti di questa realtà di essere prediletti e chiamati in un modo tutto particolare. Se un sacerdote non prega diventa un uomo d'affari e non fa il sacerdote e se viene un momento in cui non sapete come fare, iniziate a pregare e Gesù vi aprirà tutte le porte e tutte le finestre e se avete problemi nella parrocchia o vostri personali incominciate a pregare. Io ho visto sempre, quando mi sono avvicinata ai sacerdoti per parlare con loro, che nel momento in cui incominciano a pregare e a vivere la Santa Messa, in quel momento scoprono la gioia della loro vocazione al sacerdozio. Per quando riguarda le suore hanno sicuramente un grande carisma. Dopo i sacerdoti sono le persone più adatte oggi, in un mondo in cui ci sono tante sette e tante persone che sono alla ricerca. Parlando con medici, con professori mi hanno detto che tanta gente ha bisogno di qualcuno con cui parlare e io vorrei esortare le suore ad essere disponibili a sentire come un confessore, perché anche solo ascoltando si dà tanto. Le suore possono fare molto attraverso questa testimonianza concreta. La suora è una donna e la donna è molto aperta, molto concreta, assai più che un uomo, nel senso che vede i bisogni del momento. Oggi si ha particolarmente bisogno di questa concretezza. Una suora può essere una grande missionaria nella società, ascoltando le persone, invitandole a pregare, andando nelle case e prendendosi cura dei malati, degli anziani, dei bambini e così possono fare tanto. Da noi c'è una suora anziana, quasi sul punto di morire, che ama molto i bambini e le altre suore mi hanno detto che lei ogni settimana prende la Madonna di Fatima e fa la processione con i bambini dell'asilo, piova o non piova, e per loro è il momento più bello di tutta la settimana. Per dire come una suora anziana, che noi pensiamo non serva, come pure tanti anziani che abbiamo in casa, possono essere utili. La Madonna una volta ha detto degli anziani che sono le colonne delle nostre famiglie contro satana. Se noi li aiutiamo e li portiamo verso la preghiera diventano una sorgente di grazie.

         



Padre Livio: Per finire, Marija, che consiglio dai a Radio Maria?

Marija:A Radio Maria di pregare, perché se mette Gesù al primo posto, allora diventa sempre più grande e che questa famiglia di Radio Maria, come la chiamate voi, sia costruita non sulla sabbia ma sulla roccia, che è la preghiera. Io penso che se si prega, non crolla.

Padre Livio: Secondo te la Madonna la ascolta?

Marija:Qualche volta! Però ha più simpatia verso Roberta che verso dite.

Padre Livio: Beh, è chiaro che fra donne vanno d'accordo.

Marija:Penso però che il tuo "caffè" del mattino lo deve sentire, per vedere che gusto ha.

Padre Livio: Ora che siamo arrivati alla fine ti resta solo di fare un saluto agli ascoltatori.

         


Marija:Facciamo una preghiera. Mettiamo nel cuore della Madonna questa serata, in modo particolare tutti gli ascoltatori, tutti noi qui presenti affinché il Signore ci avvicini a lui attraverso anche questa mia esperienza. Io mi sento solo uno strumento attraverso il quale la Madonna vuole avvicinare più cuori al suo cuore. Io adesso reciterò un Padre nostro, Ave Maria e Gloria pensando a tutti voi, a tutti i vostri problemi, a tutte le persone che ascoltano Radio Maria e sono sicura che la Madonna ascolta stasera ed è sempre con noi e sente i nostri bisogni e le nostre preghiere. Preghiamo in modo particolare per le persone che la Madonna dice che sono lontane. Attraverso Mirijana ultimamente ha chiesto di pregare in modo particolare per i lontani, come la Madonna li chiama. Preghiamo anche in modo particolare per quelli che devono lasciare questa terra e che si avviano verso il paradiso. Anche per i tutte le persone che sono negli ospedali, nelle case per anziani, che sono sole e abbandonate, che pensano che non c'è nessuno e non sono coscienti che Dio, la Madonna e l'angelo custode sono sempre con loro, perché siano sereni e pensino che dopo la morte la vita continua e che dopo questa valle di lacrime c'è  la valle di gioia. Preghiamo per tutti e concludiamo con la preghiera.

             Erba, sede di Radio Maria. 27 Febbraio 1998

Fonte: Radio Maria

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