Maria a Medjugorje Messaggio del 2 ottobre 2017:Cari figli, io vi parlo come Madre: con parole semplici, ma colme di tanto amore e sollecitudine per i miei figli, che per mezzo di mio Figlio sono affidati a me. Mio Figlio invece, che viene dall’eterno presente, lui vi parla con parole di vita e semina amore nei cuori aperti. Perciò vi prego, apostoli del mio amore: abbiate cuori aperti, sempre disposti alla misericordia e al perdono. Perdonate sempre il prossimo secondo mio Figlio, perché così la pace sarà in voi. Figli miei, preoccupatevi della vostra anima, perché essa è l’unica realtà che vi appartiene davvero. State dimenticando l’importanza della famiglia. La famiglia non dovrebbe essere luogo di sofferenza e dolore, ma luogo di comprensione e tenerezza. Le famiglie che cercano di vivere secondo mio Figlio, vivono nell’amore reciproco. Fin da quando era ancora piccolo, mio Figlio mi diceva che tutti gli uomini sono per lui dei fratelli. Perciò ricordate, apostoli del mio amore, che tutte le persone che incontrate sono per voi la vostra famiglia, dei fratelli secondo mio Figlio. Figli miei, non perdete tempo pensando al futuro e preoccupandovi. La vostra unica preoccupazione sia come vivere bene ogni istante secondo mio Figlio, ed ecco la pace! Figli miei, non dovete mai dimenticare di pregare per i vostri pastori. Pregate affinché possano accogliere tutti gli uomini come loro figli, in modo che, secondo mio Figlio, siano per loro dei padri spirituali. Vi ringrazio!

Medjugorje - Domenica di Pasqua, 11 aprile 2004 - INCONTRO CON MARIJA PAVLOVIC LUNETTI




Buona Pasqua! Visto che siete tanti qui per la prima volta, vi parlerò un po’ sui messaggi che la Madonna ha dato dall’inizio, chiamando tutti noi e chiedendoci di vivere questi suoi messaggi. La Madonna è apparsa la prima volta il 24 giugno 1981 e da quel momento la Madonna ha cominciato a dare i messaggi. Si è presentata qui con il nome di “Regina della Pace” e ci ha invitato tutti a pregare per la pace, perché ha detto che la vera pace arriva soltanto da Dio attraverso la preghiera. Così la Madonna ha cominciato ad invitarci a pregare per la pace nel cuore, pace nelle famiglie e pace nel mondo. A quel tempo c’erano tutte le possibilità che diminuisse la guerra fredda che c’era tra gli Stati Uniti e la Russia e allora sembrava un messaggio un po’ strano. Quando la Madonna ci disse che “con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono allontanare”, abbiamo pensato che c’erano invece tutte le possibilità che le guerre non ci fossero più. Mi ricordo che una volta è arrivato un personaggio importante dagli Stati Uniti, che era presso l’Unione Europea, a Bruxelles, in Belgio. In quel tempo il Presidente dell’America era Reagan e lui lo incontrava ogni settimana o ogni quindici giorni. E’ venuto qua a Medjugorje con la moglie a pregare per il suo bambino che era ammalato, era come mongoloide. Sono venuti a Medjugorje di nascosto, perché altrimenti aveva sempre una guardia del corpo. Aveva detto che andava fino a Dubrovnik e poi hanno preso di nascosto un taxi e sono venuti qua a pregare perché il loro progetto era di venire a pregare per il bambino. Io li ho visti perché la nostra casa è sotto la collina delle apparizioni: erano tutti bagnati. Era gennaio e la giornata era piovosa e fredda. Allora ho detto loro di venire a casa nostra per scaldarsi. Loro non sapevano che ero Marija veggente. L’hanno saputo dopo da una ragazza, Kathleen, che era a casa nostra; lei ha spiegato loro che ero Marija veggente e che la Madonna mi era apparsa… Così hanno fatto tante domande ed erano stupiti come la Madonna avesse messo sulla loro strada proprio me, che vedevo la Madonna. Così hanno detto che la provvidenza è grande e Dio progetta tutto nei minimi dettagli.

Sono rimasti in casa nostra anche per pranzo, hanno asciugato i vestiti e siamo diventati quasi amici. Dopo un po’ che era in casa, lui ha detto che incontra il Presidente e mi chiese di scrivere a lui una lettera. Ma io dicevo che la Madonna dà il messaggio per ognuno di noi, e così anche per il Presidente degli Stati Uniti. Alla fine però ho scritto una lettera invitando anche lui di fare il possibile per la pace. In quel tempo stavano facendo il disarmo nucleare e doveva incontrare dopo un mese il Presidente della Russia. Era la prima volta che si incontravano i due Presidenti. Dopo un po’ di tempo mi hanno telefonato dicendo che chiamavano dalla Casa Bianca. Io ho risposto di prendere in giro qualcun altro e ho sbattuto giù il telefono. Poco dopo ha chiamato il nostro amico e ha detto: “Sono io, Marija, e c’è il Presidente che vorrebbe ringraziarti”. Avevano fatto un incontro tra i due Presidenti. Di solito possono portare solo i documenti che devono discutere, ma lui ha voluto portare anche la lettera scritta da me e così ne ha parlato anche a Gorbaciov, dicendo che voleva condividere questa lettera anche con lui. E poi hanno firmato subito il disarmo. Per me è stata una grande gioia quando ho sentito questo e ho capito che ascoltano il messaggio della Madonna. Abbiamo visto che il messaggio della Madonna ha toccato non soltanto i Presidenti degli Stati Uniti e della Russia, ma ha toccato un po’ anche il cuore di tante persone. Adesso, grazie a Dio, il messaggio è arrivato in Africa, in Australia e ci sono gruppi di preghiera non soltanto in America; persino in Groenlandia ci sono gruppi della Regina della Pace. Io penso che ognuno di voi può diventare responsabile di un gruppo della Regina della Pace, perché la Madonna ci invita a ritornare nelle proprie case e a cominciare a pregare. Il primo gruppo deve essere la nostra famiglia. All’inizio la Madonna ha scelto noi. Abbiamo detto alla Madonna: “Perché noi? Perché non qualcun altro? Noi non siamo migliori”. Ma la Madonna rispose che Dio l’ha lasciata scegliere e Lei ha scelto noi. Così da quel momento abbiamo cominciato a crescere con la Madonna.

Allora c’era il comunismo e sotto questo impero comunista era proibito tutto quello che era Chiesa o Dio. Noi a scuola dovevamo imparare a memoria che la religione è “l’oppio dei popoli”, che Dio non esiste e tante altre cose. Ed ecco che invece la Madonna appare proprio a noi e così abbiamo cercato di trasmettere, parlare e testimoniare quello che di nascosto si viveva in casa. Per esempio, i segni di Natale, l’albero di Natale, si metteva in casa, ma fuori casa non si poteva mettere. Si faceva qualcosa dopo Natale e dopo S. Stefano, per l’anno nuovo. perché dicevano che c’era “babbo ghiaccio”. Tante volte sotto la cappa del comunismo abbiamo potuto vivere anche più radicalmente i messaggi della Madonna. Abbiamo capito che la Madonna ci ha scelti anche se non sappiamo perché; Dio ha voluto così. Ma poi piano, piano abbiamo visto che la Madonna in realtà è andata oltre: ha cominciato a prendere noi e attraverso di noi ha chiamato tanti altri; tanti che venivano qua a Medjugorje perché, come Lei diceva, erano stati chiamati. Così tante persone hanno cominciato a pregare con noi. Allora noi non sapevamo tante cose, non sapevamo pregare il Rosario, non conoscevamo i misteri… Ma la Madonna ci ha detto: “Pregate il Rosario, imparatelo e aiutate anche gli altri”. Così abbiamo imparato a pregare i misteri e abbiamo cercato di insegnare agli altri a pregare. Io ricordo che la mia nonna pregava il Rosario e anche la generazione del papà lo pregava ancora, ma la nostra generazione andava verso il paganesimo, nonostante che a scuola dicessimo che eravamo pronti a morire per Gesù. Ma un conto era dirlo e un conto farlo. Dopo le apparizioni della Madonna eravamo invece davvero pronti a dare la vita. Ricordo che quando la Madonna è apparsa, dopo pochi giorni ci hanno preso, ci hanno portato alla polizia e hanno cercato di spaventarci; e la Madonna ci ha detto: “Non prendete niente, nè da bere, nè da mangiare”.

Dopo abbiamo saputo che volevano darci della droga e dire poi che eravamo drogati. Siamo stati là tante ore, ma abbiamo visto che la Madonna in tutte le occasioni ci ha protetto. Ci siamo anche spaventati, perché eravamo bambini; Jakov aveva 10 anni. Un giorno abbiamo detto alla Madonna che noi non ce la facevamo più. Come ad esempio quando ci hanno portato in ospedale per dire che eravamo ammalati. Il medico responsabile che ci ha esaminati ha detto che erano più matti quelli che ci avevano portati e che noi eravamo ragazzi sanissimi. Ci avevano messo nel reparto degli ammalati psichici e quando siamo ritornati a casa, abbiamo detto alla Madonna che non eravamo in grado di sopportare tutto questo, ma la Madonna ha detto: “Gesù per voi con amore è andato sulla croce; così anche voi offrite per amore verso Gesù”. Così poi abbiamo cominciato a scoprire ogni giorno sempre di più questo amore e non soltanto verso la Madonna. Certo ci siamo innamorati di Lei e abbiamo cominciato a seguirla giorno per giorno. All’inizio la Madonna ci ha detto di pregare 7 Padre Nostro, 7 Ave, 7 Gloria e il Credo. Noi pregavamo dalla sera fino alla mattina sulla Collina delle Apparizioni, uno dopo l’altro. Per esempio, se eravamo in 200 persone, dicevamo: “Per le intenzioni della Madonna stasera ognuno preghi un Padre, Ave e Gloria”. Immaginate, quando c’erano 200 persone, finivamo la mattina alle 5. Poi andavamo a lavorare in campagna, col tabacco. Non sapevamo più se era giorno o notte. E la nostra casa, diceva mia madre, era diventata come la stazione dei treni; perché la gente arrivava curiosa, soprattutto dopo che lo stesso giornale radio aveva detto alle 7,30, come informazione più importante, che sei bambini nel piccolo villaggio di Medjugorje, hanno detto che hanno visto la Madonna. I comunisti pensavano che qualcuno ci avesse stimolato per fare una rivoluzione contro il regime, perché era passato solo un anno dalla morte di Tito. Per dire che la Jugoslavia poteva anche crollare. Allora con tutte le forze hanno cercato di soffocare e sono arrivati qua con la polizia speciale, con i cani addestrati… Un mattino abbiamo trovato qua dalla Collina della Croce fino alla Collina delle Apparizioni, ad ogni metro, un poliziotto con un cane. Sono rimasti per due giorni e quando la nostra gente ha visto questi poliziotti che erano rimasti sia col freddo, con il caldo, con il sole, con la notte, ognuno ha cominciato a preparare per loro una pagnotta, a tagliare un po’ di speck, un po’ di prosciutto e qualcuno ha portato una bottiglia di vino. E loro hanno detto: “Pensavamo se mai che volessero ammazzarci e invece ci portano da mangiare”. Allora il capo che era responsabile, il terzo giorno ha ordinato ai soldati di tornare a casa e così hanno testimoniato anche loro. Per dire come la Madonna ha fatto.

Loro avevano chiuso la mattina la chiesa sprangando la porta. Poi è arrivato il capo della polizia e ha chiesto come mai c’era tutta quella gente. Gli hanno spiegato che avevano preso la carta d’identità, il telefono e così sapevano bene chi erano. “Ma sono fuori e si vedono – disse il capo - e allora aprite la chiesa e metteteli dentro, così non li vediamo”. Così loro stessi hanno riaperto la chiesa, ma ci hanno proibito di andare sulla collina. Ci domandavamo cosa dovevamo fare. A quel tempo Padre Jozo era disperato perché diceva: “Qui c’è Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare, centro della nostra vita cristiana, e questi qua vanno tutti sulla collina in mezzo ai cespugli. Così nessuno si ferma davanti a Gesù”. Lui pregava: “Signore devi darmi un segno, perché io non so cosa fare”. Così al posto di credere alle apparizioni, era più scettico perché diceva: “Non è possibile, la Madonna dovrebbe dire di venire in chiesa e loro invece vanno tutti sulla collina in mezzo ai cespugli, dove non c’è niente”. In effetti poi la Madonna ci ha detto: “Andate nella chiesa, là sarete protetti”. Noi non sapevamo che c’era una legge che diceva che nel terreno della chiesa la polizia non poteva fare niente; ma la Madonna lo sapeva e così ci ha detto di andare nella chiesa. Ma noi avevamo più paura di Padre Jozo che della polizia e abbiamo detto: dalla padella cadiamo nella brace. Però abbiamo pensato che essendo di pomeriggio, non c’era niente, nessun programma; e magari la Madonna ci avrebbe aperto la porta della chiesa, noi saremmo stati tranquilli e non avremmo visto Padre Jozo. Invece Padre Jozo era là che pregava; ha aperto la Sacra Scrittura e ha detto: “Signore, parlami”. C’era scritto: “Sono i miei figli prediletti, proteggili!” C’era la porta aperta e noi siamo entrati. Poi abbiamo pregato perché era il momento dell’apparizione. La Madonna è apparsa e ha detto: “Chiedete a Padre Jozo di celebrare la S. Messa”. Avevamo pregato il Rosario già prima dell’apparizione, così abbiamo cominciato tutto il programma come c’è oggi. Questo programma è stato voluto dalla Madonna. Abbiamo pregato il Rosario con la Madonna. Lei cominciava con il Padre nostro; poi noi dicevamo le Ave Maria e allora lei restava in silenzio, sorridente e ci ascoltava. Abbiamo capito che alla Madonna piace che noi preghiamo e così abbiamo cominciato a pregare di più. Ricordo che all’inizio si pregava dalle 15 fino alle 18. Poi alle 18 si pregava come preparazione fino alle 18,45 quando la Madonna appariva. Così era una preghiera molto intensa già dalle 15 e la gente, anche i nostri genitori, le nostre famiglie, tutti hanno sentito il bisogno di fare quello che la Madonna chiedeva. Hanno creduto.

Per esempio la mia mamma non ha mai detto: “io ti credo”, ma veniva dietro a noi quando ci portavano alla polizia, dai medici, ecc. Per fortuna eravamo tutti minorenni e così non potevano picchiarci. La Madonna ha cominciato a chiamarci alla conversione, alla preghiera; all’inizio la prima preghiera è stata quella dei 7 Padre Nostro, Ave Maria e Gloria. Poi pian, piano il Rosario; poi il Rosario completo. Poi ha chiesto di creare il gruppo di preghiera. Prima in casa, nella famiglia, di risvegliare la preghiera come famiglia, di avere il coraggio di spegnere il televisore, di tenere la Sacra Scrittura in un posto visibile nelle nostre case e di leggerla un po’ ogni giorno. Così è cominciata una intimità che abbiamo riscoperto, nonostante che pregassimo anche prima delle apparizioni: pregavamo prima di mangiare, pregavamo sempre alla sera; al mattino quando pioveva si pregava un po’ di più, se non pioveva si andava in fretta al lavoro, a scuola, nei campi. Poi la Madonna ci ha chiesto di creare il gruppo di preghiera nella parrocchia. Lei ci ha aiutato ad arrivare sulla via della santità, così da poter aiutare l’uno e l’altro ad avviarsi su questo cammino della santità, come Lei lo chiama. Poi pian piano la Madonna ci ha invitato anche alla conversione quotidiana e ha cominciato a prepararci per la confessione, come incontro nella verità con Dio. La prima volta che la Madonna ci ha parlato della confessione era una sera che avevamo un’apparizione straordinaria in un campo dietro alle nostre case. La Madonna disse che potevamo avvicinarci tutti a Lei e toccarla. Abbiamo detto alla Madonna: “Come è possibile se solo noi ti vediamo? Gli altri non ti vedono”. La Madonna ha detto: “Prendete le loro mani e avvicinatele a me”. Noi abbiamo preso le loro mani e abbiamo detto che la Madonna aveva espresso il desiderio che possiamo toccarla tutti. Toccandola hanno sentito tutti qualcosa, alcuni caldo, altri freddo, altri profumo di rosa, altri hanno sentito come una scossa elettrica; così tutti i presenti hanno creduto che la Madonna era presente. Noi in quel momento abbiamo visto che sul vestito della Madonna rimaneva una macchia grande, una piccola e abbiamo cominciato a piangere domandando alla Madonna perché il suo vestito era diventato sporco. La Madonna ci ha detto che erano i nostri peccati e ci ha chiesto di prendere un sacerdote come guida spirituale e di andare a confessarci. Lei ci ha invitato alla confessione mensile proprio come stimolo a intraprendere un cammino costante di conversione, un cammino dove ognuno proprio sceglie la via della conversione, la via della santità. Poi pian piano la Madonna ci ha invitato alla S. Messa come centro della nostra vita e ha detto che la S. Messa non si può cambiare con un’opera di carità, come tante volte noi diciamo: andando a trovare un ammalato, facendo una elemosina, ecc.

La Madonna dice sempre: “Prima l’incontro con Dio nella S. Messa”, poi il frutto che ne scaturisce; perché noi, arricchiti di Gesù e con Gesù nel nostro cuore, andiamo per la carità e così diamo di più, perché diamo Gesù alle altre persone. La Madonna ci ha portato a vivere più profondamente. Ad esempio ci ha detto che dove c’è Gesù nel Santissimo Sacramento c’è anche Lei; e ci ha invitato ad andare all’adorazione. Così anche nella nostra parrocchia abbiamo riscoperto l’adorazione, che è diventata un incontro di gioia. Ricordo quando la Madonna ci ha chiesto di pregare il Rosario completo, poi quando al gruppo di preghiera ha chiesto tre ore di preghiera personale. Quella volta noi abbiamo protestato, abbiamo detto che era difficile perché già dalla mattina fino alla sera parlavamo dei messaggi della Madonna e cercavamo di essere di esempio in famiglia. Ad esempio i miei fratelli più grandi erano abituati che io preparavo dei dolci il sabato sera e quando nel frigorifero non trovavano i dolci dicevano: “Ah! la nostra veggente è andata nelle nuvole” e mi accusavano di essere una bigotta. Quando arrivava un gruppo dalla Svizzera portava cioccolatini e noi abbiamo deciso di non prendere i cioccolatini per non essere incolpati di avere un interesse. Così tante volte ho rinunciato ai cioccolatini e li davo ai nostri vicini; e poi chiedevo loro se mi davano un pezzo di cioccolata. Padre Slavko era la mia guida spirituale. Io gli ho chiesto: “Voglio fare un cammino come si deve, come la Madonna chiede da noi; desidererei che tu diventassi mio Padre spirituale”. Lui mi ha detto di sì. Io ero un po’ dormigliona, anche perché giorno e notte si andava sulle colline. Un giorno si andava dalla collina delle apparizioni alla collina della croce: alla collina delle apparizioni perché c’era l’apparizione, alla collina della croce perché dovevamo ringraziare perché eravamo stati scelti dalla Madonna. Andavamo durante la notte, tante volte a piedi scalzi, a ringraziare la Madonna per questo dono, perché di giorno spesso incontravamo la gente e non potevamo vivere bene la Via Crucis. Così andavamo durante la notte per non incontrare i pellegrini. Tante volte i pellegrini mi chiamavano a casa: “Marija, vieni a parlarci!” E io ero dietro la porta e dicevo: “Signore, sai che questo è il mio sacrificio più grande”. Adesso invece sono diventata come una radio. Ma si faceva tutto per la Madonna. Vivevamo come se fosse l’ultimo giorno della nostra vita e cercavamo di approfittare di ogni momento, di ogni attimo come il più importante. Così è stato per la preghiera. Mi ricordo quando la Madonna ha detto di continuare a pregare finché non cominceremo a pregare con il cuore. Noi abbiamo detto che se la Madonna lo aveva detto, era possibile pregare con il cuore. Ciò significa che la preghiera nel nostro cuore comincia ad essere come una sorgente, che ogni momento pensiamo soltanto a Gesù. Io ho detto: devo farlo.

Allora, come stavo dicendo, ho chiesto a Padre Slavko di essere la mia guida spirituale e lui ha detto: “Va bene. Ti va bene alle 5 di mattina?” E io ho detto: “Si, va bene”. Io andavo a dormire alle due di notte, perché fino a mezzanotte c’era sempre qualcuno in casa. Da mezzanotte in poi pulivo perché la casa dei veggenti doveva essere perfetta e anche perché sennò i fratelli dicevano: “Ah, la nostra veggente va nelle nuvole”. Così tra lo stirare, pulire e fare, andavo a letto alle due o alle tre. Ma al posto di andare a svestirmi e mettere il pigiama, io mi vestivo per essere pronta ad andare sulla collina con Padre Slavko, due volte alla settimana. Poi tante volte per le novene. Un giorno, dopo che ho fatto una novena dopo l’altra, mi è arrivata una stanchezza forte e il giorno dell’Immacolata io ero a letto al buio perché avevo preso una stanchezza che aveva reagito sul cuore. Ho preso anch’io le mie batoste, ho picchiato la testa contro il muro, ma ho imparato tanto. Soprattutto ho imparato da quello che ci ha detto la Madonna, come quando ci ha chiesto la preghiera con il cuore. Io ho detto: “Devo provare, devo imparare anch’io”. Allora mi sono decisa e ogni mattina mi svegliavo e leggevo la Scrittura. Prima non avevamo niente, poi nella casa abbiamo messo la Croce, la Sacra Scrittura, l’immagine della Madonna; abbiamo cominciato tutti a fare un altarino e cercavamo che fosse in un posto ben visibile, anche per quando arrivavano gli amici… Io avevo 16 anni, poi 17, 18… e le mie amiche erano tutte con me. Ad esempio la mia vicina che era la mia migliore amica non ha visto la Madonna ed era a volte gelosa e diceva: “Perché la Madonna ha scelto te e non me?” In effetti io non sono migliore di lei e le dicevo che forse mi ha scelto perchè ero più cattiva, ma lei rispondeva di no, che anzi io ero sempre buona. Ognuno di noi si è chiesto perché, ma nello stesso momento ognuno di noi ha detto che noi dobbiamo fare qualcosa di più, perché siamo stati scelti, chiamati. Così abbiamo cominciato a pregare di più. Io ricordo che la Madonna mi ha aiutato tanto quando in un messaggio ha detto: “Per aiutarvi nella vita spirituale, dovete prendere la vita dei santi e leggerle, così vi stimolano”.

Tante volte ci mancano le idee; invece ci sono delle persone che con niente riescono fare delle belle ghirlande o cesti di fiori e fanno tante cose. Ma altri non hanno questo dono. Così la Madonna per stimolarci nella santità ha detto di prendere la vita dei santi e di leggerle perché i santi devono esserci di esempio. Io ho preso il libro del “Pellegrino russo”, che insegna a ripetere: ”Signore Gesù, abbi pietà di me peccatore”. Mi ha aiutato tanto, ho cominciato con questo libro a fare la mia preghiera e così ho scoperto la preghiera del cuore. Allora ho visto che è possibile. Così ho cercato anche di trasmetterlo ad altri.

La Madonna ci ha chiesto il digiuno al venerdì con pane e acqua e per quelli che non possono, perché ammalati, ha detto che possono rinunciare a qualcosa. I bambini possono rinunciare per esempio ai cioccolatini. La Madonna ha detto che è possibile fare digiuno a pane e acqua. Nel nostro gruppo di preghiera, c’era una ragazza che era un po’ cicciotta. Lei ha cominciato a fare digiuno tutta la Quaresima: 40 giorni. Abbiamo detto: quando finirà la Quaresima questa sarà pelle e ossa. Invece più andava avanti la Quaresima, più lei aumentava di peso. E lei diceva: “La Madonna non ha detto quanto mangiare; io quando avevo fame mangiavo pane e bevevo acqua”. Così lei, al posto di morire, come noi pensavamo, è ingrassata. Comunque per noi è stata una cosa bella, perché abbiamo capito che il digiuno a pane e acqua è possibile. Quelli che come molti di voi sono qui per la prima volta, quando sentono parlare del digiuno spesso dicono che non riescono. Tante volte io vedo in Italia: le persone che vanno a lavorare dicono che non mangiano durante il giorno perché rimangono in ufficio e mangiano solo la sera; quindi dicono che fanno già il digiuno tutto il giorno. Io dico loro di fare un po’ di sacrificio anche la sera. Noi i primi anni andavamo la sera sulla collina della croce o sulla collina delle apparizioni, la Madonna appariva alle 22,30 e si finiva alle 23,30 la preghiera. Poi si andava a casa e se era giorno di digiuno, mercoledì o venerdì, mettevamo su l’acqua, preparavamo aglio, olio e peperoncino per dopo mezzanotte. Fino a mezzanotte bolliva l’acqua e quando mancavano 5 minuti a mezzanotte si mettevano giù gli spaghetti... La Madonna ci ha detto di fare un giorno a pane e acqua e noi l’abbiamo fatto a nostro modo, da mezzanotte a mezzanotte. Quando oggi vedo i giovani che vanno in discoteca, di qua, di là, e non sono mai contenti, penso a quanto ci siamo divertiti noi con la Madonna. Per esempio la Madonna ci ha detto che il 5 di agosto era il suo compleanno e noi abbiamo deciso di ordinare una torta. Era il 1984 e la Madonna compiva 2000 anni, così abbiamo pensato di fare una torta bella grande. Nel gruppo di preghiera che si trovava in canonica eravamo 68, più il gruppo che si trovava sulla collina, in totale eravamo un centinaio. Abbiamo deciso di metterci tutti insieme per fare questa grande torta. Non so come abbiamo fatto a portarla tutta intera, fin sulla collina della croce! Abbiamo messo le candeline e c’erano tante rose di zucchero. La Madonna poi è apparsa e abbiamo cantato “tanti auguri a Te”.

Poi alla fine ad Ivan è venuto spontaneo di offrire una rosa di zucchero alla Madonna. Lei l’ha presa, ha accettato i nostri auguri e ha pregato su di noi. Noi eravamo al settimo cielo. Eravamo però perplessi per quella rosa di zucchero e il giorno dopo alle cinque di mattina siamo andati sulla collina per cercare la rosa, pensando che la Madonna l’avesse buttata, ma non l’abbiamo più trovata. Così la nostra gioia era tanta, perché una rosa di zucchero la Madonna l’ha portata in cielo. Ivan era tutto fiero perché gli era venuta questa idea. Questo per dire che con Gesù e la Madonna potete sbizzarrirvi quanto volete. Tanti mi dicono: “Ma non è il 5 agosto il compleanno della Madonna? Allora perché si festeggia l’8 di settembre?” Io dico: festeggiamola due volte. Perché dobbiamo complicare la vita? Per la Madonna il compleanno possiamo festeggiarlo due volte. Durante il tempo di vacanza il 5 agosto lo possiamo festeggiare con gli amici. Ad esempio per un nostro amico che va con l’oratorio in montagna con 200 ragazzi, la festa più bella è quella. Lui fa scrivere le letterine di auguri alla Madonna. Durante l’anno si diverte da matti perché raccoglie tutti questi cesti con le letterine; pensava di bruciarle ma poi ha deciso di conservarle e quando ha momenti di tristezza, legge le letterine dei bambini e prova una grande gioia. Anche voi potete fare qualcosa di simile il 5 agosto con i vostri amici durante le vacanze per la Madonna. Noi abbiamo visto che la Madonna ci ha dato tante idee per poter fare festa con Lei. Molte volte pensiamo che le cose della Chiesa sono della Chiesa e le cose nostre sono nostre; e purtroppo oggi tante volte abbiamo questa mentalità che anche una piccola croce diventa un problema e non la mettiamo addosso per non provocare l’ira degli altri. Ma la Madonna ha detto di mettere gli oggetti benedetti e gli oggetti sacri su di noi come segno che apparteniamo a Lei. Tante volte vedo che quando dò a qualcuno una immaginetta o una medaglietta della Madonna, diventa un’occasione per parlare di Dio, come anche il dire a qualcuno: “Dio ti benedica”. All’inizio magari rimangono un po’ perplessi, ma poi sono contenti e a volte diventano amici; capiscono che lo facciamo perché amiamo Dio e non perché siamo bigotti.

La Madonna vuole da noi che siamo attivi, mentre noi cristiani a volte viviamo come se Gesù fosse morto e non risorto. Invece la Madonna ci aiuta dicendo che Dio è in mezzo a noi, che Gesù è morto per noi, non solo per me, non solo per te, ma per tutti, anche per le persone che la Madonna, attraverso Mirjana, dice che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio. Noi abbiamo anche la responsabilità di avvicinare queste persone a Dio. Ad esempio, quando comincio a parlare delle vacanze con le altre mamme, parlo bene del mare croato che è bellissimo, pulito… E suggerisco di andare nella zona di Makarska perché è bellissima ed è vicina a Medjugorje, solo un‘ora di macchina. Diverse famiglie sono venute per il mare; adesso invece vengono per Medjugorje: prima a Medjugorje e poi qualche volta vanno al mare. Dobbiamo essere, come dice Gesù, semplici come colombe e furbi come serpenti. Occorre un po’ di furbizia. Ricordo nei primi giorni quando venivano le persone e cominciavano a cercarci, Jakov e io eravamo sopra un ciliegio e alcune persone ci hanno chiesto dov’è la casa dei veggenti; e Jakov ha detto: “Giù diritto, andate sempre diritto”. Era la casa di Ivan. Lui ha detto: “Io non ho detto bugia”. Tante volte scherziamo. Una volta c’era un sacerdote che veniva con i pellegrini alle cinque di mattina durante l’estate e portava sempre un megafono e girava il megafono verso la casa di Vicka dicendo: “Questa è la camera di Vicka”. Così Vicka si svegliava e pensava se buttargli olio bollente o pietre… Poi veniva sotto la mia casa e gridava: “Questa è la casa di Marija veggente”. Gli dicevamo: “Scusa, ma alle cinque di mattina noi dormiamo. Gira almeno il megafono verso i pellegrini”. Tante volte i pellegrini possono essere anche invadenti. Mia madre diceva sempre: “Quando ci sono gli italiani, bussano, aprono ed entrano; se non ti trovano nel corridoio entrano anche nel bagno…” Invece quando arrivavano i tedeschi, loro bussavano e aspettavano anche mezz’ora e, se era ora di pranzo, noi potevamo mangiare in pace, perché per mezz’ora loro pregavano il rosario e poi bussavano di nuovo. Così quando arrivavano i tedeschi dicevamo: “Grazie a Dio che sono tedeschi, così possiamo mangiare”.

Con quanto vi ho detto, ho cercato di avvicinarvi alla Madonna e di innamorarvi di Lei. Registrazione e correzioni di Alberto Bonifacio. Trascrizione di Giampiera. Centro Informazioni Medjugorje – Via S. Alessandro, 26 – 23855 PESCATE (LC) Tel. 0341-368487 – Fax 0341-368587 – indirizzo mail: [email protected]

Fonte: www.rusconiviaggi.com

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