Maria a Medjugorje Messaggio del 26 aprile 1982:Tanti, che si dicono credenti, non pregano mai. La fede non può mantenersi viva senza la preghiera.

Perché bombardare così l'oasi della pace?




Così risponde p. Daniel Ange, l'apostolo e trascinatore di giovani che ben conosciamo (Eco 125 p.3), alla campagna condotta in Francia dal settimanale cattolico "Famille Chrétienne" e dal libro di mons. Peric', per stroncare Medjugorje; campagna che ha suscitato tanto sconcerto tra i pellegrini francesi: Negare i frutti è peccato contro lo Spirito - Parlo qui a nome di una moltitudine di giovani che sono già dolorosamente urtati se non scandalizzati, o rischiano di esserlo, per il vostro servizio. Ne testimonio qui: in una trentina di paesi dove già da 20 anni esercito il mio ministero, sono innumerevoli i giovani che hanno trovato o ritrovato Dio e la sua Chiesa a Medjugorje: luogo della loro nascita alla vita divina o semplicemente di rinascita alla vita.

Non si contano più: conversioni, guarigioni spirituali e fisiche; riconciliazioni di famiglie divise, giovani letteralmente salvati dalla morte (che hanno detto fine alla droga, al sesso, al tentativo di suicidio). Senza parlare delle migliaia di preti che hanno ritrovato la gioia e il fervore nella loro vocazione, talvolta dopo anni di infedeltà o di abbandono del ministero. E questo in tutti i paesi dove passo: è niente per i tempi che corrono? Frutti durevoli, che tengono. Quanti hanno trovato lì la loro vocazione religiosa o sacerdotale e sono ora già preti o consacrati! Un Arcivescovo di una grande metropoli europea [sappiamo trattarsi di mons. Schönborn di Vienna] me lo confessava: la metà dei suoi seminaristi e giovani preti hanno ricevuto là la loro chiamata. Quanti vescovi o superiori religiosi possono testimoniarlo! Nelle nostre scuole di evangelizzazione un gran numero di giovani offre un anno della propria vita alla Chiesa per radicarvisi, in seguito al pellegrinaggio.

Negare i frutti universalmente riconosciuti, non è rasentare il peccato contro lo Spirito? Se tutto quello non viene da Dio, allora per chi "gira" Medjugorje? E' troppo facile tirarsi fuori alla leggera, riconoscendo i frutti ma negando i fatti. In altre parole: i frutti sono buoni, le radici guaste. Ma così non si contraddice il Maestro: l'albero si giudica dai frutti?

Questa condanna implica anche che i giovani veggenti sono degli imbroglioni, il peggio degli impostori. (Confessiamolo, in questo caso i più geniali impostori della storia per essere riusciti a prendere in giro milioni di persone per 16 anni! Un miracolo di primordine da riconoscere). E così si condannano i francescani e tanti altri preti come complici della colossale truffa. Ora la loro semplicità evangelica, l'autenticità dei loro atteggiamenti, la chiarezza del loro sguardo hanno stupito il mondo intero e hanno finito per disarmare i più aggressivi (salvo quelli che non li hanno mai incontrati personalmente). I giovani che li hanno incontrati sono impressionati per la loro luminosità: riconoscono in essi dei giovani della loro generazione. Certo se fosse provato che i fatti erano falsi, sarebbe un dovere avvertire i fedeli. Ma ciò non è. Per condannare senza appello queste apparizioni, occorrerebbero delle prove talmente evidenti da poterne dare tutti gli annessi e connessi, in particolare ai giovani che sono esigenti in materia di giustizia e di verità.

Prima di divulgare urbi et orbi la posizione personale di mons. Ratko Peric', occorrerebbe riflettere sulle gravi conseguenze pastorali tra le folle, in particolare dei giovani. Era necessario che anche nella Chiesa si contaminassero i giovani, già presi da una psicosi di sospetto freudiano, con nuovi microbi di sospetti? Sospettare su tutto ciò che amano, pensano e credono in tutta semplicità, non è già abbastanza devastante? Con quale diritto rischiare di infrangere il loro slancio, di agghiacciare il loro entusiasmo e spegnere il loro fervore?

"Vi supplico in ginocchio" - Io pongo la questione: oggi nella Chiesa ci sono luoghi simili dove i giovani incontrano realmente il Signore, cambiano vita, si mettono a vivere il Vangelo? Non c'è al contrario il dovere pastorale evidente di sostenerli, incoraggiarli, illuminarli, radicarli, come non cessa di fare Giovanni Paolo II? Esporsi al rischio di deluderli, di farli rivoltare o stomacare, non rasenta già lo scandalo dei piccoli e dei poveri, stigmatizzato dallo stesso Signore e rimproverato da S. Paolo (Mt 18,5; 1Cor 8)? E se questo dovesse esser fatto, perché lo richiede la verità, allora io supplico in ginocchio la nostra gerarchia: di grazia, non fatelo alla leggera, ma con delle prove evidenti, assolute, incontrovertibili! In attesa, penso che il semplicismo (14 agosto) o l'ambiguità (28 agosto) del vostro esposto è un errore pastorale dalle conseguenze disastrose.

Alcune obiezioni che non tengono - Proseguendo, Daniel Ange affronta alcune obiezioni fatte contro Medjugorje a cui cerca di dare risposte chiare.

1. La dubbia ricerca del sensazionale? Ecco il sensazionale di Medjugorje: la Messa, le confessioni, la Via Crucis, il Rosario. Cosa vedono i pellegrini? L'Ostia. Che cosa sentono? "Io ti assolvo!". Che cosa fanno? Cadono in ginocchio davanti alla Croce. E questo in un quadro più semplice e austero che a Lourdes. Qui tutto è semplice, povero, spoglio: Nazareth! E se anche ci fosse del sensazionale, questo fa parte della pedagogia del Signore che prende gli uomini come sono.

2. Effetto della propaganda dei media? Per Fatima e Lourdes c'è qualche servizio anche per TV, la "cattedra dei nostri tempi" (Paolo VI°), ma per questo luogo che vede milioni di pellegrini non c'è una decima parte dei mezzi di cui le Chiese dispongono, per trasmettere i messaggi: solo mezzi irrisori.

3. I veggenti vanno in giro invece di ritirarsi. (Qui l'autore ha buona ragione a parlare della estrema riservatezza di alcuni -Ivanka sempre in casa, Marija impegnata coi tre figli, Jakov appartato- e dei sacrifici che costano ad altri i continui inviti dei pellegrini e le visite all'estero. Vicka è quella che più si espone, e lo fa per amore di Maria e delle anime. E sappiamo con quali frutti: "nella sua venuta a Parigi, una valanga di conversioni"! Così dicasi di Ivan e Mirjana). Ma perché sottovalutare l'impatto evangelizzatore di questi giovani? E' peccato testimoniare per salvare la gente?

4. Queste apparizioni non finiscono mai. Maria si mostra libera e creativa: non copia mai. Lucida e intelligente, si incultura. Nell'assalto quotidiano di mille fatti, immagini, scoop che poi si dileguano davanti a noi, che cosa avrebbero prodotto solo alcune apparizioni? A Medjugorje Maria ha impiantato una stabile scuola di educazione al Vangelo, che richiede tempo. Ma c'è qualche decreto che proibisce interventi quotidiani o settimanali del Cielo? Qui solo il messaggio mensile è pubblico, altri riguardano personalmente i veggenti o i gruppi di preghiera. In breve Maria vuol formare una generazione di giovani apostoli.

5. I suoi messaggi sono ripetitivi e banali. Difatti Maria è psicologa e pedagoga senza eguali e come buona mamma ripete continuamente per imprimere nei figli le verità essenziali. Messaggi banali? No, piuttosto semplici. Questo sottolinea che sono autentici e che nessuno li ha toccati per abbellirli o renderli più interessanti e originali. Il contenuto? Hanno il puro sapore del Vangelo: ne sono l'eco fedele e riportano solo a Gesù.

6. Maria si sostituisce ai pastori. Anzi conduce ad essi e li vuole aiutare nel loro grave impegno pastorale. Ma quanti giovani hanno inteso i loro preti parlare di confessione, di adorazione, di digiuno, di lotta contro il maligno? Quale vescovo, fosse Papa, avrebbe potuto far ritrovare a milioni di battezzati il valore evangelico del digiuno, della confessione mensile, della lectio divina, dell'amore all'Eucaristia; in una parola sollevare una tale ondata di vita secondo il Vangelo?

7. Da ogni dove si reclama una Chiesa povera, fervorosa, fraterna, bella, sorridente: proprio così i giovani la trovano a Medjugorje, come dono del Cielo. Perché dolersene?

8. Occorre sottolineare alla fine il carattere non solo ecclesiale, ma ecumenico di Medjugorje. Conosco personalmente ortodossi, anglicani, protestanti di diverse denominazioni fortemente scossi da ciò che hanno visto lì, dove si rivela la Madre dell'Unità. Avviene di frequente questo? Lo si deve trascurare? Potrei aggiungere ragioni a non finire, ma mi sembra che questo basti per far riflettere chi ha gravi responsabilità sulla questione. Chiedo perdono se ho urtato qualcuno, ma in coscienza non potevo tacere. L'ho fatto a nome di tutti i giovani tra i quali ho la grazia di esercitare il mio ministero. Non disfate Medjugorje, questa scuola di vita divina e di grazia, ve ne supplico.

Daniel Ange

Fonte: Eco di Maria nr.136

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