Maria a Medjugorje Messaggio del 12 luglio 1984:Cari figli, in questi giorni satana cerca di ostacolare i miei progetti. Pregate che non si realizzi il suo disegno. Io pregherò il mio Figlio Gesù perché vi conceda la grazia di sperimentare - nella prova di satana - la vittoria di Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Intervista di Radio Vaticana a Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria

Ecco la trascrizione dell'intervista a Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, andata in onda a 105 Live Radio Vaticana il 20 maggio 2003.






Intervista di Radio Vaticana a Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria

Ecco la trascrizione dell'intervista a Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, andata in onda a 105 Live Radio Vaticana il 20 maggio 2003.

Intervistatrice: E' nata nel 1983 come radio parrocchiale ad Arcellasco d'Erba in provincia di Como, nel 1987 viene costituita una associazione che porta il nome di questa radio, una associazione di laici e sacerdoti impegnati in una missione di evangelizzazione di più vasta portata, dal 1990 vengono coperte ad una velocità quasi inaspettata quasi tute le regioni italiane. Tra qualche istante capirete di cosa stiamo parlando.

Siete in diretta su 105 Live Radio Vaticana, io sono Antonella Palermo, oggi vi invito a visitare Radio Maria, una emittente privata di proprietà della Associazione Radio Maria. Abbiamo Padre Livio al telefono in diretta: buongiorno!

Padre Livio: Buon giorno a lei, signora.

Intervistatrice: Lei è direttore da sempre di questa emittente?

Padre Livio: Sì, in pratica da quando l'Associazione Radio Maria ha deciso di fare una radio che andasse al di là degli orizzonti parrocchiali. Allora io ero nella parrocchia di Milano e il Presidente Emanuele Ferrario mi volle coinvolgere in questo progetto dal momento che c'era bisogno di una persona fissa che desse tutto il suo tempo per dare vita ad un progetto di questo genere ed io già andavo a fare delle trasmissioni saltuarie a questa radio parrocchiale.

Intervistatrice: Che differenza c'è dal suo punto di vista tra Radio Vaticana e Radio Maria?

Padre Livio: Beh, ci sono moltissime differenze. Innanzi tutto Radio Vaticana è una radio ufficiale, e quindi è portavoce della Chiesa. Radio Maria è la radio fatta da cristiani, ma non coinvolgendo la Chiesa in prima persona ha una maggiore libertà, quindi se sbagliamo sbagliamo noi e non la Chiesa. Inoltre abbiamo una libertà di progettazione e di intervento - pur sempre nell'ambito del dogma, della morale e della linea pastorale della Chiesa - che forse voi non avete. Credo che ci sia anche una differenza nella impostazione stessa del palinsesto: ad esempio una musica che voi avete messo prima noi non la metteremo mai, noi siamo cioè una radio di taglio religioso, che mette in onda solo programmi religiosi e musica di religiosa che elevi l'anima a Dio in modo tale che parli di Dio 24 ore al giorno. Questa caratteristica è tipica di Radio Maria, cioè una radio che non è una colonna sonora per i momenti liberi ma che è sempre rivolta alla catechesi, alla evangelizzazione e a problemi di promozione umana. Per questo è una radio difficile e molto impegnativa.

Intervistatrice: Quanti siete a lavorarci?

Padre Livio: Radio Maria è una radio di volontariato, nel senso che i conduttori sono un centinaio, di cui la metà sono sacerdoti, perché noi facciamo programmi di teologia così come le fa una facoltà universitaria, infatti ci sono molti professori delle pontificie facoltà, e tutti lo fanno gratuitamente. Dipendenti fissi ai programmi siamo due persone, io e Roberta, poi abbiamo persone fisse all'ufficio amministrativo, ma se si eccettuano queste due persone tutti gli assistenti al mixer (una sessantina di giovani), una ottantina di studi mobili distribuiti su tutto il territorio nazionale per i collegamenti quotidiani di spiritualità, e i conduttori, questi sono tutti volontari.

Intervistatrice: E' possibile dunque basarsi solo sul volontariato?

Padre Livio: E' possibile ad una condizione: che ci sia una grande carica ideale. Noi ci chiediamo: chi obbliga uno studio mobile che in genere è formato da 5 persone ad alzarsi al mattino presto, chiedere una giornata di ferie per impostare la trasmissione, spendere i soldi della benzina? Un fatto del genere lo si può fare soltanto perché si ama la Madonna. Allo stesso modo chi può costringere un ragazzo ad alzarsi il mattino presto prima di andare a lavorare per venire qui in radio a dire alle 7 le preghiere del mattino in diretta? Il volontariato è quindi possibile solo se si ha un grande ideale: un grande amore per Maria.

Intervistatrice: Come riuscite a gestire economicamente i costi di questa radio?

Padre Livio: I costi di produzione dei programmi sono bassissimi perché, al di fuori dei telefoni, il personale costa poco/niente. I costi veri sono quelli tecnici: i ripetitori.

Intervistatrice: 800 ripetitori?

Padre Livio: In pratica noi abbiamo tanti ripetitori in Italia quanti la Rai e copriamo il territorio come lo copre la Rai. Quindi da questo punto noi sopravvalutiamo nettamente tutte le radio private: la più grande radio privata ha 300 ripetitori al massimo, mentre noi mettiamo un ripetitore anche nei paesi piccoli di montagna ovunque ci sia un cristiano, per questo i costi sono altissimi. L'unico modo con cui si finanzia Radio Maria è l'offerta attraverso il conto corrente: è una miriade di persone che fa la coda in posta, alcuni versano il conto corrente una volta all'anno, altri una volta ogni sei mesi, altri una volta al mese, ma comunque sia bisogna arrivare a quei settanta milioni al giorno di vecchie lire senza i quali Radio Maria non andrebbe avanti. Evidentemente per far sì che le persone si comodino per andare in posta per fare il versamento occorre che ci sia un grande amore per la radio. Noi non abbiamo mai avuto alcuna altra forma di finanziamento, né dallo Stato, né dalla Chiesa, né da industriali, nessuno mai ci ha aiutato al di fuori del comune ascoltatore.

Intervistatrice: Alla luce della sua esperienza, lei raccontava che non avete altro sostentamento se non quello che proviene dai vostri ascoltatori e non siete neppure legati alla Conferenza Episcopale Italiana, diciamo che viaggiate su binari autonomi, ecco, come vede l'esperienza delle radio cattoliche italiane legate alla CEI?

Padre Livio: Noi intanto ci siamo presi una piccola soddisfazione: abbiamo visto che nel corso degli anni abbiamo visto che le radio legate alla CEI hanno incominciato a trasmettere la S. Messa e il S. Rosario e questo ci ha fatto molto piacere perché da questo punto di vista noi vogliamo essere cooperanti. Però abbiamo visto con piacere che ci siamo divisi i campi, nel senso che le radio della CEI sono maggiormente impegnate sul piano della promozione sociale, culturale, del dibattito politico, e si sono specializzate nel trasmettere notizie diocesane e parrocchiali: in questo senso c'è una cooperazione, copriamo campi diversi ma non siamo in alternativa. Tanto è vero che ai nostri microfoni parlano molte persone che lavorano in Vaticano (come il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso) e operano in uffici della CEI (come l'ufficio per la pastorale giovanile o della famiglia). La nostra politica è ben precisa, ed è quella di essere al servizio della Chiesa e del Papa, dunque per questo motivo abbiamo cercato di operare una politica di coinvolgimento delle realtà della Chiesa nella radio, con sacerdoti, vescovi, cardinali che hanno trasmissioni fisse a Radio Maria. Per dire, trasmettiamo la settimana liturgica, abbiamo trasmesso anche dalla Sala Clementina del Vaticano il decennale del catechismo, dunque ci mettiamo al servizio della Chiesa...

Intervistatrice: ...e anche di dialogo con il pubblico molto forte: quando cercavo di mettermi in contatto telefonico con lei per richiederle questa intervista le linee telefoniche della vostra emittente erano perennemente occupate. Comunque la ringrazio molto di questo suo intervento: buon lavoro a tutti voi!

Padre Livio: E anche a voi, grazie!

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