Maria a Medjugorje Messaggio del 25 gennaio 2016:Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera. Senza preghiera non potete vivere perché la preghiera è la catena che vi avvicina a Dio. Perciò, figlioli, nell’umiltà del cuore ritornate a Dio e ai Suoi comandamenti per poter dire con tutto il cuore: come in cielo così sia fatto anche sulla terra. Figlioli, voi siete liberi di decidervi nella libertà per Dio o contro di Lui. Vedete come satana vuole trarvi nel peccato e nella schiavitù. Perciò, figlioli, ritornate al Mio Cuore perché Io possa guidarvi a Mio Figlio Gesù che è Via, Verità e Vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Padre René Laurentin: Perchè meravigliarsi che i figli, resi orfani della Madre, accorrano a Maria quando lei viene loro incontro?




Come piccolo promemoria per coloro che stentano a capire perché milioni di persone si siano precipitate nel remoto villaggio jugoslavo e considerino questa loro esperienza importante e magari decisiva, mi permetto di citare qui un brano dell’intervista che mi diede René Laurentin, autore, tra l’altro, di 28 volumi dove ha ricostruito scientificamente, in decenni di lavoro, la verità dei fatti di Lourdes.

Mi diceva dunque quello studioso, oggetto di una campagna di calunnie per avere preso posizione favorevole su Medjugorje: “Stiamo uscendo a fatica da un periodo in cui molti, nella Chiesa, si davano da fare per demolire tutto, per togliere ogni certezza al popolo cattolico. Ed ecco che nella cristianità si sparge una voce: ‘Malgrado quanto ne dicono i teologi, la Madonna esiste ancora! E’ apparsa a dei ragazzi sulle montagne jugoslave!”. Dunque, hanno ragionato i credenti, Maria è ancora la nostra Madre, si interessa ancora di noi! Ecco allora che milioni di pellegrini si mettono in viaggio con ogni mezzo per raggiungere quei luoghi. Se c’è un eccesso, questo ha delle cause nella Chiesa stessa ed esige un rimedio: La critica, non solo dei teologi ma della gerarchia, è stata così esagerata, così piena di scetticismo aprioristico verso le apparizioni che nessuna è stata riconosciuta da decenni a questa parte. E poi: troppe riforme liturgiche, nonché la demonizzazione della pietà popolare hanno privato i cattolici del post—Concilio di ogni “segno”. Ma la fede, per essere davvero umana —ed essendo fede nell’incarnazione— ha bisogno di segni tangibili, visibili. I credenti ne hanno fame. Mancando questi, molti continueranno a staccarsi da ogni fede o entreranno nelle sètte (che difatti, non a caso dilagano) o troveranno nutrimento nelle apparizioni, dove il Cristo e la Vergine appaiono presenti e prossimi. Ci andrei molto piano a parlare di “superstizione”: è la dinamica della fede stessa che esige un incontro concreto”.

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