Maria a Medjugorje Messaggio del 25 giugno 1989:8°Anniversario: "Cari figli, oggi vi invito tutti a vivere i messaggi che vi ho dato durante gli otto anni passati. Questo è un tempo di grazia e desidero che la grazia di Dio sia grande per ognuno di voi. Vi benedico e vi amo con un amore speciale. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!"

Padre Slavko: La prima cosa che si deve capire è la volontà del Signore anche nella sofferenza.




Benvenuti a tutti.

Le apparizioni continuano ancora, ogni sera. Ivanka, Vicka, Jacov, Marija e Ivan vedono ancora, ogni sera, la Vergine. Adesso sono quasi 46 mesi, al 24 aprile saranno 46 mesi.

Una storia già lunghissima. Nessuno da noi osava desiderare una cosa simile a queste vicende. Questo modo di apparizioni non è conosciuto nella storia della Chiesa.

Tanti si domandano come mai, come è possibile? E anche noi ci domandiamo come sia possibile.

Ma che cosa fare con questi cinque (sei all'inizio), che affermano dalla prima sera fino ad oggi «noi vediamo la Madonna» ?

E sono provati loro personalmente, la Parrocchia e la comunità francescana con tantissime difficoltà e prove, ma la storia con la Madonna va avanti nonostante tutti i problemi. Anche oggi, in questi giorni, ci troviamo nelle difficoltà, ma siamo sicuri perché abbiamo imparato molte cose dalla storia, abbiamo imparato che la Madonna troverà nuove soluzioni dalle quali, dopo questi problemi, usciremo più purificati. Ma possiamo vedere qui che ogni croce, ogni situazione difficile, non è qui per annientarci, ma per farci risorgere.

E questo è il primo messaggio per tutti voi, per tutti noi.

Tutte le croci che portate, tutte le difficoltà che avete, non sono per annientare, non sono nella vostra vita per annientarvi, ma per lasciarvi risorgere.

Per esempio, il messaggio del Venerdì Santo che la Madonna ha detto tramite Ivanka è questo: « Voi nella Parrocchia avete una grande e difficile croce, ma non temete di portarla. Mio Figlio è qui e Lui vi aiuterà ». Quello che si dice per la Parrocchia è detto per tutti voi, voi siete parrocchia. Allora dico di nuovo: molti vengono qui naturalmente anche per cercare la guarigione sia fisica, sia psichica, ma io vi dico che la prima cosa che si deve cercare è la volontà del Signore, che sia fatta la sua volontà anche nelle difficoltà, nelle malattie, nella sofferenza.

Allora, in qualsiasi situazione che sia fatta e cercata la volontà del Signore. In questo senso va il messaggio del 24 marzo, vigilia della festa dell'Annunciazione.

La Madonna ha detto: «Oggi vi invito alla confessione anche se vi siete confessati alcuni giorni fa. Io desidero che viviate nei vostri cuori la mia festa, ma non potete viverla senza essere totalmente abbandonati al Signore. Io vi invito: riconciliatevi con il Signore ».

Riconciliarsi in questa situazione, detto alla vigilia della festa della Annunciazione, ha un significato profondissimo. Riconciliarsi col Signore non significa soltanto perdonare a qualcuno, ma più profondamente significa accettare il progetto che il Signore ha su di noi, con tutta la vita. Noi abbiamo perso questa riconciliazione col Signore quando abbiamo cominciato a peccare nel Paradiso terrestre, quando l'uomo ha detto: non voglio seguirti, vado per la mia strada.

La Madonna ci invita alla riconciliazione nel giorno in cui la Madonna stessa ha detto coscientemente: « sì » al Signore. Aveva il suo programma, il suo progetto per la sua vita, era fidanzata. Viene il Signore e Le dice: sarai la Madre di Gesù.

Non ha capito, ma ha detto: « sì ».

Questa è la riconciliazione e questo è anche il senso della pace, della conversione: accettare la volontà del Signore. Per questa ragione vi dico: quando si viene qui e quando si vuole vivere il messaggio che ha detto la Madonna, vi è sempre e solo da vivere la volontà del Signore. La volontà del Signore naturalmente è dura per noi, ma in un altro messaggio ha detto: «Accettatemi cari figli, perché voi stiate bene»: tutto quello che la Madonna ci chiede è perché noi stiamo bene.

E, in un messaggio che ha dato a Jelena, ha detto: « Cari figli, io sono salvata, ma io voglio che anche voi siate salvati».

Un messaggio molto importante è quello del 28 marzo quando ha detto: «Pregate, pregate, pregate. Nella preghiera avrete la più profonda gioia ».

Nessuno di noi è contro questa gioia, la più profonda. Allora nessuno rifiuta la gioia; per tutta la vita noi la cerchiamo. Ma perché non l'abbiamo tante volte? Forse proprio per questa ragione: perché non sappiamo ancora pregare. E da questo messaggio si può vedere bene che cosa è la preghiera. La preghiera è un mezzo per incontrare il Signore. IncontrarLe è molto importante.

Se guardate a livello umano, se volete incontrare qualcuno dovete aver tempo per lui, sedervi, bere un caffè o mangiare e parlare, sentire che cosa vuole, come va, sentire i suoi problemi e dire anche i vostri problemi; questo significa l'incontro, almeno a livello umano. Per poter pregare, avere la gioia più profonda, si deve prendere il tempo per la preghiera. La preghiera non è solo ripetere Ave Maria o Padre Nostro, ma proprio meditare nel cuore.

Tramite queste apparizioni è chiesto: Credo e sette Padre Nostro, il Rosario intero, la confessione mensile, la Messa, il digiuno... All'inizio la Madonna chiedeva un giorno di digiuno e poi, dall'agosto 1984, due giorni. Come digiunate e se digiunate non so. Vi dico anche che non mi interessa. Ho interesse invece a dirvi che cosa vuole la Madonna.

E quando la Madonna vuole una cosa, lo ripeto, è per il nostro bene. La preghiera è il mezzo per avere la gioia più profonda, la pace. Anche il digiuno è un mezzo. Noi non digiuniamo per digiunare e sappiamo che il digiuno è prima di tutto al servizio della fede.

Dovete stare bene attenti. La Madonna ha annunciato l'ateismo e qui si può dire che lotta contro l'ateismo, il nostro ateismo pratico. Siamo tutti un po' atei e quando la Madonna domanda il digiuno domanda che noi viviamo due giorni la settimana come poveri davanti al Signore.

Digiunare significa lasciare tutto e aprirsi al Signore.

Anche la Madonna ha digiunato due volte la settimana perché nella prima Chiesa era costume digiunare due volte, mercoledì e venerdì. E la Madonna viveva come la prima Chiesa.

Allora aprirsi ed aspettare solo il Signore.

Così i Santi Padri dicono che il digiuno è la preghiera del nostro corpo. Questo collegamento tra il digiuno e la fede indica che se uno è povero non può mai dire: « Non ho bisogno di te ».

Uno che è povero nello spirito non dirà mai al Signore: « Non ho bisogno di te ». È aperto.

L'ateismo viene quando il nostro amore è pieno dei nostri progetti, è pieno dei nostri piani, pieno dei nostri pensieri e questi si chiudono davanti al Signore: in quel momento noi diventiamo atei.

Un'altra caratteristica del digiuno è questa: digiunando cominciamo un processo di purificazione. In questo mondo materialistico noi diventiamo ciechi per queste cose che abbiamo e che vogliamo sempre di più.

Il cuore dell'uomo non conosce frontiere a questo desiderio di avere, se non si trova in un processo di purificazione. Purificarsi da questi desideri possessivi di voler solo avere. Ci aiuta il digiuno e se cominciamo o se continuiamo a digiunare vedremo due cose: che abbiamo abbastanza, che non c'è bisogno di molta paura o angoscia per come vivere e vedremo che tanti e tanti nel mondo, in questo momento, muoiono di fame o non hanno il minimo per la vita.

La Madonna come una Madre di tutti ci invita a dividere, a dare; ma il digiuno non è dare agli altri qualche cosa. Anche un povero deve digiunare per non avere amarezza dalla sua povertà, per essere libero anche nella povertà. Ad un povero non si domandano i soldi per gli altri.

Un ricco deve digiunare, vivere col pane per poter vedere gli altri, per poter vedere che anche lui ha bisogno del Signore vicino, nonostante la sua ricchezza. Così si può dire che la preghiera e il digiuno sono fondamentali nella nostra vita cristiana, come respirare e mangiare per la vita fisica.

Quando respiriamo, quando mangiamo, la nostra vita si sviluppa secondo la situazione nella quale viviamo, La Madonna comincia in questo modo e ci dà i mezzi per poter vivere come cristiani che sentono e ascoltano e amano il Signore sopra tutte le cose e il prossimo come se stessi.

Ma sul digiuno non si può parlare molto: vi do un consiglio. Cominciate a digiunare e vedrete.

Io in questi giorni ho fatto una intervista per un giornale con un professore di spiritualità, un convertito. Abbiamo parlato in questa intervista anche del digiuno e lui ha detto: « Io so che il digiuno mi aiuta; so che quando digiuno posso pregare meglio e ho più tempo per me stesso, per Dio e per gli altri. Sono contento di aver scoperto queste cose ».

Tanti dicono che non possono digiunare. Una pellegrina mi raccontava: « Mi vergogno di incontrare P Tomislav, perché una volta nella confessione mi ha domandato se digiuno ed io ho detto: No, non posso ».

Lui mi ha detto: Sì, credo che non puoi cominciare, ma non credo che non puoi provare ». Dopo alcuni mesi continua a raccontarmi: «Mi vergogno di incontrare P Tomislav, perché vedo che posso digiunare anche tre giorni alla settimana e mi sento sempre bene ».

Mi ha detto anche un'altra cosa: « Sono più contenta ed anche la mia famiglia è diventata un'altra. Adesso vedo che non c'è bisogno di avere molta paura se io vivo un giorno col pane. Risparmio molte cose. Se vivo così un giorno sono più aperta per molte altre cose ».

Io vi dico: provate; se non potete, non è peccato provare.

La Madonna domanda un ideale, si può dire, e verso l'ideale si deve tendere, piano, piano.

Ma di nuovo dico: non digiunate per digiunare.

Conoscete la storia del fariseo al quale Gesù ha detto: tu hai già il tuo compenso, quando questi gli aveva detto: « Io digiuno due volte, prego e do l'elemosina. Allora sono migliore di questo nell'angolo ». Allora ha giudicato: io posso, l'altro non può.

No, noi non preghiamo per giudicare gli altri che non pregano, noi non digiuniamo per giudicare quelli che non digiunano.

Io prego, io digiuno perché in questo modo io incontro il mio Signore, lo sento meglio, ed anche gli altri. Una cosa con cui voglio finire è questa. In una locuzione interiore Jelena ha domandato alla Madonna: « Perché sei così bella? ». La risposta era: «Perché amo. Se volete diventare belli, amate». Una ricetta meravigliosa. Non esiste nessuno al mondo che non vuole essere bello, anche se qualche volta abbiamo un viso che può amare solo una mamma. Ognuno di noi vuole diventare bello e per diventare belli si deve incominciare ad amare, ad',,4prirsi all'amore.

Si può vivere con chi ama, con chi è pronto a riconciliarsi, anche se non ha proprio il dono della bellezza esteriore. Per la bellezza interiore tutti abbiamo sempre una chance: questa chance è sempre con noi e in noi. Una madre bella desidera che anche i figli siano belli: per questa ragione la Madonna è venuta e resta molto tempo con noi.

Tutti sappiamo che non è facile amare, ma amare non è una parola: è una vita. Significa perdonare, vedere gli altri, visitare i malati: tutte queste cose significa l'amore. Se diciamo che è difficile, non vuol dire che non vale: le cose difficili tante volte sono le cose che valgono, che hanno un valore.

Io desidero anche a nome della Parrocchia, a nome dei veggenti, a nome della Madonna - che noi non vediamo ma che sentiamo che voi possiate avere questa esperienza, quando ha detto: «Pregate, pregate, pregate. Nella preghiera sentirete la gioia più profonda».

Non solo cominciando oggi, ma continuando quando ritornate alle vostre famiglie.

L'anno scorso, dopo Pasqua, la Madonna ha detto: «Ci sono tanti malati che non hanno ricevuto le grazie perché hanno smesso la preghiera quando sono ritornati nelle loro case».

Si deve continuare con la preghiera, col digiuno ed essere aperti e cercare la volontà del Signore. Quando si fa a questo modo siamo sicuri che il Signore sarà sempre con noi.

Fonte: P. Slavko Barbaric - 10 aprile 1985

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