Maria a Medjugorje Messaggio del 22 marzo 1984:Cari figli, questa sera vi invito in particolare ad onorare durante la Quaresima le piaghe che il mio Figlio ha ricevuto per i peccati di questa parrocchia. Unitevi alle mie preghiere per la parrocchia, perché le piaghe gli siano sopportabili. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Continuate a venire sempre più numerosi!

Un mese con padre Slavko in Brasile (2° PARTE)




In questa piccola città c’è un sacerdote del milanese (uno pure dei “36” del gennaio ‘88) che ha fatto un lavoro molto bello: ha realizzato una cooperativa (carne, latticini, avicoltura, etc.) che riesce a dare lavoro e mano d’opera a centinaia di persone. Ogni giorno partono di lì circa 170.000 litri di latte che vengono distribuiti per il Brasile. È un lavoro bellissimo, con attrezzatura moderna e tanta buona volontà e spirito organizzativo.

Ma sono numerosissimi coloro che ancora vivono emarginati, in una grande povertà e miseria. Le Suore, Fillas de N. Senhora do Calvàrio (Rua 23 de Maio s/n “Missào Str. Terezinka” 78732 Araputanga (Mato Grosso tel. 074/261-1117) ci hanno chiesto indumenti usati, poiché non arrivano a far fronte a tanta povertà della gente. Molti sono i bambini che non vanno al catechismo (e perfino a scuola!) perché non hanno un vestitino da mettersi addosso.

Stadi pieni ed esercizi spirituali per carnevale!

Ritornammo da Araputanga a Cuiabà (Ovest brasiliano) e di lì, in aereo, siamo giunti a Brasilia, la bellissima Capitale al centro del Brasile. Siamo stati ospiti di S.Em. il Cardinale Arcivescovo (cosi come pure in varie città siamo stati ospitati a Casa dei Vescovi).

Era ormai la Domenica di Carnevale. Il Brasile si ferma per 3 giorni, come ormai è noto in tutto il mondo. I coordinatori della visita di Padre Slavko avevano contrattato uno stadio per accogliere il popolo che sarebbe venuto. Tuttavia, c’era in loro un interrogativo, un dubbio angosciante: è domenica di Carnevale.., le scuole sono tutte in vacanza.., ma la gente verrà? E quale non fu la sorpresa quando si vide riempirsi lo stadio con 15.000, persone arrivate alle ore 13 e ripartite alle 18! Gente venute da lontanissimo, che ha affrontato 300,400 km. L’entusiasmo della folla e l’amore con cui gli organizzatori hanno addobbato lo stadio (hanno perfino riprodotte la “Regina della Pace” in misura naturale...) ci commuoveva! Il Vescovo Ausiliare di Brasilia – Don Gualdo Avila - ha presieduto tutta la funzione. Il giorno dopo l’incontro è stato per i responsabili dei gruppi di preghiera. Alla fine siamo andati ancora in un Istituto dove si riuniva un gran numero di giovani che facevano gli esercizi spirituali per Carnevale. Durante quei giorni i collegi e Istituti erano pieni di giovani in ritiro, poiché c’è una bella tradizione in Brasile di fare gli esercizi spirituali durante il Carnevale, sia perché sono giorni di ferie per tutti, sia in riparazione delle innumerevoli offese ricevute in questi giorni dal Signore. Interessante l’articolo pubblicato da un giornale di Brasilia che osservava:”La domenica di Carnevale al Sambòdromo (cioè il locale dove la gente va a “sambare”, a ballare, a divertirsi) c’erano 12.000 persone, mentre 15.000 riempivano lo stadio per vedere e sentire il frate di Medjugorje”. Superfluo ogni commento!

Al Nord Est: tra i più poveri e pure i più allegri del mondo! Tre ore e mezza in chiesa: nessuno stanco!

Da Brasilia siamo partiti in aereo per l’estremo Nord del Brasile, Belèm, capitale dello Stato di Parà. Belèm è conosciutissima per il suo grande e famoso Santuario mariano “fossa Seihora de Nazarè”. C’è, in questo santuario la bella tradizione delle “Mille Ave Maria”, ossia, ogni mese i fedeli fanno una veglia di preghiere, recitando molti rosari ed ogni Ave Maria viene intercalata da pensieri biblici, piccole meditazioni, giaculatorie, canti... C’è una gran devozione del popolo e, sicuramente, la Vergine accoglie con gioia questa orazione, trasformandola in grazie copiose. Ebbene, la gente ha atteso la venuta di Padre Slavko con le “mille Ave Maria”, oltreché con molti digiuni e sacrifici... (e con preghiere, digiuni e sacrifici anche per tutte le città ove siamo passati. Ci siamo trovati a Belèm il martedì di Carnevale - il “clou” dei festeggiamenti carnevaleschi - eppure la Basilica di Nazarè si è presentata letteralmente piena, dalle 8 del mattino fino a tarda sera. I fedeli, in un atteggiamento di fede commovente, restavano lunghe ore in preghiera (portavano panini per non dover ritornare a casa!) ed in ascolto. Il mercoledì delle Ceneri è stato solennemente celebrato dall’Arcivescovo. Padre Slavko, concelebrante, ha potuto particolarmente trasmettere al popolo, durante l’Omelia, il senso del digiuno e della penitenza, in questo inizio di Quaresima, secondo lo spirito della Vergine. Da Belèm, proseguiamo il viaggio, in aereo, per Teresina, capitale dello Stato di Piaul, uno dei grandi Stati del Nord est brasiliano. È considerata pure la città più calda del Brasile ove regna la più squallida miseria. L’Arcivescovo era all'aeroporto ad attenderci, ci ha ospitati nella sua casa e con lui siamo andati a visitare i rioni più poveri della città, la cui realtà farebbe inorridire qualunque europeo.

Centinaia e centinaia di casupole, capanne, con una superficie di 16, 18, 20 metri quadrati ognuna, ove vivono 8, 10, perfino 12 persone in ogni abitazione! Una nidiata di bambini giocavano per le strade... In una di questa casupole c’è una piccola comunità di 3 Suore che, con immensa abnegazione, lavorano in mezzo ai miserabili, condividendo con loro le gioie e le amarezze di ogni giorno. Ci ha colpiti, tuttavia, l'allegria di quei bambini.

Padre Slavko ha esclamato: “Non ho mai conosciuto bambini tanto gioiosi come questi!” Hanno visto una macchina fotografica... e si sono tutti aggrappati a Padre Slavko, nella speranza di essere fotografati... ma certamente erano tanti che il gruppo non entrava nel riquadro! Si è ripetuta a Teresina la scena ormai consueta di ogni giorno: la chiesa pienissima, la funzione iniziata alle 19 e finita alle 22,30 e nessuno che desse segno dl stanchezza... Così si dica pure per Recife, capitale di Pernambuco, per Joad Pessoa, capitale dello Stato di Paraiba, per Maeiò, capitale dello Stato di Alagoas, tutte città del Nordest, la fascia più povera e flagellata dalla siccità in Brasile. Molti malati venivano, nella speranza che la Vergine li guarisse, attraverso lo strumento che Lei ha mandato loro. Tanta povera gente si accontentava di toccare il vestito di Padre Slavko, perché “è il padre che viene dalla Santa!” e come Gesù, nel Vangelo, si poteva dire:”Non ho mai visto tanta fede in Israele!”

Fonte: Eco di Maria nr.63 - Recife, 18.3.89 M. Celia Santanchè

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