Maria a Medjugorje Messaggio del 15 gennaio 1985:Sono dispiaciuta per quel piccolo litigio che l’ultima volta c’è stato tra di voi. Voglio che ciò non si ripeta più. Da un unico gruppo si sono di fatto formati vari gruppetti perché vi siete divisi. Voi non avete amore gli uni verso gli altri. Vi siete insuperbiti. E in voi non c’è più umiltà. Per questo sono triste. Vi prego di nuovo di essere un gruppo unico ed unito. E che vi amiate reciprocamente sempre e siate umili. Io amo il vostro gruppo, che mi è particolarmente caro. Vorrei che ciascuno del gruppo si abbandoni a me e mi apra il cuore sempre di più, manifestandomi tutti i propri problemi. E desidero che il gruppo chieda la mia benedizione perché questa gli è necessaria.

P. SLAVKO parla del suo viaggio in SARDEGNA e SICILIA

Vescovi aperti - Incontro con Antonio Piras




“Una lunga interminabile vegli a di preghiera, ispirata al messaggio di Medjugorje nel gran Santuario di Bonaria a Cagliari, con 5-6000 persone presenti”-così il giornale locale Unione Sarda- “ha caratterizzato l’arrivo di P. Slavko in Sardegna. Le sue giornate sono state piene di incontri nelle chiese strapiene a Cagliari, Sassari, Nuoro, in una comunità terapeutica, con un folto gruppo di giornalisti e parlando due volte alla televisione.” A Tempio Pausania ha concelebrato con il vescovo Pietro Meloni. che ha assistito a tutte le funzioni dalle 9,30 alle 12, compresa la relazione sui fatti di Medjugorje il Vescovo ha tenuto poi una stupenda omelia sulla Pace alla quale Maria chiama. “Ho incontrato 4 Vescovi - ci ha detto P. Slavko -: sono molto aperti . La gente ha molto corrisposto. Il mio incontro Antonio Piras. E’ evidente che ogni tanto la Madonna opera qualche fatto che scuote. Ho parlato col medico che, dopo aver descritto tutto quello che lui aveva, affermava: 'Non voglio parlare in maniera definitiva. Posso dire che non si può spiegare quel che è successo. Prendeva 12 medicine al giorno, era paralizzato, non parlava, non camminava. Adesso parla, cammina, mangia da solo'.

Il parroco poi mi ha descritto quello che ha fatto. Vedo che essi hanno capito bene. Insistono sull’invito di Maria alla preghiera, non tanto sulla guarigione: vanno oltre. Quando tu hai trovato un’acqua, non dici solo che hai trovato l’acqua ma cominci a bere. Non parlano solo del miracolo ma rispondono sul serio al segno: questo è molto importante. (Non c’è da meravigliarsi che, in questo clima di preghiera,possa essere avvenuta un’altra guarigione che ha del prodigioso, nello stesso paese, tramite lo stesso parroco don Vincenzo Pirarba, a favore di una sessantenne, come riferiscono i giornali del 21 febbraio. La preghiera insistente e incessante non può trasportare anche le montagne? -n.d.r.-) — Sono andato anche in Sicilia. Grande folla presso i benedettini, dove si è tenuto l’incontro molto seguito, con l’Eucaristia. Così pure in un’altra chiesa la seconda sera. Ho parlato a radio Sole dei Paolini per mezz’ora. Vogliono che pure a loro siano telefonato il messaggio del 25 col commento. Spero che questa breve visita aiutera sia quelli che sono stati a Medjugorje sia gli altri a vivere quello che la Madonna vuole e a lavorare per la pace. Ma questa gente ha bisogno di essere seguita ed aiutata.”

P.SLAVKO: che cosa si aspetta dai pellegrini dopo quasi nove anni?

A questa domanda P. Slavko risponde: “Ci sono cose che io vedo e che desidero vedere. Vedo che molta gente entra già nello spirito di preghiera, domanda più adorazione, ritorna per rinnovarsi sempre, e ne sono contento. Ma c’è anche chi, dopo 5 o 6 anni che viene, chiede ancora com’è vestita la Madonna. Manca questo approfondimento spirituale perché non sono seguiti abbastanza. Anche per i lettori di Eco è buona cosa volere l’informazione, ma non si deve rimanere a questo livello: piuttosto approfondire messaggi, spiegazioni e testimonianze. Quando non ci saranno più le informazioni che nutrono certa curiosità, allora uno deve inventar storie o lasciare tutto.

Bisogna andare più a fondo mediante i gruppi di preghiera, incontri come a Triuggio o Pescara per le guide. E poi qui c’è la chiesa, ci sono i sacerdoti per le confessioni.. Non basta dire: sono stato sul Krizevac: sarebbe la risposta di un turista, ma andare nei luoghi per pregare e fare penitenza.

E’ vero sì che vengono meno curiosi: questa prima ricerca è esaurita. Ma io inviterei tutti i pellegrini ad aiutare la parrocchia che è troppo sotto stress: si sta costruendo, lavorando... con i soldi vengono tutti i malanni, quelli che voi vorreste evitare, per i quali soffrite e venite a Medjugorje per liberarvene. Aiutateci un poco essendo più prudenti, pregando molto, domandando anche alle famiglie presso le quali sostate, che vengano a Messa e all’adorazione con voi. Ho visto un gruppo di Malta che ha detto alla padrona di casa: “Noi vi aiutiamo a pulire e nelle faccende, poi andiamo insieme”. L’arricchimento è un grande pericolo spirituale.”

Fonte: Eco di Medjugorje nr. 70

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