Maria a Medjugorje Messaggio del 25 febbraio 2002: Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito a diventare amici di Gesù. Pregate per la pace nei vostri cuori e lavorate sulla conversione personale. Figlioli, solo così potrete diventare testimoni della pace e dell'amore di Gesù nel mondo. Apritevi alla preghiera perché la preghiera diventi per voi un bisogno. Convertitevi, figlioli, e lavorate affinché più anime possibili incontrino Gesù e il suo amore. Io sono vicino a voi e vi benedico tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Il Paradiso è vita cosmica




La redezione di Gesù Cristo riguarda direttamente tutti gli uomini, liberandoli dalla condanna eterna dell’Inferno e indirettamente riguarda tutto l’universo materiale, rimettendo a nuovo ogni cosa per la felicità dei Beati.
Gli uomini adesso sono abitatori soltanto della terra, domani, ripieni di gloria e di felicità, abiteranno l’universo intero rinnovellato.
Il Signore ci ha fatto in anticipo una promessa molto lusinghiera sul mondo futuro, dove siamo destinati a vivere eternamente. Ci ha infatti assicurati che rifarà a nuovo l’universo materiale nella massima perfezione fisica per metterlo a nostra piena disposizione: sia come nostra dimora, sia come luogo di nostro divertimento, sia come campo delle nostre occupazioni geniali, sia come luogo dei nostri trattenimenti più svariati.
Tale promessa del Signore dà le ali alla nostra fantasia e al nostro cuore perché essa spalanca alle nostre aspettative, ai nostri desideri di perpetuo godimento, l’intero universo in tutta la sua estensione di miliardi di anni-luce e con lo spettacolare ammasso di miriadi di stelle.
La luce — come ci dice la scienza — percorre in un secondo 300.000 chilometri. In un secondo e frazione essa raggiunge la luna, che dista da noi 384.000 chilometri. In otto minuti e diciassette secondi essa raggiunge il sole distante da noi 150 milioni di chilometri. In un’ora percorre 1 miliardo e 80 milioni di chilometri; in un giorno ne percorre 26 miliardi; in un anno ne percorre 9.490 miliardi. Mentre sulla terra l’unità di misura è il metro e il chilometro, per l’universo stellare l’unità di misura è l’anno-luce, cioè il percorso che la luce fa in anno: 9.490 miliardi di chilometri.
Quanti anni-luce occorrono per attraversare il diametro dell’universo? Molti miliardi di anni.
L’universo è pieno di galassie. La galassia è un ammasso fittissimo di stelle, che ad occhio nudo appaiono come una nebbia luminosa.
L‘astronomia “odierna” ci dice che nell’universo ci sono più di 100 miliardi di galassie, e in ogni galassia ci sono da 100 a 300 miliardi di stelle. L’astronomia di domani con l’invenzione di strumenti più sofisticati e perfetti per esplorare l’universo stellare, dovrà certamente aumentare il numero. Un esempio. Nel 1995, dopo una decina di giorni di in interrotte osservazioni con il sofisticato telescopio spaziale “Space Telescope Hubble” (in America) puntato su una minuscola regione della volta stellare, pari a un trentesimo del diametro della nostra luna, sono state scoperte altre 1500 nuove galassie. La sorpresa è stata grande perché dove prima si vedeva qualche debole stellina, ora sono state trovate addirittura 1500 nuove galassie. Da questo si deduce che il numero delle stelle sopra riportato ora va moltiplicato per miliardi di miliardi di volte perché non c’è solo quel pò di cielo osservato col telescopio spaziale di Hubble, ma c’è tutto l’universo.
Se noi potessimo contare i 100 miliardi di stelle che compongono la nostra Galassia, chiamata Via Lattea, al ritmo di una stella al secondo, ci metteremmo quasi 2.500 anni. La luce per attraversare la Via Lattea impiega 100 mila anni.
O grandezza di Dio! Il Salmo (146,4) dice: «Egli (cioè Dio) conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome. Grande è il Signore Onnipotente, la sua Sapienza non ha confini’.
Considerando queste grandezze smisurate, la nostra mente prova le vertigini, ma nello stesso tempo ci fa ammirare l’Onnipotenza e l’Amore infinito di Dio che ha creato tutto questo universo materiale per metterlo (dopo averlo rimesso a nuovo, perfezionato e abbellito) a nostra completa disposizione come strumento della nostra felicità sensibile.
Noi saremo i padroni dell’intero universo; padroni di percorrerlo tutto da un estremo all’altro, a nostro piacere, e di visitarlo in tutti i suoi angoli più remoti; padroni di spostarci attraverso lo spazio in ogni direzione con la velocità della luce e con la facilità con cui il corpo glorioso di Gesù salì al Cielo, senza la schiavitù di doverci rinchiudere in capsule spaziali e farci portare da razzi vettori; padroni di intrattenerci nella stella che più c’interesserà, senza più l’ostacolo di inabilità come è adesso. Saremo i padroni di casa dell’intero universo nel senso letterale della parola, perché parteciperemo in pieno della proprietà, dell’autorità e della potenza assoluta di Dio su tutte le cose.
Se poi riflettiamo che Dio farà assumere al futuro universo forme innumerevoli di perfezione e gli conferirà capacità sempre nuove di allietarci, indicibilmente superiori alle attuali, noi ci rendiamo conto di poter godere immensamente nel visitare, o abitare valli e monti, fiumi e laghi, continenti e mari, spiagge e campagne, boschi e prati, giardini e parchi, ecc.
Saremo dunque i padroni dell’intero universo per ché avremo il potere di dominare la materia senza sforzo alcuno e di volgerla a tutto quello che vorremo senza alcun contrasto: simili a Gesù che comandava alle leggi della natura da padrone assoluto.
Spazieremo nell’universo e ci occuperemo con la materia glorificata, Dio, rimesso a nuovo tutto l’universo fisico, lo darà in uso ai suoi figli Beati, i quali vi ammireranno tutte le perfezioni sparse nelle miriadi di stelle e pianeti che popolano lo spazio sconfinato. La visita al museo cosmico dei capolavori materiali di Dio stesso certamente non sarà tanto breve!
All’uomo ancora innocente Dio aveva affidato la cura piacevole del giardino dell’Eden, del paradiso terrestre, che era fertile da sè.
All’uomo peccatore Dio ha imposto la dura fatica di lavorare la terra, ormai resa avara e ostile. O da santo nell’Eden, o da peccatore nella terra aspra e tribolata, la sorte dell’uomo è legata al mondo della materia, con la quale è concorporeo, e quindi è logico che all’uomo glorificato rimarrà in dotazione l’uso e il godimento della natura materiale, rimessa a nuovo e glorificata.
La materia perciò migliorata notevolmente nelle sue proprietà, regolata da leggi di assoluto rispetto alla nostra integrità fisica, resa docile in tutto, sarà lasciata interamente a nostra completa disposizione, a disposizione della nostra inventiva, come noi lasciamo i nostri bimbi a sbizzarrirsi col «meccano» o con il «lego» a costruire case, strade, ponti, aeromodelli, ecc.

In Paradiso non sarà possibile annoiarsi

Quando in Paradiso non saremo più oppressi dal bisogno, non saremo più amareggiati e spossati dalla fatica, con quale interesse, con quale piacere la nostra attività sempre giovane, sempre fresca e deliziosa, si chinerà sulle nuove creature inferiori per agire su di loro come ideatori artistici di nuove bellezze, come armonizzatori inesauribili di nuovi accordi di luci, di colori, di suoni, di profumi, di dolcezze ed ebrezze, ecc.
In Paradiso conosceremo alla perfezione l’ingegneria genetica ed allora ci divertiremo a mettere in pratica le leggi del corredo genetico e quindi ci delizieremo come moltiplicatori geniali di innumerevoli forme viventi e di animali, e di innumerevoli forme di minerali. Assai meglio di Adamo nel paradiso terrestre, ciascuno di noi nel Paradiso Cosmico sarà come un piccolo dio impegnato a riprodurre in miriadi di varietà, sempre più belle, le perfezioni della propria persona e del proprio pensiero in modo simile a quello con cui Dio, il Creatore di ogni cosa, è andato disseminando le immagini delle sue infinite perfezioni nell’opera colossale del creato. Chissà allora quali e quante meraviglie noi sapremo realizzare in modo da confondere e umiliare tutte le scoperte, le trovate e le applicazioni più geniali di cui l’uomo moderno è tanto orgoglioso!
L’esercizio delle proprie capacità e attitudini de termina in tutti l’attrattiva e la soddisfazione più gioiosa. Quando il Signore avrà rinnovata la nostra natura umana, dotandola di capacità fattive immensamente superiori alle attuali, non potrà condannarci all’inattività mortificante e all’inoperosità umiliante dei nostri migliori talenti naturali, che son doni suoi.
Qualunque nostra attività, per tutto il Paradiso Cosmico, avrà esclusivamente il carattere e il sapore di divertimento, perché tutto il creato verrà posto dall’Onnipotenza divina in tale esclusiva condizione. Pensiamo allora a tutto il mondo rinnovato dei minerali, dei vegetali, degli animali, collocati tutti a un livello molto superiore di perfezione, per essere messo a nostra completa disposizione. Essi saranno come semplici balocchi e trastulli posti da Dio nelle nostre mani, come noi poniamo i giocattoli in mano ai nostri bambini.
Dio ci conferirà sulla natura una specie di onnipotenza di piccoli dei, o almeno una potenza di dominio molto maggiore di quello esercitato, e purtroppo per duto troppo presto, da Adamo. E allora anche noi, come Gesù in terra, potremo comandare alle forze della natura, arrestare venti, placare il mare, moltiplicare i beni con una semplice parola. Saremo dunque i padroni dell’universo, perché avremo in mano il potere di dominare senza sforzo la materia e volgerla a nostro piacere a tutto quello che vorremo.
Inoltre va tenuto presente che l’infinita Sapienza e Onnipotenza di Dio non si è affatto esaurita nella creazione e nell’assetto attuale del mondo materiale.
Dopo il Giudizio Universale, Dio riorganizzerà tutto l’universo materiale adattandolo allo stato glorioso dei Beati, e per tutta l’eternità certamente non gli mancheranno mai altre trovate per scamparci, se ce ne fosse bisogno, dai tentacoli della noia. Certamente non mancherà a Dio la Sapienza e la Potenza di creare nuovi elementi naturali e nuovi corpi fisici; disporre e fissare nuove leggi di equilibrio delle forze esistenti; variare le proprietà della materia sia negli elementi che nei corpi, sia nelle loro strutture molecolari come nelle loro configurazioni, tanto nel regno animale quanto in quello vegetale e minerale. Senza dubbio Dio Creatore è in grado per tutta l’eternità di metterci dinanzi, di volta in volta, sempre nuovi piani di natura, uno più interessante dell’altro, e così i Beati avranno la possibilità di ricominciare da capo la loro esperienza in occupazioni divertenti attorno a un nuovo mondo di cose, e di esplicare le loro attitudini in un nuovo ordine di attività.
A tutto questo aggiungiamo che il Paradiso non avrà le dimensioni piccine di un continente, ma si estenderà all’universo intero popolato da miriadi di Beati e da miriadi di Angeli, uno più bello dell’altro, uno più amabile dell’altro, uno più caro dell’altro, uno più meraviglioso dell’altro.
I Beati, partecipando alla vita divina, sono presenti e operanti con Dio ovunque Egli si trovi e operi e cioè dappertutto, quindi partecipano, in qualche modo, al dinamismo universale di Dio. Nei Beati si ripercuotono le vibrazioni di ogni essere e di ogni vita, le pulsazioni dell’universo e di tutta l’eternità.
Tutto questo non è altro che l’interpretazione del la verità rivelata: «Nell’altra vita noi saremo partecipi, in sommo grado, della natura divina, cioè della massima potenza e della massima attività possibile sempre in atto.
Altro che inerzia! Altro che noia! Sarà una continua attività beatificante per tutta l’eternità!

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