Maria a Medjugorje Message of October 2, 2011:Dear children; Also today my motherly heart calls you to prayer, to your personal relationship with God the Father, to the joy of prayer in Him. God the Father is not far away from you and He is not unknown to you. He revealed Himself to you through my Son and gave you Life that is my Son. Therefore, my children, do not give in to temptations that want to separate you from God the Father. Pray! Do not attempt to have families and societies without Him. Pray! Pray that your hearts may be flooded by the goodness which comes only from my Son, Who is sincere goodness. Only hearts filled with goodness can comprehend and accept God the Father. I will continue to lead you. In a special way I implore you not to judge your shepherds. My children, are you forgetting that God the Father called them? Pray! Thank you.

Alcuni consigli pratici per dare inizio ad una scuola di preghiera




per dare inizio ad una scuola di preghiera:

• chi vuoi fondare una piccola scuola di preghiera deve prima di tutto impegnarsi a diventare uomo o donna di preghiera. Insegnare a pregare non è dar nozioni sulla preghiera, per far questo bastano i libri. Ce ne sono tanti. Insegnare a pregare è un’altra cosa, è trasmettere una vita. Ce la fa solo chi prega con passione e con costanza.

• E’ importante suggerire ai giovani delle norme semplici e pratiche e chiedere loro di sperimentane. Se non li fate pregare — molto e con costanza — state perdendo tempo, non insegnerete a pregare.

• E’ importante partire in gruppo, non molto numeroso, perché il cammino della preghiera stanca. Se si cammina in cordata, quando uno cede l’altro tira, e la marcia non si arresta. La forza di uno rimedia alla debolezza dell’altro e si resiste.

• E’ importante che il gruppo si fissi delle mete precise: un quarto d’ora di preghiera quotidiana individuale, poi mezz’ora, poi anche un’ora. Le mete precise prese insieme fanno progredire e servono a tutti, ai forti e ai deboli.

• E’ necessaria una verifica di gruppo (o revisione di vita) sul cammino che si fa. Condividere le difficoltà e trovare insieme le soluzioni. E’ utile in queste verifiche periodiche (ogni due, tre settimane) imporsi di non trattare di altro che di preghiera.

• E’ importante dare uno spazio ai quesiti sulla preghiera. Non basta istruire sul modo di pregare, bisogna che i giovani possano presentare le loro difficoltà e che il responsabile tenti di dare una risposta ai loro intoppi. Se c’è questo, c’è veramente scuola di preghiera, perchè c’è scambio e c’è concretezza.

• La preghiera è dono dello Spirito: chi dà inizio ad una scuola di preghiera deve prendere in carica uno per uno i giovani e su ognuno deve implorare con grande costanza la luce dello Spirito Santo.

Fonte: Il Cammino della preghiera - Centro Missionario P. De Foucauld - Cuneo 1982

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