Maria a Medjugorje Messaggio del 2 ottobre 2012:Cari figli, vi chiamo e vengo in mezzo a voi perché ho bisogno di voi. Ho bisogno di apostoli dal cuore puro. Prego, ma pregate anche voi, che lo Spirito Santo vi renda capaci e vi guidi, che vi illumini e vi riempia di amore e di umiltà. Pregate che vi riempia di grazia e di misericordia. Solo allora mi capirete, figli miei. Solo allora capirete il mio dolore per coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio. Allora potrete aiutarmi. Sarete i miei portatori della luce dell’Amore di Dio. Illuminerete la via a coloro a cui gli occhi sono donati, ma non vogliono vedere. Io desidero che tutti i miei figli vedano mio Figlio. Io desidero che tutti i miei figli vivano il Suo Regno. Vi invito nuovamente e vi prego di pregare per coloro che mio Figlio ha chiamato. Vi ringrazio.

Alcuni consigli pratici per dare inizio ad una scuola di preghiera




per dare inizio ad una scuola di preghiera:

• chi vuoi fondare una piccola scuola di preghiera deve prima di tutto impegnarsi a diventare uomo o donna di preghiera. Insegnare a pregare non è dar nozioni sulla preghiera, per far questo bastano i libri. Ce ne sono tanti. Insegnare a pregare è un’altra cosa, è trasmettere una vita. Ce la fa solo chi prega con passione e con costanza.

• E’ importante suggerire ai giovani delle norme semplici e pratiche e chiedere loro di sperimentane. Se non li fate pregare — molto e con costanza — state perdendo tempo, non insegnerete a pregare.

• E’ importante partire in gruppo, non molto numeroso, perché il cammino della preghiera stanca. Se si cammina in cordata, quando uno cede l’altro tira, e la marcia non si arresta. La forza di uno rimedia alla debolezza dell’altro e si resiste.

• E’ importante che il gruppo si fissi delle mete precise: un quarto d’ora di preghiera quotidiana individuale, poi mezz’ora, poi anche un’ora. Le mete precise prese insieme fanno progredire e servono a tutti, ai forti e ai deboli.

• E’ necessaria una verifica di gruppo (o revisione di vita) sul cammino che si fa. Condividere le difficoltà e trovare insieme le soluzioni. E’ utile in queste verifiche periodiche (ogni due, tre settimane) imporsi di non trattare di altro che di preghiera.

• E’ importante dare uno spazio ai quesiti sulla preghiera. Non basta istruire sul modo di pregare, bisogna che i giovani possano presentare le loro difficoltà e che il responsabile tenti di dare una risposta ai loro intoppi. Se c’è questo, c’è veramente scuola di preghiera, perchè c’è scambio e c’è concretezza.

• La preghiera è dono dello Spirito: chi dà inizio ad una scuola di preghiera deve prendere in carica uno per uno i giovani e su ognuno deve implorare con grande costanza la luce dello Spirito Santo.

Fonte: Il Cammino della preghiera - Centro Missionario P. De Foucauld - Cuneo 1982

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