Maria a Medjugorje Messaggio del 25 aprile 2015:Cari figli! Sono con voi anche oggi per guidarvi alla salvezza. La vostra anima è inquieta perché lo spirito è debole e stanco da tutte le cose terrene. Voi figlioli, pregate lo Spirito Santo perché vi trasformi e vi riempia con la sua forza di fede e di speranza perché possiate essere fermi in questa lotta contro il male. Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Pregare è amare




MA... CHE COSA E’ PREGARE?

E’ Cristo il maestro della preghiera, è lui che dobbiamo interrogare. Ogni altro personaggio non può rispondere come sa rispondere lui. In altre parole, la luce sull’essenza della preghiera l’abbiamo solo dalla rivelazione. E’ la parola di Dio che dobbiamo scrutare: ogni maestro cristiano ha imparato da lui.
Forse la via più breve per capire l’essenza della preghiera nel pensiero di Cristo è questa: prendere in esame la preghiera modello che Cristo ci ha dato, il Padre nostro, e da questo testo cercare di capire che cos’è la preghiera.
Ecco le osservazioni che balzano subito all’occhio appena accostiamo il “Padre nostro “.
E’ una preghiera di amore.
Il Padre nostro è strutturato su sette domande, ogni domanda è un atto di amore. Vediamolo più da vicino:

Padre nostro:
Gesù insegna la preghiera come un rapporto affettuoso di un figlio verso il padre.

Sia santificato il tuo nome:
Padre, che la tua persona sia accolta, benedetta, amata da tutti.

Venga il tuo regno:
Padre, abita, regna nel cuore dell’uomo, di ogni uomo.

Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra:
Padre, che il nostro amore sia fattivo, modellato su quello di Cristo: “non la mia, ma la tua volontà sia fatta “.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano:
Padre, da’ il tuo sostegno materiale e spirituale a me e a tutti i fratelli.

Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
Padre, perdonaci e insieme costringi il nostro cuore al perdono di ogni fratello.

Non ci indurre in tentazione:
Padre, salvaci dal pericolo di tradirti, vogliamo amarti con tutte le forze.

Ma liberaci dal male:
Padre liberaci da ogni cosa che ci allontana dal tuo amore.


Non ci sono dubbi: dopo questo modello di preghiera che ci ha dato Gesù, dobbiamo concludere che, secondo la mente di Cristo, la preghiera dovrebbe essere amore.
Pregare è amare. Ecco la prima e forse la più importante definizione della preghiera stando all’insegnamento di Cristo.

GUARDIAMO A CRISTO IN PREGHIERA

Forse studiando Cristo in preghiera riusciamo a capire qualcosa di più sull’essenza della preghiera.
Pregare è anche chiedere.
Gesù, al Getsemani, lo fa, implora, chiede:
Padre, se vuoi, allontana da me questo calice. Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà “.
Gesù in croce implora, chiede:
“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno “. (Lc. XXIII, 34)

Anche il salmo 22 che Gesù prega sulla croce è una preghiera accorata di domanda:
“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? “. (Mc. XV, 34)

La preghiera più lunga di Gesù che conosciamo è quella dell’ultima cena. E’ la preghiera dell’unità. Anche quella è preghiera di domanda. Dunque dal comportamento di Cristo, dobbiamo concludere che pregare è rivolgerci a Dio come a un padre, chiedendo ciò di cui abbiamo bisogno.

Pregare è anche ringraziare.
Quando gli Apostoli tornano dalla loro missione evangelizzatrice, Gesù prega così:
“Ti benedico Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perchè così ti è piaciuto “.(Mt. XI, 25 - 26)
Gesù dunque prega ringraziando.

Quando è detto che, alla moltiplicazione dei pani, Gesù, “alzati gli occhi al cielo pronunciò la benedizione “ (Mt. XIV, 19), l’evangelista intende dire che Gesù pronunciò la preghiera di ringraziamento sul pane che usavano gli ebrei prima di ogni pasto.
La preghiera di ringraziamento era diffusissima tra gli Ebrei. Le mamme usavano insegnare ai piccoli a mai inghiottire un boccone di cibo “grande come una oliva” senza ringraziare Dio.
Gesù, educato alla genuina pietà ebraica, doveva attenersi a queste norme religiose seguite da ogni pio israelita.

SFOGLIAMO LA SCRITTURA

La Bibbia è tutta costellata di uomini in preghiera. Anche dalle loro labbra e dal loro comportamento possiamo capire che cos’è la preghiera.
Anzitutto nella Bibbia esiste un libro intero di preghiere. E’ il libro dei salmi: la raccolta di 150 preghiere. E’ il libro ufficiale della preghiera per Israele. Contiene preghiere antichissime. Contiene la preghiera ispirata.
Il libro dei salmi può darci molta luce su ciò che è la preghiera. Infatti potremmo catalogare in queste quattro classi i 150 salmi della Bibbia:
— salmi di lode e di ringraziamento
— salmi di adorazione
— salmi di domanda
— salmi di perdono.

E così ci accorgiamo che, consultando questo meraviglioso libro ispirato, la Bibbia ci dice che la preghiera
non è solo chiedere
non è solo ringraziare e lodare
è anche adorare
è anche chiedere perdono.

E’ interessante inoltre esaminare i grandi personaggi della Scrittura mentre pregano: anche dalle loro labbra possiamo ricavare luce su ciò che è la preghiera.

Mosè prega così:
Signore, desisti dal tuo sdegno e abbandona il proposito di punire il tuo popolo. Ricordati di Abramo, di Isacco, di Israele tuoi servi ai quali hai giurato:
renderò la vostra posterità come le stelle del cielo e tutto questo paese lo darò ai tuoi discendenti (Es. XXXII, 12 - 13)
Signore, perdona l’iniquità di questo popoio secondo la grandezza della tua bontà, così come hai perdonato a questo popolo dall’Egitto fin qui “. (Num. XIV, 19)

Davide adora Dio così:
Tu sei davvero grande, Signore Dio! Nessuno è come te e non v’è altro Dio fuori di te “. (2 Sam. VII, 22)

Salomone prega:
“Signore.., io sono un ragazzo, non so come regolarmi. Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male “.(I Re III, 7)
Salomone poi adora così:


“Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, ne lassù nei cieli ne quaggiù sulla terra. Ecco, i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa (il tempio) che io ho costruita! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa. Ascolta la supplica del tuo servo e di Israele quando preghiamo in questo luogo. Ascolta e perdona “. (I Re VIII, 23)

Giuditta si rivolge a Dio con queste parole:
Tu sei il Dio degli umili, il protettore degli sfiduciati, il salvatore dei disperati. Sì, Dio del padre mio e di Israele, Signore del cielo e della terra, re di tutte le creature, ascolta la mia preghiera. Da’ a tutto il tuo popolo la prova che tu sei il Signore e Dio di ogni potere e di ogni forza e non c’è altri fuori di te che possa proteggere la stirpe di Israele “. (Gdt. IX, 11)

Isala prega:
Signore, tu sei nostro padre, noi siamo argilla e tu colui che ci dà la forma, tutti noi siamo opera delle tue mani. Signore, non adirarti troppo... ecco, guarda, tutti siamo tuo popolo “. (Is. LXIV, 7)

Nella Bibbia esiste anche la preghiera di silenzio come la preghiera di Anna, madre di Samuele.
In conclusione: sfogliando la Bibbia possiamo concludere che l’essenza della preghiera è comunicare con Dio nella forma più naturale e spontanea corrispondente al bisogno che l’uomo attraversa mentre è davanti a Dio:
l’uomo peccatore innalza a Dio la preghiera di perdono
l’uomo riconoscente, la preghiera di ringraziamento
l’uomo nella sofferenza implora con la preghiera di domanda
l’uomo che contempla la grandezza e la bontà di Dio si rivolge a lui con la preghiera di adorazione.
La preghiera insomma è un rapporto intimo, vivo, sincero, profondo con Dio; rapporto che si esprime con gesti e parole, rapporto anche silenzioso che si esprime col pensiero e col cuore senza alcuna parola.

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