Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 maggio 2015:Cari figli aprite i vostri cuori e provate a sentire quanto vi amo e quanto desidero che amiate mio Figlio. Desidero che Lo conosciate di più perché è impossibile conoscerlo e non amarLo, perché Lui è l’amore. Figli miei, io vi conosco: conosco i vostri dolori e le vostre sofferenze perché le ho vissute. Gioisco con voi nelle vostre gioie. Piango con voi nei vostri dolori. Non vi abbandonerò mai. Vi parlerò sempre con mitezza materna e, come madre, ho bisogno dei vostri cuori aperti, affinché con la sapienza e la semplicità diffondiate l’amore di mio Figlio. Ho bisogno di voi aperti e sensibili verso il bene e la misericordia. Ho bisogno della vostra unione con mio Figlio, perché desidero che siate felici e Lo aiutiate a portare la felicità a tutti i miei figli. Apostoli miei, ho bisogno di voi, affinché mostriate a tutti la verità divina, affinché il mio cuore, che ha sofferto e soffre anche oggi immensamente, possa nell’amore trionfare. Pregate per la santità dei vostri pastori, affinché nel nome di mio Figlio, possano operare miracoli, perché la santità opera miracoli. Vi ringrazio.

Il Purgatorio secondo Sant’Alfonso Maria de Liguori

14/05/2004 - Visite: 1935
IncrFont Stampa IncrFont Facebook Twitter
Un altro episodio si legge nella vita di San Alfonso dei Liguori. Parla di una santa religiosa, di nome Suor Caterina di Sant’Agostino, che aveva la bella abitudine di pregare per le anime del Purgatorio sia che le avesse conosciute sia che le fossero ignote.

Nella città in cui la suora viveva c’era una donna nota per la sua pessima condotta. Si chiamava Maria. Quando la donna morì, tutti pensavano che fosse dannata, tanto che al suo funerale parteciparono poche persone più per un riguardo ai parenti che per la preghiera per l’anima della defunta. C’è da aggiungere che neppure Suor Caterina si preoccupò di pregare per lei, poiché anche lei riteneva che la defunta Maria si trovasse tra i dannati.

Trascorsero quattro anni. Un giorno la pia suora vide in visione un’anima del Purgatorio, la quale disse: “Suor Caterina, tu hai la pia abitudine di pregare per i defunti. Noi ti ringraziamo. Non fare eccezioni per me” “E tu chi sei?”, le chiese, allora, la suora.
“Sono la povera Maria, morta abbandonata da tutti e poi dimenticata”
“Ma che cosa dici? Ma, allora, sei salva?”.
“Sì sono stata salvata per intercessione della Madonna. Mi sono accorta che stavo per morire da sola e senza aiuto, così mi sono rivolta a Lei, dicendole: ‘O mia regina! Rifugio dei peccatori e degli abbandonati. Guarda al mio stato di completo abbandono in questo momento e porgimi il Tuo aiuto!’

La santissima Vergine udì la mia preghiera e venne in mio soccorso, ottenendomi la grazia di una perfetta contrizione, sicché mi salvai sul letto di morte. Ma la pietà della divina Madre non si limitò a questo.

Quando mi trovai dinanzi al Giudice, ottenne da suo Figlio la grazia di ridurre sensibilmente il tempo da passare nel Purgatorio. Ma siccome la giustizia divina non può essere in conflitto con i suoi diritti, soffro più intensamente, ma per un periodo più breve, per scontare il mio debito. Ora io ho solo bisogno di alcune Messe.

Appena saranno celebrate, io sarò liberata da queste sofferenze. Abbi, dunque, pietà di me, e falle celebrare per questa intenzione.

Prometto che non cesserò di pregare Dio e la santa Vergine per te”
Suor Caterina si affrettò a far celebrare le Messe ed alcuni giorni dopo vide Maria salire al cielo, mentre la ringraziava della sua carità.