Maria a Medjugorje

Messaggio del 11 giugno 1987: Figli cari! Non stancatevi di mettere in pratica ciò che Dio vi chiede. Il tempo della vostra esperienza comunitaria si avvicina alla fine. Voi avete un grande compito: dovete essere portatori della Parola di Dio, testimoni che Dio ha dato tutto per questo mondo, ha dato tutto solo per amore verso l’umanità e desidera che tutti gli uomini si salvino. Cari figli, il cammino della vita non è facile. Bisogna camminare su spine e sassi, bisogna passare attraverso molto dolore, prove e difficoltà per arrivare alla meta. E l’unica meta è Gesù! Cari figli, i vostri sacrifici e le vostre preghiere non sono sicuramente sprecate: Dio vi darà molto di più di quanto vi aspettate!

Purgatorio, Luogo di purificazione

03/07/2016 - Visite: 1820
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Dalla visione del monaco Wetti emergono tre elementi molto importanti:

1. La presenza e la lotta di angeli e demoni per l’anima dell'uomo agonizzante.
Wetti, gravemente malato, vede avvicinarsi al suo letto Satana, dal volto repellente, con in mano strumenti di tortura, accompagnato dai suoi demoni. Ma Dio misericordioso permette che i suoi angeli accorrano in soccorso di Wetti. Uno, in particolare, lo invita a meditare il Salmo 118 (119).

2. Il Purgatorio come un unico luogo di purificazione.
L’angelo accompagna Wetti in un viaggio nell’aldilà, dove il monaco può vedere le sofferenze dei dannati e subito dopo una montagna, dove, subendo vani supplizi, si purificano le anime di uomini e donne di varia condizione.

3. L’intercessione presso Dio, per la salvezza del l’anima, degli angeli e dei santi.
In Paradiso Wetti incontra, per quanto la sua umanità lo può sopportare, Cristo Signore. All’intercessione dell’angelo e dei Santi perché Wetti si salvi, Cristo risponde: “Avrebbe dovuto avere una condotta esemplare e non l’ha avuta “. Tuttavia per l’intercessione degli angeli e dei beati viene data occasione a Wetti di salvarsi se, tornato in vita, offre buon esempio con le opere e la dottrina.

Fondamentale è anche un’altra visione, quella di Santa Francesca Romana che vide il Purgatorio diviso in tre parti distinte.
Nella regione superiore stanno le anime che soffrono la sola pena del danno, cioè della privazione della visione di Dio, o qualche pena mite e di poca durata, per renderle degne della visione e del godimento di Dio.

Nella regione media, dove vide scritto: Purgatorio, soffrono le anime che commisero colpe leggere, o che debbono, aggiungiamo noi, liberarsi dalle pene dei peccati mortali perdonati quanto alla colpa.

In fondo all’abisso, e in vicinanza dell’Inferno, vide la terza regione, ossia il Purgatorio inferiore, tutto pieno di un fuoco chiaro e penetrante, diverso da quello dell’inferno che è oscuro e tenebroso.

Questa terza regione la vide divisa in tre scompartimenti, dove le pene vanno gradatamente aumentando a seconda delle responsabilità delle anime e del grado di gloria e di felicità al quale debbono giungere; il primo è riservato ai secolari,il secondo ai Chierici non ordinati in sacris; il terzo ai Sacerdoti ed ai Vescovi.

Deve ritenersi che questo terzo scompartimento abbia un luogo più infimo ancora, riservato ai Religiosi ed alle Religiose, che, avendo avuto maggiori mezzi di santificazione e maggiori lumi da Dio, hanno una maggiore responsabilità nelle loro colpe e, quindi, un maggiore bisogno di espiazione