Maria a Medjugorje Messaggio del 2 marzo 2015:Cari figli, voi siete la mia forza. Voi, apostoli miei, che, con il vostro amore, l’umiltà ed il silenzio della preghiera, fate in modo che mio Figlio venga conosciuto. Voi vivete in me. Voi portate me nel vostro cuore. Voi sapete di avere una Madre che vi ama e che è venuta a portare amore. Vi guardo nel Padre Celeste, guardo i vostri pensieri, i vostri dolori, le vostre sofferenze e le porto a mio Figlio. Non abbiate paura! Non perdete la speranza, perché mio Figlio ascolta sua Madre. Egli ama fin da quando è nato, ed io desidero che tutti i miei figli conoscano questo amore; che ritornino a lui coloro che, a causa del loro dolore e di incomprensioni, l’hanno abbandonato e che lo conoscano tutti coloro che non l’hanno mai conosciuto. Per questo voi siete qui, apostoli miei, ed anch’io con voi come Madre. Pregate per avere la saldezza della fede, perché amore e misericordia vengono da una fede salda. Per mezzo dell’amore e della misericordia aiuterete tutti coloro che non sono coscienti di scegliere le tenebre al posto della luce. Pregate per i vostri pastori, perché essi sono la forza della Chiesa che mio Figlio vi ha lasciato. Per mezzo di mio Figlio essi sono i pastori delle anime. Vi ringrazio!

Medjugorje e l’amore di Maria

In un libro Rita Sberna racconta il suo pellegrinaggio dalla Gospa e le grazie da lei ricevute




Le storie di conversione avvenute a Medjugorje sono state migliaia in poco più di trent’anni. In alcuni casi è tuttavia più corretto parlare di riavvicinamento a Dio o consolidamento nella fede. O ancora di scoperta della propria vocazione o di adesione sincera alla volontà del Signore.

È il caso di Rita Sberna, 25enne giornalista e speaker radiofonica (conduce la rubrica Testimonianze di fede su Radio Fra Le Note), originaria di San Cataldo (Caltanissetta). In un suo breve libro di memorie, intitolato Medjugorje. L’amore di Maria ha raccontato la sua esperienza di pellegrina nella località balcanica.

Dopo aver percepito per la prima volta la chiamata all’incontro con la Gospa all’età di 16 anni, Rita è riuscita a partirvi finalmente, quattro anni dopo, nell’agosto 2009. In quell’intermezzo temporale, la giovane vive molte delusioni tipiche dell’adolescenza: in particolare due grosse delusioni sentimentali la fanno sprofondare nella depressione e nello smarrimento.

È un sacerdote di nome padre Bernardo, a convincerla finalmente a recarsi a Medjugorje, dove davanti alla “Mamma carissima”, Rita ammette i propri “fallimenti”, chiedendo la grazia di poter conoscere “la persona che diventerà un giorno mio marito” e di darle un segno in tal senso.

Prima di partire, la ragazza aveva dovuto vincere la resistenza del padre e si era trovata a pregare la Madonna, affinché lui si convincesse e così sorprendentemente era avvenuto.

Sul Podbrdo, Rita assiste alla caduta di tre stelle che, stando al contestuale messaggio della Madonna, rappresentano tre angeli, ma anche alla terrificante scena di un disabile posseduto da un demonio, poi esorcizzato.

Alla fine di gennaio 2010, a ridosso del suo 21° compleanno, all’uscita dalla messa domenicale, Rita incrocia lo sguardo di un ragazzo. I due non si parlano ma rimangono vicendevolmente colpiti l’uno dall’altra.

Poco dopo Rita riceve una richiesta d’amicizia su Facebook da parte di quel giovane, il quale, leggendo sul profilo una nota sul viaggio a Medjugorje, le manda un messaggio in chat, chiedendole di parlargli di quella esperienza.

“Era interessantissimo e fin dal primo istante l’argomento che ci accomunò fu l’amore per Dio e per Maria”, scrive Rita. Per giorni sarà questo il loro tema di conversazione, poi i due giovani iniziano a frequentarsi.

“Avevamo capito benissimo che non ci piacevamo semplicemente, non ci volevamo bene semplicemente ma dal primo istante che le nostre anime vennero a conoscenza l’uno dell’altra si AMAVANO”.

Rita e Salvatore decidono quindi di partire insieme per Medjugorje e stavolta la ragazza trova l’occasione per ringraziare la Gospa di averle fatto incontrare l’amore della sua vita. Ed ottiene la grazia di riuscire a perdonare chi le aveva fatto del male in passato.

Nelle pagine successive l’autrice descrive la bellezza della preghiera del rosario e parla della devozione all’Angelo Custode, riportando anche alcune preghiere e messaggi della Gospa, fino alla commovente testimonianza di Roberta, una giovane pellegrina che, in cima a Kricevac, riceve la grazia di perdonare uno stupro di gruppo, subito da cinque ragazzi.

Il libro si chiude con alcune poesie-riflessioni su Dio, sulla vita, sull’amore e sull’amicizia da parte dell’autrice, il cui breve volume è la conferma di quanto Medjugorje eserciti una sempre più forte attrazione sui giovani e rappresenti un emblema della più grande trasgressione dell’epoca odierna: credere in Gesù Cristo (pregando sua Madre) e dirlo a tutto il mondo.

Fonte: Agenzia Zenit ( https://it.zenit.org/articles/medjugorje-e-l-amore-di-maria/ )

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