Maria a Medjugorje Messaggio del 18 aprile 1984:Sarò molto contenta se vi rivolgerete a me, quale vostra madre di bontà, d’amore e di misericordia, con questa preghiera: “Madre mia, madre di bontà, d’amore e di misericordia, ti amo con tutto il cuore e mi offro a te. Per mezzo della tua bontà, del tuo amore e della tua misericordia, salvami. Io voglio appartenere a te. Ti amo tanto e desidero che Tu mi custodisca. Dal profondo del mio cuore, o Madre di bontà, ti prego: dammi la tua bontà affinché con essa io possa meritare il cielo. Ti prego per il tuo immenso amore: concedimi di poter amare ogni uomo come Tu hai amato Gesù. Ti chiedo anche la grazia di essere palpitante d’amore verso di te. Io mi affido a Te completamente e desidero che tu sia accanto a me ad ogni mio passo, perché Tu sei piena di grazia e vorrei non dimenticarmene mai. Ma se un giorno io perdessi la grazia, ti prego di donarmela nuovamente. Amen”.

Mara Santangelo: ”Medjugorje un albero che si vede dai frutti. Cautela comprensibile, ma…”

Il tennis la incoronava campionessa mondiale nel 2006 con la vittoria della Fed Cup con la nazionale femminile. I suoi successi le garantivano il meglio anche sul piano della popolarità. Eppure a Mara Santangelo mancava Dio e lo dice anche a IntelligoNews con una semplicità disarmante, la stessa con la quale ha scritto nero su bianco la sua testimonianza di fede nel libro “Te lo prometto” (Piemme) in cui racconta per filo e per segno la sua nuova vita, fatta soprattutto di preghiera. L’abbiamo intercettata tra i suoi tanti impegni – la sua carriera prosegue “a bordo campo sportivo” (è infatti consigliera FIT e CONI, ma non solo) – per parlare con lei della decisione di monsignor Lorenzo Loppa, vescovo di Anagni-Alatri, che come ha riportato l’Adnkronos della scorsa settimana, in una circolare inviata ai Vicari foranei e ai parroci della sua Diocesi ha annunciato la “proibizione” per “il clero e i fedeli” di partecipare a “incontri, conferenze o celebrazioni pubbliche nelle quali verrebbe data per scontata l’attendibilità di tali fenomeni”.






Santangelo, addirittura il vescovo Loppa chiede se sia possibile annullare un incontro di preghiera in programma a Fiuggi l’8 novembre “con la signora Vicka Ivankovic”, veggente “legata con i fenomeni di Medjugorje”. Cosa ne pensa?

«Voglio subito dire che sono molto legata a Medjugorje. Nel 2010, quando ci andai la prima volta, non conoscevo nulla e mi recai in questo posto da curiosa. E poi si è rivoluzionata la mia vita e ho trovato il cammino, la strada per la fede. A me ha cambiato semplicemente la vita. Io mi attengo ai fatti e i fatti sono che, al di là della mia esperienza, chi va a Medjugorje – e succede a gran parte delle persone che vi si recano – vive un cambiamento radicale. E un albero si deve vedere dai frutti. Medjugorje non può che non essere conosciuta così, per i frutti incredibili, di conversione, di miracoli, di persone che cambiano la loro esistenza completamente e lo fanno basandosi su Gesù Cristo».

E le sarà capitato di pregare insieme agli altri pellegrini. Giusto?

«Di incontri con le veggenti a Medjugorje ne ho fatti parecchi, spesso oltre alla preghiera viene rilasciata anche una testimonianza. Sono incontri molto belli, importanti, e quello che ci tengo a ribadire è che, anche le stesse veggenti lo ricordano spesso, al di là del fenomeno Medjugorje ciò che è fondamentale è ritornare a Cristo. Anche nei messaggi che la Madonna lascia ai veggenti, c’è sempre il richiamo a vivere il Vangelo e a tornare a Lui».

Rispetto a Mons. Loppa che chiedeva se possibile di evitare l’incontro “con la signora Vicka Ivankovic”, si può dire che oltre alla preghiera e alla conversione frutti cattivi non se ne vedono?

«Certo. Comprendo il Vescovo perché la Chiesa non ha ancora riconosciuto le apparizioni e bisogna andarci cauti e con i piedi per terra. Però una chiusura così totale mi sembra eccessiva».

Rispetto alla sua esperienza, in cosa consiste essere andata a Medjugorje? Per Brosio il cambiamento è stato totale? Per lei?

«In un parola: è cambiato tutto anche nella mia vita. Per Paolo la scelta è stata più radicale e ne ha fatta anche la sua ragione di vita portando Medjugorje milanotante persone a conoscere Medjugorje. Io avevo tutto ma non ero felice, non ero soddisfatta e non stavo bene con me stessa. Poi ho incontrato la fede e vivo in pace in questa serenità, abbandonandomi a Dio. Siamo nelle sue mani e con questa consapevolezza non puoi che avere la pace, qualsiasi cosa avvenga nella tua vita, dalla cosa più negativa alla più positiva. Se viviamo in Cristo, seguiamo i suoi comandamenti e viviamo il Vangelo, anche le tragedie della vita nel tempo saranno limpide ai nostri occhi. Perché non possono che essere per il nostro bene. Se viviamo donando la nostra vita a Dio qualsiasi cosa ha un perché e per noi».

Tra i frutti ricevuti, c’è quello della preghiera giornaliera?

«Prego costantemente e ormai non potrei farne a meno, come alla base di ogni giorno c’è la Santa Messa».

Fonte: http://www.intelligonews.it/mons-loppa-mara-santangelo-medjugorje-un-albero-che-si-vede-dai-frutti-cautela-comprensibile-ma/

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