Maria a Medjugorje Messaggio del 2 dicembre 2013:Cari figli, con materno amore e materna pazienza, guardo il vostro continuo vagare ed il vostro smarrimento. Per questo sono con voi. Desidero anzitutto, aiutarvi a trovare e a conoscere voi stessi, affinché poi possiate capire e riconoscere tutto ciò che non vi permette di conoscere sinceramente e con tutto il cuore l’amore del Padre celeste. Figli miei, il Padre si conosce per mezzo della Croce. Perciò non rifiutate la croce: col mio aiuto, cercate di comprenderla ed accoglierla. Quando sarete in grado di accettare la Croce, capirete anche l’amore del Padre Celeste. Camminerete con mio Figlio e con me. Vi distinguerete da quelli che non hanno conosciuto l’amore del Padre Celeste, da quelli che lo ascoltano ma non lo comprendono, non camminano con Lui, non l’hanno conosciuto. Io desidero che voi conosciate la verità di mio Figlio e siate miei apostoli; che, come figli di Dio, vi eleviate al di sopra il pensiero umano e, sempre ed in tutto, cerchiate nuovamente il pensiero di Dio. Figli miei, pregate e digiunate per poter comprendere tutto quello che vi chiedo. Pregate per i vostri pastori e bramate di conoscere, in comunione con loro, l’amore del Padre Celeste. Vi ringrazio.

Il privilegio di confessare a Medjugorje

Fra i primi pellegrini a Medjugorje, il sacerdote ciellino don Battista Gorla ricorda la sua esperienza in un viaggio nel 1983. La fiducia semplice “in ciò che vedevo, per cui non ho mai separato le conversioni grazie ai messaggi della Madonna dalle apparizioni” e la gioia. Poi negli ultimi 15 anni l’esperienza della confessione a Medjugorje che “edifica e conferma nella fede i sacerdoti”. Articolo di Benedetta Frigerio




Don Battista, quale fu il suo primo impatto con le apparizioni di Medjugorje?
Andai in Bosnia nel Natale del 1983 perché alcuni preti di Cl, fra cui Peretti, erano già andati a Medjugorje anche sotto la spinta di don Giussani ed erano tornati contenti. Appena decisi di andare, lo proposi ad alcuni amici e si riempì subito un pullman. Non sapendo dove alloggiare chiamai l’agenzia Bosniaca di Stato per chiedere un albergo, me ne indicarono uno a Mostar. Fu una bella esperienza e, per quello che potevo capire, ero entusiasta: la gente era contenta, gli incontri fatti erano stati edificanti e l’esperienza delle apparizioni ai sei ragazzini profonda. Anche se poi non ci tornai più fino al 2002, quando una ragazza mi rinvitò e io accettai dopo averci pensato su. Da allora le richieste di pellegrinaggi sono state continue ed ho sempre accettato. Ad oggi saranno oltre 40 i pellegrinaggi che ho fatto.

Cosa l’ha colpita di più in questi 15 anni di viaggi a Medjugorje?
E’ stato come entrare in Cl che era criticata da tanti: uno dei motivi per cui mi incuriosii era l’inconsistenza delle obiezioni che sentivo in giro. Non stavano in piedi. Anche quelle fatte da grandi teologi che dicevano che la Madonna chiacchierava troppo, che le apparizioni non erano approvate o che i veggenti si sono arricchiti. Andandoci, però, non mi è mai venuto spontaneo di verificare io se la Madonna appariva oppure no. Andavo da semplice pellegrino dalla Madonna, senza pretese. Credo sia una grazia avere questa posizione e credere senza resistenze alle apparizioni: non ho mai diviso gli aspetti positivi, come le conversioni, dalle apparizioni. Per me sono inscindibili, un tutt’uno. Anche se spesso si fanno ragionamenti troppo intellettuali, separando l’albero dagli innumerevoli frutti buoni. Se le parole della Madonna convertono milioni di persone, come possono essere inventate continuamente?

Il miracolo più grande che ha visto?
I fatti più sconvolgenti li ho visti mentre confessavo: ho assistito a conversioni straordinarie, da farmi piangere di commozione. Conversioni istantanee che hanno alimentato la mia fede nella vittoria di Dio. Gente con problematiche sessuali, con dipendenze o problemi matrimoniali, completamente cambiate dall’incontro con la Madonna. Ma anche persone che hanno cominciato a portare con serenità croci che prima le schiacciavano. Perciò capisco bene perché Giovanni Paolo II disse che se non fosse stato papa sarebbe andato a Medjugorje a confessare. L’ho proposto a molti preti come sfida: "Prova!". I preti, infatti, hanno questo privilegio di poter toccare con mano i frutti della potenza della grazia.

Cosa pensa delle polemiche sorte dopo le dichiarazioni del papa di ritorno da Fatima?
Quella resta la sua opinione personale che non condivido. Ora non mi interessa entrare nelle polemiche per difendere Medjugorje sullo stesso piano in cui viene attaccata. Continuerò a dire cosa mi è successo, cosa succede e seguo le disposizioni pastorali della Chiesa per quanto riguarda i pellegrinaggi che faccio, in attesa di un pronunciamento ufficiale della Chiesa.

Fonte: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-privilegio-di-confessare-a-medjugorje-19859.htm

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