Maria a Medjugorje

Messaggio del 25 Dicembre 1991: Cari figli, oggi in modo speciale vi porto il piccolo Gesù perché vi benedica con la Sua benedizione di pace e di amore. Cari figli, non dimenticate che questa e' una grazia che molta gente non comprende e non accetta. Perciò voi, che dite di essere Miei e chiedete il Mio aiuto, date tutto di voi stessi, anzitutto date il vostro amore e l'esempio nelle vostre famiglie. Voi dite che Natale e' la festa della famiglia; allora cari figli, mettete Dio nelle vostre famiglie al primo posto, affinché Egli possa donarvi la pace e proteggervi non solo dalla guerra ma, anche in tempo di pace, da ogni assalto satanico. Se Dio e' con voi avete tutto, mentre quando non lo avete, siete poveri e persi e non capite dalla parte di chi state. Perciò, cari figli, decidetevi per Dio e poi riceverete tutto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

La Madonna, don Michele e “i ricordi di Vicka”

12/10/2020 - Visite: 566
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Abbiamo parlato con don Michele Barone, che ha recentemente pubblicato un colloquio con la veggente di Medjugorie cui è più legato: per la prima volta Vicka si racconta, scendendo nei fatti della sua poverissima infanzia. La vita domestica, la famiglia, e poi le apparizioni...

Don Michele Barone è un sacerdote del Santuario “Mia Madonna, Mia salvezza” di Casapesenna, in provincia di Caserta, è licenziato in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Lateranense. Un sacerdote molto attivo, Teologo, Esorcista, nonché giornalista, già collaboratore de “L’Osservatore Romano”, attualmente Direttore Editoriale del mensile “Maria”, collabora con la rivista ”Miracoli” e con altre testate nazionali. E’ opinionista religioso per le reti Mediaset e Rai, dove spesso lo si incontra nelle trasmissioni come “Pomeriggio 5”, “La vita in diretta” e “Storie vere”.

Don Michele è un veterano di Medjugorje ed è molto legato a tutti i sei veggenti, ma in particolar modo a Vicka Ivankovic; con lei ha scritto il libro: “A Medjugorje con Maria“, la prima autobiografia autorizzata della veggente, che si racconta nel quotidiano della sua vita familiare. Vicka Ivankovic, forse la più amata tra i sei veggenti, rimettendosi completamente al giudizio di papa Francesco e della Chiesa, in questo libro narra i fatti straordinari di cui è stata protagonista fin da ragazza, da quel lontano 24 giugno 1981. Eventi che le hanno sconvolto e trasformato, non solo la sua vita, ma quella della sua famiglia, della sua parrocchia e della sua comunità.

Per la prima volta la veggente narra i fatti della sua poverissima infanzia, racconta aneddoti dei suoi genitori e dei nonni, dettaglia nei particolari la prima apparizione della Gospa. Racconta di come la Madonna ogni giorno si presenta a lei, sempre alla stessa ora, alle 17 e 40, le parla e le da dei messaggi per il mondo. Vicka parla di se, come non ha mai fatto fino ad ora, narra episodi inediti della sua quotidianità, del suo matrimonio e della sua famiglia. Racconta della sua malattia e di come non ha mai smesso affidarsi alla volontà di Dio, nonostante questo, cercando rifugio nelle braccia della “Signora dagli occhi celesti”, la sua Gospa. La storia dei 34 anni di questi fatti straordinari che avvengono in quello sperduto paesino della Bosnia, visti con gli occhi di una delle sei veggenti. Un libro unico, sia per coloro che si sentono legati alle apparizioni di Medjugorje, che per coloro che alle apparizioni non credono e vogliono, però documentarsi, alla luce di una vita vissuta tra quelle colline bosniache.

Un libro nato forse per caso, da una proposta fatta da Don Michele a Vicka, cosi lo racconta nella prefazione. “Quando l’autunno scorso – era il 2014 – parlando con Vicka, le proposi di raccontarmi tutta la sua esistenza alla luce della sua fede limpida e cristallina, anche perché allo stato attuale non esisteva ancora una sua autobiografia ufficiale, mi rispose: «Pregherò per questa richiesta e al tuo ritorno ti darò una risposta!», Così quando per grazia di Dio a distanza di un mese mi sono recato di nuovo in pellegrinaggio a Medjugorje, incontrandola mi confermò la sua disponibilità a questo dialogo fraterno, per me fu motivo di tanta gioia. Dopo un’intensa preghiera condivisa, ho raccolto ì suoi racconti così semplici e ricchi di significato. Siamo partiti dall’esperienza della sua povertà di vita, di ieri e di oggi, per poi passare alla grande ricchezza spirituale che ha raggiunto grazie alle apparizioni e a una quotidianità immersa nella preghiera e nell’impegno di testimonianza. La sua vita umile si è via via arricchita grazie al suo cenacolo familiare, che sì è realizzato per volere di Dio con il suo sposo Mario, per essere poi benedetto da due splendidi bambini: Maria Sofia e Antonio. Dai suoi occhi lucenti e penetranti, dalla sua voce ferma e soave, ho potuto scorgere la verità del suo racconto segnato dall’autenticità delle sue parole sgorgate da un cuore traboccante di amore. Vicka è una donna semplice e umile! Vicka è una mamma e una sposa! Vicka possiede un’anima che non sì risparmia e a tutti si dona con amore. Ogni giorno, davanti alla presenza di Gesù, è sostenuta dall’amore materno di Maria Santissima invocata come “Regina della Pace” sia cercando di portare a compimento nella propria vita e all’interno della propria famiglia la vocazione alla quale il Signore l’ha chiamata, quella di raggiungere la santità ... ”.

Nelle pagine del libro ci sono fatti raccontati nei dettagli, alcuni deiquali se ne conoscevano solo frammenti, come ad esempio la storia dei due rosari. Questo bellissimo episodio Vicka lo racconta così:“Ricordo che un giorno ero con mia sorella Mirjana e il mio fratellino Francesco e stavamo sistemando la motozappa per andare a prendere la legna in campagna. Lui è salito sul piccolo trattore e mentre saltellava ha trovato due rosari, li ha presi in mano e ha detto: “Ecco, la Madonna ha lasciato due rosari, uno per la mamma e uno per la nonna, perché vuole che preghino di più”. I due rosari erano diversi da quelli che avevamo visto fino ad allora. Ricordo che su una corona vi era un grande crocifisso con le quattordici stazioni della Via Crucis e sull’altro, negli angoli, delle reliquie, come poi ci dissero. Non erano nuovi, ma usurati, come se qualcuno li avesse usati molto per pregare. Alla fine la mamma è andata in tutte le case del villaggio per domandare di chi fossero o se qualcuno li avesse persi, ma nessuno li reclamava. Quando sono iniziate le apparizioni, la Madonna mi ha detto: ‘Ti sono stati dati come dono da Dio per il vostro bene!’”.

Fatti come questi, certamente non usuali, incidono profondamente la vita di una persona, la rendono particolare, Vicka non la pensa così e dice di se stessa, nel libro:“ ... Nonostante tutto quello che è successo e che succede ancora, non mi sento speciale. Sono una persona normale, come tutti. Sono fortunata, sì, ma sono una donna come le altre e devo vivere quello che ricevo con tanta umiltà, perché Dio stesso, quando si manifesta e ci fa alcuni regali come qui a Medjugorje, lo fa con grande semplicità e umiltà. L’unica cosa di cui devo preoccuparmi è accettare i suoi disegni con tutto il cuore, perché si senta libera di fare con me ciò che corrisponde ai suoi progetti.”

Anticipiamo alcuni passi del libro. Vicka racconta la sua infanzia: “ ... Sono nata a Bijacovici, vicino a Medjugorje, il 3 settembre 1964. Il mio vero nome e Vida, che significa vita: Vicka è il diminutivo, e tutti mi hanno sempre chiamato così ... Non ho conosciuto i nonni ma solo le nonne ... In questo momento affiorano nella mia mente tanti ricordi bellissimi legati a loro due ... E’ stata nonna Vida che mi ha allevato. Fin da piccola, appena nata, dormivo nel letto con lei e assieme ai miei fratellini.
Ogni mattina quando ci svegliavamo -eravamo cinque sorelle e tre fratelli- la nonna ci preparava una buonissima colazione. L’ingrediente migliore, quello che rendeva tutto più buono e speciale, era l’amore. ... Prima dei pasti, la nonna diceva sempre queste parole:”Il Signore ci benedica. Prima preghiamo e salutiamo la Madonna che benedice il cibo, poi mangiamo e andiamo” ... (La sera) Dopo aver mangiato, infine, recitavamo tutti insieme il rosario. Era proprio in questo momento che la nostra famiglia si univa ancora di più nell’amore e nella lode al Signore. In quel tempo la preghiera era ciò che univa le famiglie. ... “ Il racconto di un’infanzia, povera ma dignitosa, scandita dal tempo delle preghiera, in una famiglia che proprio nelle preghiere si sentiva unita. La veggente racconta anche dei genitori e su di loro dice:” ... I miei genitori sono stati persone meravigliose. Erano molto credenti, profondamente legati e affezionati alla chiesa, come del resto tutta la gente del nostro paese. ...
Mio padre si chiamava Peter ed è morto nel 2007. E’ stato straordinario per mantenerci. I comunisti lo avevano arrestato, ma dopo essere stato rilasciato non si sentiva comunque al sicuro, così è andato a lavorare per trentacinque anni in Germania. Ha speso metà della sua vita lontano da noi per non farci mancare nulla, anche all’interno della nostra povertà. ... Mia madre si chiama Zlata, ha sessantotto anni e ringraziando la Madonna è ancora viva. Il suo amore per tutti noi è stato ed è sempre molto grande. ... Ogni giorno andava a lavorare nei campi e nelle vigne.”
Nei ricordi di Vicka, riportati nelle pagine del libro, una costante, come abbiamo già detto, la preghiera che sembra essere una costante di vita, che scandisce il passare del tempo, cosi racconta veggente: “Il nostro lavoro era costantemente accompagnato dalla preghiera. Quando sopraggiungeva l’ora dell’Angelus, tutti insieme ci fermavamo e recitavamo questa bellissima preghiera. .. La domenica era per noi il giorno più bello e importante della settimana, quello che suscitava nel nostro cuore una grande emozione. Sapevamo bene che era il giorno del Signore e per nessun motivo al mondo potevamo mancare all’incontro con Lui. ... Ho avuto sempre un bellissimo rapporto con Gesù e con la Madonna; anche prima delle apparizioni mi sentivo molto vicina a loro, ma in maniera diversa rispetto a quando ho iniziato a vedere la Vergine tutti i giorni. ...” Sul libro, ma anche su altri argomenti abbiamo interpellato don Michele Barone, guida spirituale in molti pellegrinaggi a Medjugorje e grande amico delle veggenti Mirijana Dragi?evi? e Vicka Ivankovi?.

- Don Michele, cosa ha di tanto particolare Medjugorje? Perché milioni di pellegrini ogni anno si recano lì?

Medjugorje è un luogo speciale, in quel luogo, il pellegrino viene avvolto da una grazia di Dio, è rapito da Lui nel momento che gli apre il cuore. Quello che mi ha sempre colpito nei pellegrinaggi, che nonostante non ci sia mai un minuto libero da momenti di preghiera, nessuno mai si sente stanco. Anche le salite al Kricevac, dove è posta la grande Croce bianca e quella del Podbrodo, la collina delle apparizioni, diventano un cammino leggero. Si sale per quei percorsi ripidi, aggrappati alle rocce nude, ma non si avverte alcun tipo di stanchezza. Alcune volte mi è capitato che in dei gruppi vi erano persone anziane che, nelle loro case, non riescono a salire nemmeno una piccola rampa di scale, ma a Medjugorje riescono a salire quasi mille metri, senza ravvisare nessun minimo sforzo. Del resto una volta la Madonna disse: “Quando voi salirete quel monte, lui si abbasserà davanti a voi!”

- Tutti i pellegrini che sono andati, anche solo una volta a Medjugorje, hanno detto che è un luogo speciale, per te in particolare che significato ha?

Ogni volta che vado lì, sento che la mia anima si riconcilia con Dio, avverto sempre profonde e nuove emozioni spirituali. Medjugorje è un luogo dove ci si dimentica di tutte le difficoltà e i problemi, che ogni giorno siamo costretti ad affrontare. L’esperienza del pellegrinaggio a Medjugorje ti segna nell’intimo della tua esistenza. Quando mi chiedono che differenza c’è tra Medjugorje e gli altri santuari dico sempre: ”Negli altri luoghi, come Lourdes, Fatima, eccetera, senti che la Madonna c’è stata, ma a Medjugorje senti che la Madonna c’è, è presente!”. Ne sono certo, anche per le testimonianze di tanti miei pellegrini, che mi raccontano come in quel luogo sentano la pace nel cuore, si sentono riconciliati con Dio e avvertono l’esigenza di cambiare vita, di convertirsi. Coloro che tornano da Medjugorje, a casa non sono più le stesse persone, iniziano un vero cammino di fede.

- Un’ultima domanda sul volume che hai appena pubblicato, qualcuno potrebbe dire “Ma c’era la necessità di un nuovo libro su Medjugorje?”

E’ da oltre trent’anni, che numerosissimi pellegrini e anche semplici curiosi e scettici, si arrampicano su quelle pendici irte di rocce e rovi, affermando di aver trovato qualcosa di speciale in quel luogo. Ecco nel libro, Vicka per la prima volta racconta molte cose su di sé e su Medjugorje. Parla della sua infanzia, della sua famiglia molto povera, dei nonni e dei genitori della sua vita, insomma. Una testimonianza, la sua, direi di prima mano, sui fenomeni che avvengono a Medjugorje, un libro di una semplicità unica e un linguaggio accessibile a tutti. Un libro scritto in piena libertà, con l’amore e la Fede che contraddistingue la veggente. La sua testimonianza, che in maniera straordinaria, riporta particolari diversi inediti.

- Un libro tutto da leggere! E’ già uno dei best-seller Mondadori e presto sarà tradotto nelle maggiori lingue del mondo. Don Michele ringraziandoti per la tua disponibilità, ricordo il volume che si intitola: “A Medjugorje con Maria. I segreti che la Madonna mi ha affidato”, è edito da Mondadori– Piemme.

Nel giorno di Natale i messaggi che la Vergine dona, sono sempre due. Un primo, straordinario, che viene dato al veggente Jakov, il quale ha una sola apparizione all’anno, proprio nel giorno della nascita di Gesù; un secondo quello del 25 del mese, che è il messaggio alla parrocchia e al mondo che la Madonna diffonde mediante la veggente Marija.

Fonte: La Croce Quotidiano - Gennaio 2016