Maria a Medjugorje Messaggio del 20 dicembre 1983:Per diffondere i miei messaggi, vivete innanzitutto la pace nei vostri cuori. Senza di questa gli uomini non vi crederanno e rifiuteranno le vostre parole. Aprite il vostro cuore a Dio affinché egli vi riversi la sua pace.

Dall'ateismo all'amore alla Croce attraverso i messaggi




Arrivano spesso a noi testimonianze di conversione grazie alla Regina della Pace; tra le tante scegliamo questa: "Mi chiamo Alfonso T., ho 35 anni e sono nato e cresciuto in una famiglia cattolica a Guadalajara - Messico. Già da ragazzo imparai da una maestra a consacrarmi al S. Cuore di Gesù per mezzo del Cuore Immacolato di Maria.

Studiando in un collegio di gesuiti ebbi, ad un certo momento l'impulso ad entrare come gesuita; ciò mi fu però sconsigliato dopo il primo colloquio. Forse per ribellione, per l'orgoglio ferito o per la tentazione del demonio, approfittando dell'aria che si respirava negli anni '70, mi buttai a capofitto nel comunismo, nella lotta di classe. Mi interessai alla giustizia sociale assieme ai temi dell'astrologia, esoterismo e religioni orientali.

Nel frattempo mi sono laureato in medicina specializzandomi in uno dei migliori ospedali di Madrid. Durante gli anni che vissi in Europa nutrivo simpatia verso il risorgimento del socialismo spagnolo; passavo il tempo in feste, ricerca del piacere, in un crescente affanno materialista pieno di egoismo e di ambizione per la mia fama. Rientrato a Guadalajara continuai ad interessarmi a tutto ciò che mi stava sempre più allontanando da Dio: astrologia, controllo mentale, meditazione trascendentale, reincarnazione. Erano già molti anni che non andavo più a Messa, che non mi confessavo e che avevo abbandonato l'orazione. Però nel fondo del mio cuore sentivo un gran vuoto spirituale.

Furono alcuni libri che mi capitarono tra le mani in libreria che mi scossero profondamente; i titoli sono: "Le apparizioni di Medjugorje" del Padre Svetozar Kraljevic e "Medjugorje, scuola della Madonna" del Padre Tiberio Munari, saveriano. Non furono tanto i segni prodigiosi (la danza del sole come a Fatima, le guarigioni miracolose o le molte conversioni) a colpirmi profondamente, quanto i messaggi della Madonna: orazione, digiuno e abbandono in Dio, nella sua Provvidenza. Erano messaggi che superavano il mio razionalismo ateo e materialista, nel quale io ero caduto durante i miei anni di "ricerca" e di perdizione. I messaggi andavano contro la mia maniera di vivere e di pensare. Per questo il "salvataggio" della Madonna non fu facile, ma pian piano è stata Lei il mio "cammino" fino al suo amato Gesù.

Questa rinascita attraverso l'incontro con la Vergine di Medjugorje nell'orazione quotidiana del S. Rosario, il digiuno e l'Eucaristia, mi ha portato a servire al meglio i miei ammalati e i poveri nella mia professione di medico. Dio ha voluto poi regalarmi una bella famiglia, una sposa che è sempre stata il mio appoggio e il nostro bambino di tre anni, dono del Signore e nostra costante allegria. Al di sopra della ragione e in opposizione ai desideri umani, il Signore ha poi voluto farmi un gran regalo: l'amore alla Croce, alla povertà, alla vita sobria e modesta. Ultimamente attraverso alcune malattie il Signore ha voluto associarmi alla sua Passione dolorosissima, mi ha invitato a seguire la sua Croce con la mia piccolissima dietro di Lui, nel cammino stretto che conduce al Paradiso".

Fonte: Eco di Maria nr. 141

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