Maria a Medjugorje Message of June 2, 2015:Dear children, I am calling you to spread the faith in my Son - your faith. You, my children illuminated by the Holy Spirit, my apostles, transmit it to others - to those who do not believe, who do not know, who do not want to know - but for that you must pray a lot for the gift of love, because love is the mark of true faith - and you will be apostles of my love. Love always, anew, revives the pain and the joy of the Eucharist, it revives the pain of the Passion of my Son, by which He showed you what it means to love immeasurably; it revives the joy for having left you His body and blood to feed you with Himself - and in this way, to be one with you. Looking at you with tenderness, I feel immeasurable love which strengthens me in my desire to bring you to a firm faith. Firm faith will give you joy and happiness on earth and in the end the encounter with my Son. This is His desire. Therefore, live Him, live love, live the light that always illuminates you in the Eucharist. I implore you to pray a lot for your shepherds, to pray so as to have all the more love for them because my Son gave them to you to feed you with His body and to teach you love. Therefore, also you are to love them. But, my children, remember, love means to endure and to give, and never, ever to judge. Thank you.

Il Cardinale Schonborn: "Dove c'è Maria la Chiesa si rinnova"




In una intervista a Lourdes l'arcivescovo di Vienna ha affermato: "Nei santuari mariani si prova ciò che rende la Chiesa viva: si ha la sensazione che Dio è vicino e non in maniera astratta, ma proprio concreta e reale, grazie a Maria che, come nessun altro rappresenta la vicinanza del cielo alla terra". Interrogato su Medjugorje, che è molto presente in Austria, egli ha detto: "Non sono ancora stato a Medjugorje, ma in un certo senso ci sono stato molte volte, grazie a coloro che ci sono stati e nella cui vita vedo molti frutti. Mentirei se dicessi diversamente. Questi frutti sono ben evidenti e concreti. Nella nostra diocesi e in molti altri luoghi assisto alla grazia della conversione, della vita soprannaturale nella fede, della grazia della gioia, della vocazione, della salvezza, della riscoperta dei sacramenti, della confessione, tutto ciò non è un inganno. Pertanto posso dire che i criteri che ho, come vescovo, sono i frutti e, se si deve giudicare l'albero dai frutti, si tratta proprio di un albero buono".

All'osservazione che dagli avvenimenti di Medjugorje sono sorte varie comunità, tra cui Kraljice Mira e Lamm in Austria, gli è stato chiesto se tutto questo può condurre a nuove prospettive per il futuro della Chiesa. "Certo -ha risposto- credo che Maria agisca sin dall'inizio nel silenzio, ma in maniera molto efficace. L'uomo presta meno attenzione alle 'piazze', raramente viene toccato dalle discussioni, anche se il dialogo ci deve essere, ma tutto ciò non basta, né per la vita personale, né per quella della comunità. E in Maria la Chiesa è sempre personale, poiché non è una grande istituzione, né un grande sistema teologico, ma è percepibile, comprensibile solo nella sua maternità, nella sua verginità, nella sua bellezza e nella sua infinita gentilezza. Soprattutto nei luoghi mariani ci si rende conto che la Chiesa non è innanzitutto un'istituzione, come la si definisce tanto negativamente, ma è la sposa di Cristo, per la quale Cristo ha donato la vita: è meravigliosa ed è la madre di tutti gli uomini. E tutto ciò si trova in Maria. Per questo Maria è presente ovunque la Chiesa si rinnovi e dove c'è Maria, la Chiesa si rinnova. Non è un caso che le comunità, che sorgono dalla Chiesa, sono legate nella maggior parte dei casi a Maria e ai suoi luoghi di grazia".

Interrogato sull'atteggiamento di rifiuto da parte di certi vescovi per Medjugorje, che pure è un frutto di grazia mondiale, e poi se l'ultimo documento del Vaticano al vescovo de La Réunion sia una risposta soddisfacente (26 maggio 1998), egli ha risposto: "La lettera del segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede (Vedi Eco 140; p.4) chiarisce in maniera amichevole quello che negli ultimi anni è sempre stato l'atteggiamento ufficiale della Chiesa su Medjugorje e cioè che la questione viene lasciata consapevolmente aperta... Non si nega né si esclude che i fenomeni possano avere un carattere soprannaturale. Certamente la Chiesa non si esprimerà definitivamente finché i fenomeni continueranno sotto forma di apparizioni o di eventi simili, ma il compito dei pastori è quello di promuovere ciò che cresce, ciò che mostra dei frutti, di proteggerlo, se necessario, anche dai pericoli che naturalmente sono ovunque. Anche a Lourdes bisogna sempre preoccuparsi di evitare che il dono originario non sia soffocato da sviluppi errati. E anche Medjugorje non ne è immune. Pertanto è o sarebbe importante che anche i vescovi dedichino consapevolmente le proprie attenzioni pastorali a Medjugorje affinché quelli che sono i frutti evidenti siano protetti da sviluppi errati"

Fonte: Medjugorje, un invito alla preghiera, I trim. '98, Tocco di Casauria - Pescara

Visite: 1152

TAGS: AustriaChristoph SchönbornTestimonianzaVescovo