Maria a Medjugorje November 25, 1998:Dear children! Today I call you to prepare yourselves for the coming of Jesus. In a special way, prepare your hearts. May holy Confession be the first act of conversion for you and then, dear children, decide for holiness. May your conversion and decision for holiness begin today and not tomorrow. Little children, I call you all to the way of salvation and I desire to show you the way to Heaven. That is why, little children, be mine and decide with me for holiness. Little children, accept prayer with seriousness and pray, pray, pray. Thank you for having responded to my call.

Il Rosario e l'amore salvano dalla droga




Il ritmo alternato dell'Ave Maria scandisce le giornate nella Comunità Cenacolo, ormai nota a tutti per l'uso della preghiera come cura della tossicodipendenza. "Da noi si recita il rosario tre volte al giorno, come i pasti" afferma sr. Elvira, la fondatrice della Comunità. "Come si nutre il corpo per lavorare, la preghiera sostiene la gioia, la speranza, la pace. È importante avere dei modelli, e il nostro è la Madonna".

In quindici anni di vita la Comunità ha accolto 15 mila tossicodipendenti che hanno ritrovato la via d'uscita dalla droga proprio avvalendosi della preghiera, soprattutto del rosario: "La Madonna a Lourdes, a Fatima a Medjugorje ha raccomandato il rosario. Evidentemente in questa preghiera c'è un potenziale misterioso" continua la suora piemontese, "la corona guarisce la psiche, è una forza che passa nelle vene. È una presenza, non solo un segno." Il metodo usato nelle 27 case sparse in tutto il mondo è quello cristiano, applicato radicalmente: se l'uomo è immagine di Dio, solo lui può ricostruirla. Ecco perché essi chiamano i loro centri "scuole di vita" e non "comunità terapeutiche" e invece di "cura" si parla di "cammino di resurrezione". Spiega sr. Elvira "Abbiamo delle regole rigide ed esigenti perché i ragazzi devono familiarizzare con la croce ed imparare a portarla. Non imponiamo nulla, rispettiamo la loro libertà, perché la vera libertà è conoscere chi li ha creati. È una verità che proponiamo in modo graduale e differenziato, ma a noi non basta la guarigione, vogliamo la salvezza. Se li togliamo dalla droga e poi tornano fuori senza un ideale, restano dei disperati". Si calcola che almeno l'80% degli ospiti di questa comunità guariscano definitivamente.

Il "Campo della vita", la casa nata a Medjugorje 9 anni fa, conta circa 80 ragazzi di 18 nazioni diverse. La loro presenza è una realtà importante per Medjugorje perché testimonia "dal vivo" come la Madonna sia venuta realmente a salvare i suoi figli, e tra questi i giovani caduti vittima della droga, una grave piaga di questo secolo. "Quando si congedano facciamo una festa in cui consegno loro la croce e il rosario: la croce perché la incontreranno subito e il rosario perché dalla preghiera non dovranno separarsi più". Però non tutti vanno via, anzi sono numerosi i "volontari per amore", ragazzi già distrutti dalla droga che diventano missionari per gli altri (addirittura alcuni gestiscono una Casa in Brasile da soli).

Non temono le responsabilità perché hanno imparato a conoscere la paternità di Dio che si occupa di provvedere quotidianamente il cibo. Nessuno infatti paga la retta alla Comunità né vengono accettati contributi pubblici perché i giovani comprendano che la società non deve pagare per loro, ma loro stessi con i sacrifici e il lavoro sostenuti dalla fiducia in Dio. Riconosciuta a livello diocesano la Comunità Cenacolo conta tanti collaboratori che si offrono come strumenti in questa grande opera di amore: laici, coppie, consacrati e consacrate, oltre a 800 famiglie che hanno capito che solo l'amore salva!

Fonte: Eco di Maria nr.146 - (ridotto da Avvenire del 12.3.'99)

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