Maria a Medjugorje Messaggio del 3 gennaio 1985:Cari figli, in questi giorni il Signore vi ha concesso grandi grazie. Questa settimana sia per voi tempo di ringraziamento per tutte le grazie che Dio vi ha concesso. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

La testimonianza di Igor data dopo la rappresentazione “Medjugorje anno 6°” il 5 aprile in una grande sala a Trieste.




IGOR: occhi azzurri e profondi in un volto d’asceta, incorniciato da una leggera barbetta. Alto, magro, veste jeans. A guardarlo ti ispira simpatia; dopo averlo ascoltato vorresti abbracciarlo. Certamente per lui pregherai sempre.

“La mia esperienza è cominciata prima di andare a Medjugorje, due anni e mezzo fa, a casa mia. Ero in un periodo che non credevo in Dio. Vivevo in un momento particolare della mia vita, come purtroppo tanti altri giovani della mia età sperimentano e vivono.

In un momento forse che non c’era speranza, ecco che proprio in questo momento particolare giunge al mio orecchio che qualcosa stava succedendo in un posto.

E questo tramite mia madre che, sempre in questo momento particolare. mi aveva detto una sua esperienza personale: che Dio agisce in noi, che Dio non è soltanto il Dio del miracolo, il Dio che ha tutto quanto creato, ma è il Dio che anche ci aiuta.

Diciamo, in questo momento avevo bisogno di qualche speranza. Preso dalla droga, preso da sensi, preso da tante cose che il mondo offre gratuitamente a tutti quanti i giovani, avevo bisogno di uscire.

Ecco che in questo momento particolare, quando il Signore mi aveva già in questa maniera colpito, ma che troppe cose, e diciamo la più importante il peccato mi opprima, è non volevano lasciarmi aprire al Signore, ecco mia madre mi porta à casa un libro, dalla copertina bianca con una grande croce su sfondo azzurro (La Madonna a Medjugorje - Ed. Bertoncello). Proviamo a leggerlo. Ne ho letto tanti di libri .. Apro la prima pagina, leggo l’intestazione, poi sfoglio e mi trovo qualcosa di molto strano: “lo sono la vostra Madre e voglio da voi la pace, la pace, la pace”. E questa cosa in quel momento mi ci voleva, e resto scosso. Mi viene da piangere e piango, perché il Signore mi aveva già colpito in qualche maniera. Ed ecco che mi entra nel cuore questo dubbio!: è mia madre? Ma come è possibile che sia mia madre? Ecco che mi affiora dal profondo del cuore quel poco che ricordo del catechismo di quando ero piccolo da dieci, dodici anni che non praticavo, non seguivo il Signore —. Ecco mi ricordo che è vero che è Madre di Gesù, e qui nasceva il problema: se Gesù è Dio, Lei può essere anche mia madre, sì. Questo l’ho scoperto dopo. Pero questa verità mi era entrata in quel momento nel cuore: proprio che Lei era Mia Madre.

Allora compresi che dovevo cambiare e avevo tante cose da cambiare e anche un po’ gravi, erano cose che mi opprimevano.

Ma ecco la speranza che mi ritorna leggendo il libro. L’ho letto tutta la notte; l’ho finito lo stesso giorno. Lei prometteva che con la preghiera, il digiuno e la penitenza tutti noi possiamo cambiare, anche i peccatori più incalliti. E allora l’unica cosa che posso fare è provare. Provo. E ho cominciato.

Un’altra grazia è di aver una chiesetta vicino alla mia casa, quindi la paura che potevo avere in quel momento, paura di essere giudicato dagli amici, il Signore inizialmente me l’ha tolta e ho cominciato a pregare, a chiedere aiuto al Signore perché mi cambi.

Ecco li, la prima grazia che mi ha dato è la conversione. Subito dopo mi aiuta concretamente e mi dà la forza di smettere di fumare, di ubriacarmi e di drogarmi. Questo primo fatto mi aiuta a continuare “ad aver fiducia, perché se mi ha fatto fare questo passo, sicuramente me ne fa fare, penso, più di un altro. Ed ecco in me nasce il desiderio di andare a ringraziare innanzitutto per questo la Madonna, beh, diciamo “la Mamma’’, dai, mi piace più. La Madonna è un bel nome, “Signora”, però “Mamma” è più bello (battimani). Questi applausi sono per Lei, e allora più forte (un altro battimani più lungo e più caloroso ancora).

Adesso arrivano nuovi problemi, il problema che non avevo coraggio di confessarmi perché mi pesavano i miei peccati, inizialmente, mi pesavano tanto. Però anche ora mi viene incontro la mia mamma terrena, che mi presenta un sacerdote, il quale con le buone maniere mi fa comprendere che è una cosa importante quella della conversione e quella soprattutto della confessione. Vado da lui, mi confesso, confessione rapida rapida e poi scappo via. Arrivo a casa, mi torna il tormento. Niente da fare. Non è andata bene. Devo dire tutto quel che mi pesa. Allora il giorno dopo riparto, vado di nuovo da lui, ed ecco che sorgono altri problemi, proprio delle tentazioni molto forti, da aver paura, che mi si accavallano una sopra l’altra, ed avevo un timore grandioso di andare da quel sacerdote a confessarmi. Vedevo proprio del cose stranissime, come delle visioni.., che sarei morto per strada... insomma cose strane che poi me le sono spiegate chiaramente, avete capito come...

Prendo forza, vado giù; niente. A metà strada vedo che non succedé niente e dico: “Se la Madonna mi ha portato fino a qua, se la Mamma mi ha portato fino a qua, vado fino in fondo”.

Ed ecco che nella confessione questa volta più profonda, dopo aver avuto paura ed essermi vergognato, ecco che veramente sento che qualcosa cambia. Veramente mi sentivo un altro. Con la confessione mi sembrava di volare. Qui non resta altro che trovare il modo di andare a Medjugorje. Sempre più forte questo desiderio. A questo punto una “sorella” mi da l’opportunità di andare a Medjugorje — era problema di soldi, ero disoccupato, non trovavo lavoro, forse anche perché non avevo tanta voglia —. La “sorella” mi aiuta ad andare laggiù. Andare laggiù: il fatto più grande è proprio di sentire la Mamma.

Un paio di chilometri prima di arrivare a Medjugorje, ecco sento proprio la Sua presenza, la sentivo proprio. E la risposta che era la sua presenza è il fatto che mi sono messo a piangere, proprio perché sentivo la sua presenza, qualcosa che mi abbracciava, che mi dava la forza soprattutto, in un certo senso quasi mi ringraziava per quello che non avevo fatto...

Ed ecco in quel periodo un’altra grazia: il fatto di restare nell’interno della Chiesa, mentre le prime esperienze di Chiesa erano superficiali, quando guardavo molto il comportarsi dei cristiani e allora ero un po’ deluso della mancanza di coerenza.

Ecco che volevo tornare come prima, soltanto però starmene nel mio piccolo eremo a pregare e ringraziare il Signore. Era però un non partecipare assieme agli altri, e già questo era uno sbaglio. Dovevo muovermi e partecipare per essere partecipe di questo piano che il Signore sta affidando a ognuno di noi. Questa è l’esperienza che ho fatto. Ritorno una terza volta a Medjugorje: esperienza della Messa, che in quel momento mi ha stravolto. Il sentire che veramente il Signore è presente nella Messa, che tutta la Trinità è presente nella Messa e che quindi la Madonna appare a Medjugorje, si, ma a ogni Messa è presente, e ancora più a ogni buona opera che facciamo nel Suo nome Lei è presente in noi... proprio questo mi ha dato la forza di dire: “Beh, posso non aver paura. E anche se qualche volta posso averla, devo superarla immediatamente, perché è mancanza di amore nei suoi confronti, perché è come non credere che Dio è onnipotente, quindi che è dappertutto e ci ama sempre ed è con noi in ogni momento ...”

E questa esperienza della Messa m’ha fatto riscoprire che Medjugorje è un posto particolare, ma è presente in ogni chiesa, in ogni posto è presente Medjugorje se noi lo vogliamo vivere.

Anche se Medjugorje resta sempre un posto particolare dove il Signore dà delle grazie particolari. Ecco, tutto qua. Pace a Voi!”

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