Maria a Medjugorje Messaggio del 25 novembre 2003:Cari figli, vi invito che questo tempo sia per voi un incentivo ancor più forte alla preghiera. In questo tempo, figlioli, pregate affinchè Gesù nasca in tutti i cuori, particolarmente in quelli che non lo conoscono. Siate amore, gioia e pace in questo mondo senza pace. Io sono con voi e intercedo presso Dio per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

UNA FOTOMODELLA: A Medjugorje sbalzata da cavallo... ha visto il suo SIGNORE




22 anni: un volto dolcissimo, ormai tutto sorriso, nasconde una tristissima storia. Dalla cruda descrizione che ella mi fa della sua “vita demoniaca” vuol far risaltare la grandezza della misericordia che Dio le ha usato, come esempio per tutti della sua paziente attesa verso i peccatori (1 Tim 1).

“Le racconterà brevemente come Dio mi ha rovesciato da cavallo sulla via di Damasco e mi ha portato a cambiare vita. Non fui mai una ragazza pura, sempre esperienze di peccato. Educata duramente da mio padre, poco più che sedicenne, per dispetto, mi sono data al suo socio. Poi a 17 anni un aborto. A 18 lasciai la casa per lavorare a Milano nella moda. E lì, essendo una bella ragazza, entrai nel giro delle persone ricche, conobbi certi ambienti e, sempre più ambiziosa di diventare qualcuno nella TV e giornali, cominciai a vivere tra i più ricchi d'Italia. Ma la scarsità di lavoro, causa la concorrenza, e il bisogno di soldi mi spinse a chiedere denaro a mio padre. Unica risposta: “Se vuoi star bene devi tornare con me!”.

Dissi: No! In me cresceva sempre più una mentalità contorta, piena solo di cattiveria. Il bisogno di soldi mi faceva sognare di incontrare un miliardario -molte ragazze lo avevano- essere la sua amante e soddisfare tutti i miei desideri per essere indipendente dal padre: questa sarebbe stata -la mia felicità.

Un amico mi aiutò ad entrare in un giro di miliardari a livello europeo. Iniziai a prostituirmi con una persona, prima dolce e poi decisa a sfruttarmi, anche se non per strada. Ho cominciato dicendo: quando - avrò fatto un po’ di soldi, smetterà. Ma più ne guadagnavo, più ne spendevo e più ne avevo bisogno per stare con persone ad alto livello. Ero ammirata, mi -portavano qua e là, ma sempre più infelice perché sensibile, avrei voluto affetto: invece solo un ambiente nero, nero, e mi buttai alla cocaina e all’alcool fino a 19 anni..

Passavo le notti con uomini ricchissimi, sempre più portata alla prostituzione, mi svegliavo all’1 o alle 2 del pomeriggio, distrutta. Imbottita di sonniferi, continuavo a bere, trovando nessun amore, me solo crudeltà intorno a me. Così distruggevo tutto ciò che era umano in me e anche ogni ragazza che veniva con me.

Così fino a 19 anni e mezzo la mila vita fu solo tristezza. Fu allora che conobbi un uomo miliardario, col quale sono stata fino a 2 mesi fa. Di conseguenza ho smesso di prostituirmi, ma ugualmente passavo nottate con uomini ricchissimi in giro per il mondo. Nonostante quello uomo, ne frequentai ancora due o tre, che mi ricambiavano con regali, gioielli, vestiti. E ogni volta che mi capitava, avveniva in me una distruzione completa, sia psicologica che fisica, al punto che dovevo mettermi una maschera e, immedesimata in quella parte, riuscivo a superare me stessa, bevendo tanto.

In quest’ultimo anno ho avuto ancora 4 veri.., amori, ma uno dopo l’altro sono finiti, ed io mi accasciavo triste, delusa sofferente fino a tentare più volte il suicidio. Pensavo: Dio mi ha amaro togliendomi dalla prostituzione. Ora cercavo una fattura benevola per cambiare il mio uomo, che era un po’ pazzo; ma non cessavo di ricorrere a chiromanti, giochi delle carte, ecc., per sapere che cosa mi riservava la vita, perché in fondo sognavo ancora di incontrare un uomo puro per sposarmi e avere 5 o 6 figli e vivere in campagna. Avevo vicino una ragazza che, pur essendo nei miei stessi panni, usava verso di me una bontà infinita, ma io la trattavo male, ero una bestia.

Tutto sommato per 3 anni la mia vita è stata demoniaca.

Il mio io non esisteva più. Ho amato il sesso, il denaro e sono vissuta in mezzo a orgie e droga. Avevo tutto, e più di tutto quello che una ragazza può sognare. Ogni mio desiderio era soddisfatto, eppure la mia vita era vuota e morta. Sembravo la più fortunata, invece ero la più disperata. Agli occhi degli altri ero brillante e riuscita: in realtà tutto era finzione. Ero spenta e infelice. Così il mondo distrugge i suoi adoratori.

21 anni. Da un anno a questa parte ho cominciato a sentire il richiamo di Medjugorje: là c’era una Mamma che mi chiamava. Decisivo fu un documentario TV visto 6 mesi fa, che mi ha colpito profondamente. Mi son detta: quand’è che arriverà il giorno anche per me? Su un libro comprato all’edicola della stazione ho trovato 3 o 4 preghiere di Medjugorje, e sentivo un bisogno più forte di me di recitarle, anche se tornavo alle 2 o 3 di notte. Poi 4 mesi fa litigai col mio uomo, poi con un altro, poi con la mia migliore amica: li mandai tutti a quel paese. Era Qualcuno che mi staccava gradatamente dal passato: sentivo che qualcosa dentro di me stava cambiando.

A maggio mi capitò di parlare al telefono con una sorellastra quasi pazza, per la quale avevo pregato Santa Rita e che, andata a Medjugorje era poi guarita completamente. Lei insisteva: va’ a Medjugorje, ma dentro di me una voce ripeteva: non è ancora la tua ora. Avevo convinto una persona cara nei miei stessi panni di andare a Medjugorje: prima mi aveva riso in faccia, ma poi,andata, era tornata che sembrava un angelo: pregava, piangeva, amava Dio e si staccò da ogni divertimento. Sentivo che anche il mio momento stava per arrivare. Digiunavo anche una volta alla settimana. Ma quanti ostacoli fino all’ultimo non trovo posto in aereo,sono presa dai dubbi sui dopo: come staccarmi dalle mie abitudini? La sera prima di partire uscii con amici e feci, credo, gli ultimi peccati gravi. Finalmente parto e a Spalato incontro un gruppo di giovani meravigliosi. Arrivo a Medjugorje di notte. Rimango lì 3 giorni senza mangiare, senza dormire, perché nulla più mi interessa di queste cose.

Il mattino del 25 luglio.
non ricordo quando di preciso, comincio ad entrare in un’estasi di mente e di cuore: ero vicina a Dio. In questi 20 minuti Dio mi ha dato la grazia di sentire il suo amore (si commuove ricordandolo) e mi ha fatto vedere e sentire la sua strada. Quello che ho provato allora non l’ho più sentito, ma mi bastò perché chiudessi con la mia vita di prima e diventassi veramente povera. Ho dato via tutto: ori e soldi e sono rimasta proprio con niente. Vestir bene, truccarmi, essere bella, divertimenti, amici, il mondo in una parola che io credevo bello: tutto uscì improvvisamente dalla mia vita. Non esisteva più.

In questi 20 minuti sentii che la mia vita doveva essere solo in Cristo per Dio con la Madonna. Lei mi ha portato nelle mani di P. Jozo, che mi ha confessato e mi ha fatto sentire nella sua dolcezza che era Gesù a perdonarmi. Dopo una settimana tornai di nuovo a Medjugorje per passarvi un po’ di tempo. Non dico le grazie che ho ricevuto in quei giorni,soprattutto il grande amore alla preghiera, diventata l’incontro reale con Gesù e la sua Mamma, e nasceva pian piano in me il desiderio di una totale consacrazione.

Ritornata a Milano, è Gesù che ormai mi guida dove vuole, in comunità e in gruppi di preghiera. Sento spesso Gesù e il suo amore fino a star male. Senza la preghiera non potrei più vivere neanche un’ora. L’amore mio verso Gesù cresce giorno dopo giorno. Non penso al futuro, ma chiedo continuamente di abbandonarmi a Lui. Il demonio non smette di tentarmi in un modo fortissimo: non per farmi tornare alla vita di prima, ma volendo, con piccole cose, che però sono grandi, allontanarmi dalla mia vocazione. Passo a volte due o tre ore di dubbi e di angosce: sposarmi e fare bambini? Ma dopo aver fatto qualche preghiera sento un amore così grande e mi dico che”nulla, ne figli ne marito potrebbero darmi lo stesso amore”.

X., 24 settembre 1987

Fonte: Eco di Medjugorje nr.45

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