Maria a Medjugorje Messaggio del 2 giugno 2016:Cari figli come Madre della Chiesa, come vostra Madre, sorrido guardandovi venire a me, radunarvi attorno a me e cercarmi. Le mie venute tra voi sono una prova di quanto il Cielo vi ama. Esse vi indicano la via verso la vita eterna, verso la salvezza. Apostoli miei, voi che cercate di avere un cuore puro e mio Figlio in esso, voi siete sulla buona strada. Voi che cercate mio Figlio, state cercando la buona strada. Egli ha lasciato molti segni del suo amore. Ha lasciato la speranza. È facile trovarlo, se siete disposti al sacrificio e alla penitenza, se avrete pazienza, misericordia ed amore per il vostro prossimo. Molti miei figli non vedono e non sentono, perché non vogliono farlo. Le mie parole e le mie opere non le accolgono, ma mio Figlio, attraverso di me, invita tutti. Il suo Spirito illumina tutti i miei figli nella luce del Padre Celeste, nella comunione tra Cielo e terra, nell’amore vicendevole; perché amore chiama amore e fa sì che le opere siano più importanti delle parole. Perciò, apostoli miei, pregate per la vostra Chiesa, amatela e fate opere d’amore. Per quanto sia tradita e ferita, essa è qui perché proviene dal Padre Celeste. Pregate per i vostri pastori, per vedere in essi la grandezza dell’amore di mio Figlio. Vi ringrazio.

LA PIÙ BELLA CONFESSIONE DELLA MIA VITA




Dopo aver letto un libro sui veggenti mi è nato il desiderio di venire in pellegrinaggio a Medjugorje. Sono passati degli anni, ma io non avevo realizzato il mio desiderio. Viaggiando per lavoro nel 1998, le strade mi hanno portato da una signora che era andata molto spesso a Medjugorje e così abbiamo iniziato a parlare di questo. Allora mi ha dato un opuscolo sulla Madre di Dio a Medjugorje. Le dissi che già da molto avevo il desiderio di andare a Medjugorje e lei mi rispose che in quel momento mi si offriva l'occasione perché le sue nuore sarebbero andate qualche giorno dopo a Medjugorje e io avrei potuto andare con loro. Ho accettato.

Sulla Collina delle apparizioni ho pianto così tanto e ho vissuto un Rosario così gioioso che non riuscivo a trattenere le lacrime. In Chiesa ho incontrato la signora Mara, membro della comunità di preghiera e piangendo l'ho abbracciata chiedendole di perdonarmi perché piangevo. Lei ha fatto un cenno col capo e ha sorriso. Allora non capivo cosa significasse questo, ma ora mi è tutto chiaro.

Sull'autobus una volta la guida parlò dell'importanza della Confessione che forse per orgoglio non avevamo ricevuto, e ci disse che questa era l'occasione per riceverla proprio qui. Seguì le sue parole perché avevo un problema che mi faceva soffrire da anni, ma del quale, quando in passato ero andata a confessarmi, non avevo avuto la forza di parlare. Allora mi sono decisa ad andare e confessarmi sinceramente.

Durante la Santa Confessione piansi così tanto che singhiozzavo, ma quando il sacerdote mi ha rivolto alcune parole di consolazione ho vissuto la Santa Confessione come un vero dialogo amichevole, tale che mai nella vita l'avevo trovato. E' stato qualcosa di straordinario, inaspettato, miracoloso. Piangendo, sono uscita dal Confessionale sentendomi leggera e con una gioia senza fine. Ho pensato che tutti vedevano le mie lacrime, ma non me ne sono più preoccupata.

Sull'autobus le donne hanno pregato diverse preghiere senza sosta e ho desiderato io stessa di unirmi a qualche comunità di preghiera per poter pregare regolarmente. Non ci sono riuscita fino al 2003, finché non conobbi la comunità di preghiera di Medjugorje 'La visita di Maria' e da allora vado ogni Giovedì alla preghiera e alla Santa Messa. Ho imparato a rallegrarmi ogni giorno e a pregare per me stessa e per gli altri. Mi impegno a vivere i messaggi della Gospa , prego delle preghiere fisse e questo ha la sua durata , ma io maturo nella fede e nell'amore di Dio.

Zora Škrlin, Bistra, Croazia

Fonte: Fonte: 'Glas mira' Febbraio 2005, pag. 6 traduzione personale dal Croato a cura di Manuel

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