Maria a Medjugorje Messaggio del 24 dicembre 1983:Figli miei, pregate! Non posso dirvi altra cosa che questa: pregate! Sappiate che nella vita non c’è cosa più importante della preghiera.

I nostri figli di luce




Siamo stati chiamati a Medjugorje.

Amici ci hanno invitato, forti dell'esperienza da loro vissuta negli anni passati, poiché sicuri che da questo luogo benedetto, nessuno torna senza essere toccato nel profondo del cuore.

Ci siamo ritrovati papà e mamme accomunati dallo stesso dolore per il distacco repentino dei nostri figli a causa di incidente stradale.

All'inizio strazio e dolore ci hanno visti protagonisti, poi lentamente il balsamo della fede, l'abbandono a Maria, Madre del dolore, ci ha dato la forza di ricominciare a vivere, offrendo la nostra sofferenza a Dio.

Da qui è cominciato il nostro cammino spirituale che ci ha permesso di dare un valore redentivo al dolore, accettato quale insondabile "disegno" che Dio ha su ognuno di noi.

L'amicizia nata tra noi genitori è stata rafforzata dalla preghiera e dalla guida di sacerdoti illuminati.

A Medjugorje le meditazioni forti e profonde hanno accompagnato i nostri passi verso il cammino della Via Crucis e la celebrazione Eucaristica nella cappella della comunità "Famiglia ferita", così gioiosamente arricchita di colorati mosaici di alto simbolismo evangelico, ci hanno coinvolto in modo particolare, facendo vibrare in ognuno di noi quelle corde che spesso tengono chiuso il nostro sentire.

Per grazia del Signore ed aiutati da Maria, la più tenera delle Madri, sulla collina del Podbrdo, avvolti da un'atmosfera paradisiaca, alcuni genitori hanno aperto il loro cuore.

E' stato bello vedere come papà e mamme dei "Figli della Luce", nati al cielo, abbiano donato il loro dolore a Maria, certi di sapere accanto a Lei i loro figli, in attesa del "vero incontro".

La presenza nel nostro gruppo, di tanti giovani di Livigno, soprannominati "ragazzi di pace", ha portato una ventata di allegria, di freschezza e di servizio, perchè si sono dimostrati veri angeli custodi. Durante la salita al monte della croce, il Krizevac, i ragazzi tenevano la corona del Rosario in una mano e l'altra era offerta a sostegno di chi con più difficoltà saliva la pietraia.

Con questa immagine di giovani, speranza di un mondo nuovo di pace, vorremmo donare a tutti la gioia di incontrare Maria che ama ogni Suo figlio.

Fonte: Medjugorje Torino n. 125

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