Maria a Medjugorje Messaggio del 27 settembre 1984:Cari figli, mi avete aiutato con la vostra preghiera a realizzare i miei progetti. Continuate a pregare, affinché questi progetti si realizzino pienamente. Chiedo alle famiglie della parrocchia di recitare il Rosario in famiglia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

DUE SPOSI: “ABBIAMO SCOPERTO L'AMORE




Ogni permissivismo è micidiale!

Caro Don Angelo, per me non avrei mai scritto, ma da quando il Padre... ha saputo che avresti pubblicato volentieri qualche testimonianza che venisse anche dalle famiglie non mi dà tregua finché non ti avrò inviato io qualche cosa; scrivo dunque per obbedienza.

Nella chiesa di Medjugorje sono entrato dopo un lungo viaggio una beata sera di novembre del 1983. Non ho potuto che piangere di gioia e poi una grande pace e la sensazione di essere finalmente arrivato. Già due mesi prima avevo iniziato un po’ di preghiera e digiuno ed ero già innamorato di Maria. Se dovessi dire solo in poche parole ciò che più mi ha colpito delle prime notizie che giungevano da Medjugorje dovrei dire: la descrizione della bellezza e giovinezza della Vergine. Dopo aver desiderato tutta la vita l’amore vero e la bellezza ecco che ne -avevo scoperto finalmente la segreta fonte, da cui ogni bellezza femminile trae un riflesso. Veramente la bellezza di Maria è il mistero del mondo tant‘è vero che è diventata la dolcissima Sposa dello Spirito Santo.

Cosa Medjugorje abbia prodotto nella mia vita è comune a molte testimonianze: e profonda, svuotare la casa, la libreria e il cuore per far posto a Dio, rinuncia ed altri impegni professionali, accoglienza di un nuovo figlio (il terzo), impegno a diffondere i messaggi, consacrazione a Maria secondo il Montfort, adesione ai gruppi di preghiera. Tutta la mia vita è stata rinnovata; in maniera diversa ma profonda è cambiata anche mia moglie, pellegrina più volte a Medjugorje con la quale abbiamo iniziato un nuovo cammino insieme. Abbiamo avuto molti doni ma sono stato molto sorpreso -perché non ci pensavo affatto- dal vedere rifiorire l’amore coniugale.

Forse perché dopo oltre dieci anni di matrimonio tutti considerano come ovvia una certa “usura” nei rapporti affettivi, e perfino un certo degrado viene accettato come inevitabile e irreversibile. Ma Maria ha insegnato a mettere Dio al centro della vita e perciò della famiglia e Dio, guarda caso... è Amore!

Premetto che la prima cosa che abbiamo trovato la forza di eliminare del tutto è stata la contraccezione (il peccato specifico!): sapevamo anche prima che non andava bene ma era una lotta condotta con poche forze e con frequenti ricadute. So che nella confusione attuale molti sacerdoti in confessionale e fuori sono permissivi al riguardo (contraddicendo apertamente il Papa!) ma io confermo con la mia amara esperienza che mantenere un atteggiamento anche minimamente contraccettivo è micidiale per l'amore vero.

Abbiamo ritrovato la fiamma viva dei primi mesi! Anzi ora l’amore coniugale è molto più “dono di se”, liberò di egoismi, tutto al servizio del mistero della persona. Direi che ora sono molto più le nostre anime che si incontrano, mentre il corpo diventa sempre più “trasparente”.

Come un pianista esperto suona ad occhi chiusi, tutto teso alla musica, (muovere le dita rimane certamente indispensabile, ma non è la tastiera l'oggetto del desiderio, bensì la musica!) così il corpo deve diventare uno strumento docile e subordinato alla retta volontà per poter significare, senza distorsioni, e stonature l’amore che viene dal cuore.

Per distanziare responsabilmente le future nascite usiamo i metodi naturali che -nonostante i loro sostenitori cerchino di minimizzarne il peso- comportano dei sacrifici: ma non è proprio ciò che ci è stato chiesto? Esiste qualche cosa di grande valore che si conquisti senza sforzo? Del resto tali sacrifici ci hanno ripagato già in sovrabbondanza. Dopo aver fatto l’amore, mentre lei dorme sulla mia spalla, provo una pace prima sconosciuta, soave, direi cosmica, mi sento in pace con l'universo. E mi addormento pensando al cielo.

Fonte: Eco di Medjugorje nr.48

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