Maria a Medjugorje Messaggio del 16 settembre 1982:Vorrei dire anche al Sommo Pontefice la parola che sono venuta ad annunciare qui a Medjugorje: pace, pace, pace! Desidero che egli la trasmetta a tutti. Il mio messaggio particolare per lui é di riunire tutti i cristiani con la sua parola e la sua predicazione e di trasmettere ai giovani quello che Dio gli ispira durante la preghiera.

DALLA CARROZZELLA ALLA BICICLETTA p. Slavko Barbaric




Ancora dallo “Sveta batina” pag.5.

Il 25 luglio 1987 ai e’ presentata nell’Ufficio parrocchiale di Medjugorje una signora americana, di nome Rita Klaus, accompagnata dal marito e dai suoi tre figli. Provenivano da Evana City (Pennsylvania). Donne piena di vita, agile e dallo sguardo sereno, aveva ardentemente desiderato di palare con i Padri della parrocchia. Quanto più andava avanti nel suo racconto, tanto più i Padri che l’ascoltavano rimanevano stupiti. Ha raccontato le fasi più salienti della sua vita, che era stata molto travagliata. All’improvviso, inspiegabilmente, la sua vita divenne meravigliosa come la poesia, felice come la primavera, ricca come l’autunno carico di frutti. Rita sa che cosa le e’ successo: con risolutezza afferma di essere stata miracolosamente guarita —per intercessione della Madonna— da una malattia incurabile, la sclerosi multipla. Ma ecco il suo racconto:

“Era stata mia intenzione diventare religiosa, e perciò entrai in un convento. Nel 1960 stavo per fare i voti, quando improvvisamente fui colpita dal morbillo, che pian piano si tramutò in sclerosi multipla. Fu motivo sufficiente per essere dimessa dal convento. A causa del mio male, non potei trovare lavoro se non quando mi trasferii in altra località, dove non ero conosciuta. Li’ conobbi mio marito. Ma neppure a lui dissi del mio male, e riconosco di non essere stata corretta nei suoi riguardi. Era il 1968. Cominciarono le mie gravidanze, e con ciò il male progrediva. I medici mi consigliarono di rivelare il mio male al marito. Lo feci, e lui si mostrò tanto offeso, da pensare al divorzio. Fortunatamente tutto si ricompose. Ero avvilita e arrabbiata con me stessa e con Dio. Non riuscivo a comprendere perché proprio a me era capitata questa disgrazia.

Un giorno mi recai ad un incontro di preghiera, dove un sacerdote pregò su di me. Ne rimasi cosi’ contenta, che se ne accorse anche mio marito. Continuai a lavorare come maestra, nonostante il progredire del male. Mi conducevano in carrozzella a scuola e alla messa. Non riuscivo più neppure a scrivere. Ero come una bambina, incapace di tutto. Mi erano particolarmente penose le notti. Nel 1985 il male si aggravò a tal punto, che non riuscivo più da sola neppure a sedermi. Mio marito piangeva molto, e ciò mi recava grande pena.

Nel 1986, sul Readers Digest lessi un servizio sui fatti di Medjugorje. In una sola notte lessi il libro di Laurentin sulle apparizioni. Dopo la lettura, mi stavo chiedendo che cosa potevo fare per onorare la Madonna. Pregavo in continuazione, ma non certo per la mia guarigione, ritenendola d’interesse troppo terreno.

Il 18 giugno, nel cuore della notte, sentii una voce che mi diceva: “Perché non preghi per la tua guarigione?” Allora iniziai subito a pregare cosi’: “Madonna cara, Regina della Pace, io credo che tu appari ai ragazzi di Medjugorje. Ti prego, chiedi al tuo Figlio di guarirmi”. Avvertii subito una specie di corrente che mi attraversava e uno strano calore nelle parti del corpo che mi dolevano. Quindi mi addormentai. Nel risvegliarmi, non pensai più a ciò che avevo provato nel corso della notte. Il marito mi preparò per andare a scuola. A scuola,come il solito, alle 10,30 ci fu la pausa. Con mia grande sorpresa, mi accorsi in quel momento che potevo muovermi da sola, con le mie gambe, ciò che non facevo più da oltre 8 anni. Non so neppure io come ritornai a casa. Volevo far vedere a mio marito come riuscivo a muovere le dita. Suonai, ma in casa non c’era nessuno. Ero molto ansiosa. Non sapevo ancora di essere guarita! Senza alcun aiutò, mi alzai dalla carrozzella. Salii le scale, con tutte le apparecchiature mediche che portavo addosso. Mi chinai per levarmi le scarpe e... in quel momento mi accorsi che le mie gambe erano perfettamente guarite.

Cominciai a piangere e a esclamare: “Mio Dio, grazie! Grazie, o Madonna cara!”. Non ero ancora cosciente di essere guarita. Presi le mie stampelle sotto braccio e osservai le mie gambe. Erano come quelle delle persone sane. Cominciai, allora a correre giù per le scale, lodando e glorificando Dio. Chiamai un’amica. Al suo arrivo, saltavo di gioia come una bambina. Anche lei si uni’ a me nella lode a Dio. Quando tornarono a casa mio marito e i figli, rimasero sbalorditi. Dissi loro: “Gesù e Maria mi hanno guarita. I medici, nell’apprendere la notizia, non credettero che ero guarita. Dopo avermi visitato, dichiararono di non saperselo spiegare. Rimasero profondamente emozionati. Sia benedetto il Nome di Dio! Dalla mia bocca non cesserà mai più! la lode a Dio e alla Madonna. Questa sera parteciperò alla Messa con gli altri fedeli, per ringraziare ancora Dio e le Madonna”.

Dalla carrozzella Rita e’ passata alla bicicletta, quasi fosse ritornata agli anni della giovinezza.

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