Maria a Medjugorje Messaggio del 2 giugno 2010:Cari figli, oggi vi invito affinché con il digiuno e la preghiera tracciate la strada per la quale mio Figlio entrerà nei vostri cuori. Accoglietemi come madre e messaggera dell’amore di Dio e del Suo desiderio per la vostra salvezza. Liberatevi da tutto quello che del passato vi appesantisce e dà senso di colpa, da tutto ciò che vi ha condotto nell’inganno - tenebra. Accogliete la luce. Rinascete nella giustizia di mio Figlio. Vi ringrazio.

Due testimonianze da Padre Slavko




Il medico lo rimprovera:«Tu non puoi guidare la macchina»

Nell’incontro di Triuggio, il P. Slavko ha parlato brevemente del caso di un uomo croato, un certo Danijel, dimesso 4 anni or sono dall’ospedale di Zagabria dopo 5 operazioni. Era stato rimandato a casa e restituito all’anziana madre perché non c’era più niente da fare: la sua malattia era incurabile. Ma ne lui né la madre si erano arresi ed erano ricorsi all’intercessione della Madonna di Medjugorje, vedendo premiata la loro fiducia. Infatti, non molto tempo dopo, Danijel poté riprendere il lavoro dirigendosi tutti i giorni al cantiere in macchina. Invitato dalla Commissione nazionale incaricata dei fatti» di Medjugorje a ritornare a Zagabria vi tornò con tutti i documenti e radiografie della sua malattia e li consegnò allo stesso medico che l’aveva mandato a casa a morire quattro anni prima. Il medico si meravigliò moltissimo nel vederlo e gli fece tante domande. Quando seppe che il suo ex-malato guidava la macchina e andava a lavorare, gli disse: «Tu non puoi guidare la macchina, tu non puoi andare a lavorare. Ti farò ritirare la patente, perché tu non puoi essere guarito...». L’uomo tornò a casa mortificato e raccontò tutto alla madre, che disse: «Cosa vuoi ora da te quel medico? Quattro anni fa ti ha mandato a casa a morire ed ora pretende di comandare sulla tua vita! Su, prendi la macchina a va a lavorare. La Madonna è il medico migliore di tutti: solo Lei devi ascoltare!». E Danijel così ha fatto e continua a fare tuttora e dice a tutti: «Io non so se la Madonna appare a Medjugorje o non appare. L'unica cosa che so è questa: che i medici mi hanno mandato a casa a morire e io invece, dopo aver pregato la Gospa, sto bene e vado a lavorare. Ma essi non ci credono....»

La stampella diventa un «ricordo»

Nel mese di gennaio 1988 è arrivata a Medjugorje una comitiva di cattolici americani, uno dei quali si trascinava a fatica appoggiandosi ad una stampella. Il suo corpo era tormentato da sofferenze indicibili tanto che doveva evitare di fare qualsiasi movimento per non aumentarle. Il giorno 21 gennaio i suo compagni di pellegrinaggio salirono sulla collina delle prime apparizioni, mentre lui rimaneva in chiesa a pregare. Ad un certo punto sentì l'impulso di uscire e si trascinò lentamente verso il fondo della chiesa, per poi dirigersi verso la sacrestia camminando sui marciapiede sinistro, mentre osservava da lontano la collina delle apparizioni. Ad un certo punto sentì calore nel petto ed ebbe voglia di togliersi la giacca, pensando; «Fa molto caldo per questa stagione!» Ma poi sentì che il calore si diffondeva per tutto il corpo ed ebbe voglia di camminare: si accorse allora che poteva fare a meno della stampella e che i dolori erano spariti. Si diresse speditamente verso la strada da dove dovevano arrivare i suoi compagni di viaggio, che tornavano dalla collina. Quando li vide da lontano, corse loro incontro lanciando su di loro la sua stampella divenuta inutile. Fu una esplosione di allegria: lacrime, risa, grida, canti... e poi tutti in chiesa a ringraziare il Signore e la Madonna. Ora, l’americano la sua stampella ce l’ha ancora, ma come ricordo della sua straordinaria avventura.

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