Maria a Medjugorje Messaggio del 25 marzo 1992:Cari figli, oggi come mai prima vi invito a vivere i miei messaggi e a metterli in pratica nella vostra vita. Io sono venuta a voi per aiutarvi e perciò vi invito a cambiare vita, perché avete preso un misero cammino: la via della rovina. Quando vi ho detto:'pregate, digiunate, riconciliatevi ', avete preso questi messaggi superficialmente. Voi avete iniziato a viverli per poi, però, lasciarli perché era difficile. No, cari figli! Quando qualcosa è bene, occorre perseverare nel bene e non pensare:'Dio non mi vede, non ascolta, non aiuta '. Così vi siete allontanati da Dio e da me per il vostro misero interesse. Io desideravo fare di voi un'oasi di pace, di amore, di bontà. Dio desiderava che voi con il vostro amore e con il suo aiuto faceste miracoli e deste l'esempio; perciò ecco che cosa vi dico:satana si prende gioco di voi e delle vostre anime e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio cuore. Perciò pregate e vivete i miei messaggi e così vedrete i miracoli dell'amore di Dio nella vostra vita quotidiana. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Diciassettenne: un cuore di apostola dopo una triste esperienza




Tra le tante lettere di giovani, una l7enne di Caserta racconta la sua storia patetica. Maria la lega a se in un viaggio a Lourdes per raccomandare la nonna malata di un tumore inguaribile alla spina dorsale. E guarisce dopo aver bevuto l’acqua salutare. Poi si scatena contro da lei la lotta del maligno, che cerca a preferenza di entrare nelle anime più care a Dio: ‘I pascoli di Dio occupiamoli per noi” (sal. 83). Conosciuta una ragazza drogata ed entrata in confidenza con lei per aiutarla... “pagai questa amicizia con la fede, arrivai allo spaccio fino a entrare nella rete della polizia. Li incominciò il mio calvario. Datami per reazione alla mondanità senza freno, cambiai perfino la fisionomia, e da gentile, esile, mora divenni.., bionda. Ma la Madonna mi aspettava di nuovo a Lourdes e, davanti ai suoi piedi piansi e piansi, e ci volle un’ora a calmarmi. Capii che quel pianto era stato la mia salvezza, perché insieme alle lacrime avevo gettato l’ansia, l’angoscia la tristezza che era in me. Tornai rinnovata.

Sono felice di aver percorso il mio calvario e benedico il nome del Signore. Non mi ritengo degna di tutto questo, ma ho paura che, se questa è una chiamata, io la sto rifiutando, e forse è stato proprio Eco ad aprirmi gli occhi. Ora faccio parte dell’apostolato della Parola assieme a mia madre, una donna dolcissima, ma faccio troppo poco. Entrerò presto nella comunità del Samaritano che si interessa di handicappati. Ora il mio sogno è di andare a Medjugorje. Dalla mia zona partiranno presto 10 pullman: quanto vorrei esserci anch’io, ma non voglio forzare i piani di Dio su di me. Intanto il mio parroco, che è stato sempre contrario, ora ha detto a me e a mia madre di organizzare poi per la Jugoslavia! Sono gli scherzi di Maria!”

Luisa Rosaria

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