Maria a Medjugorje Messaggio del 6 dicembre 1983:Pregate, pregate, pregate! Se voi pregate io vi terrò vicino a me e sarò con voi.

Dall’estremo oriente a Medjugorje




Ormai uno stretto vincolo unisce le chiese di Singapore e quella di Medjugorje. I componenti della famiglia Chue padre, madre e figlio tredicenne — sono stati battezzati l’otto dicembre dal Vicario Generale della loro diocesi che li aveva accompagnati a Medjugorje dopo averli preparati al battesimo. Un Vescovo tedesco che concelebrava con più di dieci sacerdoti ha amministrato loro la cresima. Tutta la chiesa risuonava di applausi al momento del battesimo e della Cresima dei tre orientali e del francese Ferrid (n.d.r.).

Una dottoressa dalle Filippine guarita da un cancro racconta. E’ Miguelita D. Espinosa, madre di tre figli, malata di cancro in fase di metastasi, nel luglio 1988 si recava a Medjugorje e si sentiva subito male. Pregava molto. Lei stessa ha raccontato, in una sala gremita di gente, presente il Cardine Vidal: “Non avevo la forza di salire il Krizevac, però ho deciso di andare fin dove ce l’avrei fatta. Strano! Non mi sono stancata come avrei pensato. Una particolare partecipazione ai dolori di Cristo l’ho provata alla dodicesima e tredicesima stazione come se avessi sentito in me tutto il peso della passione. Questo mi ha dato la forza di dire — Signore io sono nelle Tue mani, sia fatta in me la tua volontà — All’istante mi sono sentita invasa dalla paura, pensando al marito e ai figli. Ho dovuto dire — Signore, so che essi sono nelle Tue mani, Maria, so che sono tuoi... — Lentamente mi sono resa conto che avevo paura della morte e che temevo per la mia famiglia. Ho scoperto che non avevo fiducia. A questo punto nel mio cuore è entrata la pace. A lungo sono rimasta vicino alla croce, senza parole, con le lacrime agli occhi. Sono tornata in chiesa. Ho preso parte alla Messa della sera. Non mi sentivo stanca, non pensavo più alla salute e non pregavo per questa. L’anima mia era pacifica, abbandonata, piena di gioia.. .Tornata a casa, ho chiesto ai miei colleghi medici di visitarmi. Con loro grande stupore, mi dissero: — Signora Miguelita, i risultati di questa visita non combinano con quelli precedenti. Voi siete una persona perfettamente sana. Cosa è successo? —. Ho dovuto dire: — Sono stata dalla Vergine di Medjugorje —. E allora le lacrime di gioia hanno raccontato tutto il resto...”.

Poi la conclusione: “Ora devo davanti a voi qui presenti testimoniare l’amore di Dio. E prego e invito tutti a meditare la passione di Cristo per capire che le nostre sofferenze sono nulla a confronto con quelle di Cristo e di Maria”. A queste parole tutta la gente che era nella sala si è alzata in piedi e ha cantato canti di ringraziamento, accompagnati da chitarre e tamburi. Gioia e riconoscenza pervadevano gli animi della assemblea.

(testimonianza data nell’isola di Cebe)

Fonte: Eco di Medjugorje nr.60

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