Maria a Medjugorje Messaggio del 28 agosto 1986:Cari figli, vi invito ad essere modello per gli altri, in tutto, specialmente nella preghiera e nella testimonianza. Cari figli, io non posso aiutare il mondo senza di voi. Desidero che collaboriate con me in tutto, anche nelle cose piccole. Per questo, cari figli, fate in modo che la vostra preghiera venga dal cuore, abbandonandovi totalmente a me, così potrò istruirvi e guidarvi sulla strada che ho cominciato con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

MEDJUGORJE CALAMITA PER LA GIOVENTU’: TESTIMONIANZE DI GIOVANI INGLESI




Sappiamo troppo bene che gli adolescenti tendono come gruppo ad entusiasmarsi di tante cose, meno che di religione e di pratiche pie in particolare. Come vi aspettereste che reagissero 14 diciassettenni del collegio di Ampleforth, esperti del mondo come qualsiasi adolescente medio e in un certo senso un po’ sofisticati, che sono andati a Medjugorje lo scorso ottobre con le loro famiglie? Anzitutto sono rimasti a Medjugorje ospiti delle famiglie del luogo per sei giorni, necessari per una esperienza completa. Tre giorni furono di continua pioggia, tre giorni dl grande sole: simbolici forse della reazione mutevole di molte persone. Il luogo infatti sembra a prima vista molto strano, quasi stregato, tende come a schiacciare; ma quando incomincia ad entrare la grazia di Medjugorje il cuore si apre e respira la pace e la gioia che vi regna.

Alcune testimonianze di questi diciassettenni.

Certamente Medjugorje ebbe un gran fascino sui giovani del gruppo, come vediamo dalla testimonianze scritte e raccolte da P. Matthews Burns, che li ha guidati.

Ecco cosa scrive uno di loro:”Tu non solo trovi la pace di Dio a Medjugorje, ma trovi te stesso. Dirà sempre che Medjugorje ha toccato qualcosa in me che è intangibile da tutto il resto. All'inizio tutte le cose che vedevo non mi toccavano affatto come se accadessero su Plutone. Poi, poco a poco, mi sono accorto che Qualcuno mi stava parlando, nella pace dei veggenti, nella Messa, nell’intera famiglia di Medjugorje, sulla collina della croce, attraverso il sole che scendeva dal cielo e si piegava sulle colline circostanti. Si trattava proprio di strappare le mie orecchie dalla cera depositata dalla vita di ogni giorno, in modo che io potessi ascoltare e pensare. Dopo quello che ho visto penso che un gruppo di preghiera per noi sarebbe una buona idea”.

Un altro: “Ho finalmente imparato a pregare, avendo cercato invano di farlo negli ultimi 13 anni. Ho cominciato a gustare la preghiera e, da quando sono stato là, la mia mente ha messo piede su un terreno piano e la confusione, con la depressione che ne segue, è stata spazzata via”.

Un terzo: “Là ho fatto l’esperienza più incredibile della mia vita, inspiegabile tanto è stata bella. Sembra presunzione quanto dico, ma non riesco a esprimerlo con parole diverse”.

Questo ragazzo - dice P.Matthews-è stato affascinato da Marja Pavlovic e ha passato tre ore e mezza in sua compagnia, mentre lei riceveva quindici gruppi di pellegrini uno dopo l'altro.

Un quarto: “Per me quello era un luogo di immensa pace dove uno poteva raccogliere i suoi pensieri con grande facilità. La lingua non sembrava avere importanza, era come se tutti si intendessero a perfezione su un unico credo e nient’altro fosse importante”.

Un giovane universitario del secondo anno di Oxford: “Scrivo, il mio grazie per la meravigliosa esperienza di questo pellegrinaggio, la più formativa che abbia mai fatto. Tanti momenti mi hanno colpito, ma soprattutto l’ultima era sulla collina delle apparizioni. Continuare a vivere quello che qui viene richiesto è un’enorme sfida...”.

Una madre: “Per quanto mi riguarda nulla avrebbe potuto fare una impressione maggiore su di me. Sto continuamente vivendo quello che è successo; sono stata colpita dalla dolcezza e bontà dei giovani”.

(traduz. di M. Pia Zaldini Rossi)

Fonte: di P. Richard Foley (adattamento) - Eco di Medjugorje nr.61

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