Maria a Medjugorje Messaggio del 18 aprile 1984:Sarò molto contenta se vi rivolgerete a me, quale vostra madre di bontà, d’amore e di misericordia, con questa preghiera: “Madre mia, madre di bontà, d’amore e di misericordia, ti amo con tutto il cuore e mi offro a te. Per mezzo della tua bontà, del tuo amore e della tua misericordia, salvami. Io voglio appartenere a te. Ti amo tanto e desidero che Tu mi custodisca. Dal profondo del mio cuore, o Madre di bontà, ti prego: dammi la tua bontà affinché con essa io possa meritare il cielo. Ti prego per il tuo immenso amore: concedimi di poter amare ogni uomo come Tu hai amato Gesù. Ti chiedo anche la grazia di essere palpitante d’amore verso di te. Io mi affido a Te completamente e desidero che tu sia accanto a me ad ogni mio passo, perché Tu sei piena di grazia e vorrei non dimenticarmene mai. Ma se un giorno io perdessi la grazia, ti prego di donarmela nuovamente. Amen”.

La guarigione di Jadranka




La Madonna che appare a Medjugorje dà tantissime grazie.

Il 10 agosto 2003, una mia parrocchiana ha detto al marito: Andiamo a Medjugorje. No, dice lui, perché sono le undici e senti come fa caldo. Ma non importa, dice lei. Come non importa, tu sei paralizzata da quindici anni, tutta curva, con le dita delle mani chiuse; e poi a Medjugorje ci sono tantissimi pellegrini e non si trova un posto all'ombra, perché c'è il Festival Annuale dei Giovani. Dobbiamo andare, dice la moglie, una giovane donna che si è ammalata subito dopo il matrimonio. Il marito, un bravissimo uomo che l'accudisce e la serve da quindici anni, è un grande esempio per tutti. Tutto fa lui e la loro casa è sempre in ordine, tutta pulita. Allora, ha preso la moglie in braccio, come una bambina, e l'ha messa in macchina.

A mezzogiorno sono sul Podbrdo, sentono suonare le campane della chiesa e pregano l'Angelus Domini. Poi, iniziano a pregare i Misteri Gaudiosi del Rosario.

Proseguendo e pregando il 2° Mistero -la Visita di Maria a Elisabetta -, la donna sente un'energia vitale che le scende dalle spalle lungo la schiena e sente che non ha più bisogno del collare che porta al collo. Lei continua a pregare, ha la sensazione che qualcuno le toglie le stampelle e che può reggersi in piedi senza alcun aiuto. Poi, guardandosi le mani vede che le dita si raddrizzano e si aprono come i petali di un fiore; prova a muoverle e vede che funzionano normalmente.

Guarda il marito Branko che piange a dirotto, poi prende le stampelle nella mano sinistra ed il collare nella destra e, pregando insieme, arrivano sul posto dove è situata la statua della Madonna. O che gioia, dopo quindici anni lei può inginocchiarsi ed alzare le mani per ringraziare, lodare e benedire. Sono felici! Lei dice al marito: Branko andiamo a confessarci per sradicare completamente l'uomo vecchio dalla nostra vita.

Scendono dalla Collina e nel Santuario trovano un sacerdote per la confessione. Dopo la confessione, la donna cerca di spiegare e convincere il sacerdote che è stata appena guarita, ma lui non vuole capire e le dice: Va bene, vai in pace. Lei insiste: Padre le mie stampelle sono fuori del confessionale, ero paralizzata! E lui le ripete: Va bene, va bene, vai in pace ... , vedi quanta gente aspetta per confessarsi! La donna è diventata triste, guarita ma triste. Lei non può capire perché il frate non le crede.

Durante la S. Messa, è stata consolata e illuminata dalla Parola di Dio, dalla grazia, dalla Comunione. È tornata a casa con una statua della Madonna, che ha voluto comperare secondo il suo gusto, ed è venuta da me per farla benedire. Abbiamo condiviso momenti di gioia e di ringraziamento per la guarigione.

Il giorno dopo, si è recata in ospedale dove i medici conoscevano bene la sua malattia e le sue condizioni.

Quando la vedono restano sbalorditi!

Una dottoressa musulmana le chiede: Dove sei stata, in quale clinica?

Sul Podbrdo, risponde.

Dov'è questo posto?

A Medjugorje.

La dottoressa ha iniziato a piangere, poi anche un medico cattolico, un fisioterapista, e tutti l' abbracciano felici. Piangono e le dicono: Beata te!

Il primario dell'ospedale le dice di ritornare dopo un mese. Quando il 16 settembre lei è andata, lui ha detto: Veramente è un grande miracolo! Adesso tu vieni con me, andiamo dal vescovo perché voglio io stesso spiegargli che è avvenuto un miracolo.

Jadranka, questo è il nome della donna guarita, dice: Dottore non serve andare, perché lui non ha bisogno di questo, ha bisogno di preghiera, della grazia, e non di essere informato. È meglio pregare per lui, che parlare con lui!

Il primario insiste: Ma tu devi solo essere presente!

La donna risponde: Senta, signore, se noi accendiamo una luce davanti a un cieco non abbiamo dato alcun aiuto a lui; se si accende la luce davanti agli occhi che non vedono non si aiuta, perché l'uomo per vedere la luce deve essere in grado di vedere. Perciò, il vescovo ha bisogno soltanto della grazia!

Il medico afferma che per la prima volta ha compreso come è grande la differenza fra il credere e il leggere, ascoltare o ricevere un'informazione, come è grande il dono della fede.

Fonte: Catechesi di padre Jozo Zovko tratta da ”Osservate i frutti”

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