Maria a Medjugorje Messaggio del 25 giugno 2001: Cari figli, sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. In modo particolare oggi che Dio vi da grazie abbondanti pregate e cercate Dio attraverso me. Dio vi da grandi grazie, perciò figlioli, utilizzate questo tempo di grazia e avvicinatevi al mio cuore affinché possa guidarvi a mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

I ciechi vedono




Mi racconta un sacerdote. A Tihalijna fu avvicinato da una signora che insisteva per confessarsi da lui. Le diede l’appuntamento per le 17 sul sagrato della chiesa di Medjugorje. Pensava che non l’avrebbe più rivista. Invece la donna - di mezza età, insegnante di filosofia con conoscenza delle religioni orientali - fu puntuale. Buttò fuori tutto quello che dentro le ribolliva contro Dio, contro la Chiesa, contro Medjugorje: atea e disperata, col proposito di togliersi la vita...

Il sacerdote l’ascoltava e pregava. Improvvisamente si vide la gente correre in direzione del Kricevac. Don G. avrebbe voluto seguire la folla, ma la donna lo fermò, con un: “Anche lei e fanatico...?”. Dopo un po’ entrambi entrarono in quella fiumana di gente. Ad un tratto don G. si fermo per vedere se la donna lo seguiva ancora. E la vide, inginocchiata in mezzo alla folla, con lo sguardo al cielo, le mani giunte, che ripeteva, piangendo: “Mio Dio, io credo Mio Dio, io credo...”. Poi: “Ma lei non vede niente? Io vedo Dio! Io credo!”.

La donna alla fine si alzò, chiese il permesso di allontanarsi per prendere un bicchiere d’acqua. Il sacerdote l’aspettò a lungo, la cercò tra la gente. Non la rivide più. I problemi di quell’anima Dio li aveva risolti, rivelandosi a lei, non si sa come, ma certamente s’era rivelato. Quel “mio Dio, io credo!”, ripetuto tra le lacrime, in ginocchio, in mezzo a una folla in movimento, era il segno di un incontro ineffabile e incomprensibile (M.M.).

Fonte: Eco di Medjugorje nr.67

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