Maria a Medjugorje July 25, 1992:Dear children! Today also I invite you to prayer, a prayer of joy so that in these sad days no one amongst you may feel sadness in prayer, but a joyful meeting with God His Creator. Pray, little children, to be able to come closer to me and to feel through prayer what it is I desire from you. I am with you and each day I bless you with my maternal blessing so that Our Lord may fill you abundantly with His grace for your daily life. Give thanks to God for the grace of my being able to be with you because I assure you it is a great grace. Thank you for having responded to my call.

Da Medjugorje si riporta sempre una guarigione interiore




Un collaboratore di Radio Fiemme (TN) racconta la sua esperienza, che ricalca quella di tanti e tanti. Egli si sofferma sui suoi due viaggi a Medjugorje, fatti a distanza di un anno poi si è sentito di trarre queste conclusioni:

“A Medjugorje sembra che si guarisca dentro se stessi; è quasi inspiegabile, ma è cosi. Il superbo diventa umile. L'iroso diventa calmo, il sentimentale diventa obiettivo e lucido, l’angosciato trova pace, chi soffre arriva a gioire, i dubbi sembrano svanire, la pace inonda i cuori. Da tutti quelli che incontri ti viene un aiuto, da ognuno impari qualche cosa di nuovo che ti fa meditare e pensare. Li ti accorgi che gli umili sono migliori di te, che il povero ha ricchezze più grandi delle tue, impari che il tuo compagno che ti sta a fianco, sia in chiesa che fuori, è un tuo fratello vero a cui ti riesce più facile avvicinarti e, se occorre, perdonargli, e in definitiva volergli bene come a te stesso, come insegna il precetto evangelico; e tutto questo, senza falsi pudori o rispetto umano. Non provi dolore o stanchezza per le fatiche, non hai paura degli eventi esterni, non ti pesa pregare o stare in chiesa per qualche ora, sopporti fame e sete con facilita senza insofferenze. Ti viene voglia di fare invece qualche fatica, qualche sacrificio, di dare un aiuto a chi ti sembra ne abbia bisogno. Tutto questo avviene con facilita e naturalezza, e nella dimenticanza di te stesso e dei tuoi problemi. Perciò io non concluderei affermando che tutto questo sia opera di fanatismo o di esaltazione, ma più semplicemente sarei portato a dire grazie al Signore per tutti questi nuovi bei doni che sta offrendoci, insieme a tutti gli altri di cui ogni giorno disponiamo a profusione, e che in definitiva provengono sempre tutti quanti dalle sue sante mani”.

(Piero di Tesero - TN - ottobre 1989)

Fonte: Eco di Medjugorje

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