Maria a Medjugorje Messaggio del 13 novembre 1981:Al mio arrivo e quando parto cantate sempre Vieni, vieni, Signore.

Che cosa può fare l'amore!- Dalla ribellione a Dio all'accettazione della sedia a rotelle




Era l'8 aprile - non avevo ancora vent'anni - quando in un incidente automobilistico riportai la frattura della colonna vertebrale. Mi trovai cosi paraplegico su di una sedia a rotelle. Era la settimana Santa e stavo andando a Parigi per trascorrervi, quale studente novello di architettura, le vacanze pasquali.
Il mio ateismo di comodo si trasformò in una violenta ribellione contro Dio e la sua Chiesa. Tra cliniche e ospedali mi inasprivo sempre più denigrando Colui che, secondo me, aveva punito ingiustamente la mia povera vita. L'inferno ruggiva dentro di me. La bestemmia è stata per anni e anni il mio pane quotidiano e, anche se in carrozzina, cercavo di sfruttare al massimo tutto ciò che il consumismo e il divertimento potevano offrirmi.
Così per tanti anni (nel frattempo mi ero sposato), fino a quando venni a sapere che la Madre di Dio stava apparendo in un piccolo paese della Jugoslavia. All'inizio, un pò di curiosità e basta. Evidentemente col passare del tempo mi ero un tantino calmato e il mio cuore di pietra stava per scaldarsi.
Non so neanche come successe. Sempre in una settimana Santa io e mia moglie Tamara prendemmo un aereo e, invece del solito viaggio di piacere, mi trovai fra tanti sassi, sterpaglie e povera gente, ma con qualcosa di diverso dentro di me: con una grande pace nel cuore!

Ebbi la fortuna di assistere a un'apparizione della Madonna nella canonica dei frati, e il sorriso dolce e profondo dei veggenti mi comunicarono un modo nuovo di vedere la vita e, di conseguenza, l'incidente di anni prima. Da allora sono tornato sei volte a Medjugorje, sempre investito da una pioggia di grazie da parte della Mamma celeste, che mi ha anche fatto trovare la mia piccola Medjugorje a un'ora di macchina da casa.
Ora faccio parte con tanta gioia del gruppo di preghiera “Cuore Immacolato di Maria” a Reggio sopra Vernazza (SP). E sotto la guida della Vergine, di P.G., Rosanna e di tanti altri cari fratelli ho maturato il desiderio di offrirmi a Dio come vittima, quale inizio di un cammino che, con l'aiuto del Signore, tende decisamente verso la Patria beata. Adesso non maledico più quell'8 aprile, ma ringrazio il buon Dio d'avermi fatto il dono di vivere su una sedia a rotelle aiutandomi a capire che quanto accade nella vita è permesso da Lui per la salvezza nostra e dei fratelli!
Ecco la formula di consacrazione letta l'8 dicembre '89, festa dell'immacolata:
Signore Gesù, - mi consacro a Te. -
Ti dono la mia vita e tutto ciò che mi appartiene. -
Mi abbandono alla tua Volontà: -
fa' di me ciò che vuoi. -
Il mio cuore arde per Te: -
voglio abbracciare la croce per essere una cosa sola con Te, -
Gioia e Bontà infinita.
Mi offro vittima per il mondo che s'allontana da Te, -
che T'ignora, Ti bestemmia, -
Ti crocifigge e Ti profana ad ogni respiro; -
per Tamara e per i miei famigliari; -
per il sofferente, l'emarginato e l'handicappato; -
per chi ha l'AIDS e per il drogato, -
per chi nel cuore non ha più nulla -
se non la disperazione.
Mi offro a Te, perché Tu sei mio Padre, -
e Ti supplico di aiutarmi a perseverare fino all'ultimo istante della vita -
per la salvezza mia e di tutte le anime -
che il Tuo Cuore Misericordioso -
mi ha affidate.
Tuo per l'eternità.

Fonte: Eco di Medjugorje 70

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