Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 novembre 2018:Cari figli, il mio Cuore materno soffre mentre guardo i miei figli che non amano la verità, che la nascondono; mentre guardo i miei figli che non pregano con i sentimenti e le opere. Sono addolorata mentre dico a mio Figlio che molti miei figli non hanno più fede, che non conoscono lui, mio Figlio. Perciò vi invito, apostoli del mio amore: voi cercate di guardare fino in fondo nei cuori degli uomini, e là sicuramente troverete un piccolo tesoro nascosto. Guardare in questo modo è misericordia del Padre Celeste. Cercare il bene perfino là dove c’è il male più grande, cercare di comprendervi gli uni gli altri e di non giudicare: questo è ciò che mio Figlio vi chiede. Ed io, come Madre, vi invito ad ascoltarlo. Figli miei, lo spirito è più potente della carne e, portato dall’amore e dalle opere, supera tutti gli ostacoli. Non dimenticate: mio Figlio vi ha amato e vi ama. Il suo amore è con voi ed in voi, quando siete una cosa sola con lui. Egli è la luce del mondo, e nessuno e nulla potrà fermarlo nella gloria finale. Perciò, apostoli del mio amore, non abbiate paura di testimoniare la verità! Testimoniatela con entusiasmo, con le opere, con amore, con il vostro sacrificio, ma soprattutto con umiltà. Testimoniate la verità a tutti quelli che non hanno conosciuto mio Figlio. Io sarò accanto a voi, io vi incoraggerò. Testimoniate l’amore che non finisce mai, perché viene dal Padre Celeste che è eterno ed offre l’eternità a tutti i miei figli. Lo Spirito di mio Figlio sarà accanto a voi. Vi invito di nuovo, figli miei: pregate per i vostri pastori, pregate che l’amore di mio Figlio possa guidarli. Vi ringrazio!”

Venuto per curiosità, è tornato cambiato

16/03/2009 - Visite: 1434
IncrFont Stampa IncrFont Facebook Twitter
Anche se l’incontro dei sacerdoti, che ha riunito all’inizio di Luglio circa 300 partecipanti a Medjugorje è terminato, molti sacerdoti si sono fermati a Medjugorje sfruttando le loro vacanze per rinnovarsi spiritualmente. Uno di essi è Paul Newton da Melbourn, Australia, 36 anni, che è prete da 3 anni. Questa è la sua terza venuta a Medjugorje.

Quando è venuto la prima volta, quando aveva 30 anni, la sua vita è stata completamente cambiata da Medjugorje.

La seconda volta è venuto a ringraziare un anno dopo la sua Ordinazione Sacerdotale. Ha detto “Verrò sempre in pellegrinaggio a Medjugorje, ma è diverso quando vieni come sacerdote: devi donare e non te stesso, ma Gesù”. Prima dei trent’anni nessuno dei suoi conoscenti, né la sua famiglia, né Paul Newton stesso avrebbe potuto immaginare che sarebbe diventato sacerdote.

E’ venuto la prima volta con i suoi amici, attratto dai “fenomeni naturali molto interessanti” di cui aveva sentito parlare. Andò prima a Lourdes, dove era apparsa la Madonna, ma ciò non significava nulla per lui. Aveva rifiutato persino l’invito degli amici a pregare il Rosario. E’ cresciuto in una famiglia che non pregava, non andava in Chiesa, non credeva in Dio e in cui c’erano conflitti e alcoolismo… Per cui, già da ragazzo voleva lasciare la sua famiglia.

A Medjugorje ha incontrato persone nel cui cuore ha visto qualcosa a cui lui anelava. Egli dice che lui era un “cuore duro” e perciò, invece di rimanere qualche giorno, è stato 4 mesi a Medjugorje nei quali ha sperimentato una radicale trasformazione: ha ricevuto la chiamata al sacerdozio e ha risposto alla chiamata. Sul Križevac ha sentito la chiamata al Sacerdozio. “Non avevo nessuna ragione per rifiutare”, ha detto. “Non ho pensato a ciò che faceva il sacerdote, ma a chi era il sacerdote. Riflettevo su come Dio mi preparava per questo. Sono stati momenti di purificazione. Ho sentito la gioia nel cuore. E’ stata una chiamata dolce in cui ho sentito che avrei servito gli altri. Mi sono sentito familiare con l’idea di diventare Sacerdote e di servire” ha detto Paul Newton. Il momento decisivo è stato comprendere che Gesù era nell’Eucaristia. E’ stato allora che è divenuto aperto alla chiamata di Dio.

Al ritorno a casa era cambiato, ma tutti intorno a lui erano rimasti gli stessi. Nonostante le incomprensioni e le contrarietà, oggi, nel suo terzo anno di Sacerdozio, dice che i suoi genitori sono tornati alla fede e che prega continuamente per le sue sorelle perché questo è un lungo processo in ogni famiglia. Dice: “Se capite chi è Dio e che Egli è reale, non potete rimanere gli stessi. La preghiera deve essere nel cuore di ogni persona e il desiderio di avere la forza di dire SI a tutto ciò che Gesù ci chiede”.