Maria a Medjugorje Messaggio del 12 marzo 1985:Figli cari! Impegnatevi a pregare con amore. Solo se veramente vi impegnate potrete riuscirvi. Perciò siate pronti al mattino a sopportare volentieri di alzarvi cinque minuti prima per evitare che, senza quei cinque minuti, vi vada in rovina l’intera giornata. E vi accorgerete che cinque minuti da trascorrere nel silenzio non sono affatto persi. Al mattino dunque pregate ed affidatevi a me.

Il prigioniero slovacco




Alcuni rimproverano la Madonna di non ascoltare le loro preghiere e di non esaudire ciò che le domandano con fervore, qualche volta anche per degli anni. La prima cosa da fare è di non pensare mai, assolutamente mai che nostra Madre si disinteressa dei suoi figli. Sarebbe un ferirla crudelmente. Questo pensiero che non è altro che una tentazione farà la gioia del nemico! La seconda cosa è di ringraziarLa in anticipo per la grazia che ci otterrà da Dio attraverso la sua intercessione.

Le vie di Maria sono le via di Dio e non sono le nostre! Un amico mi diceva scherzando:”Se vuoi far sorridere il Signore esponigli i tuoi progetti!”

Una testimonianza ci spiega magnificamente questo concetto. Siamo nel 1950. I comunisti prendono il potere in Slovacchia. Una notte di aprile occupano un monastero salesiano e deportano i religiosi. Tra questi un giovane di 20 anni, Anton Srholec viene preso con i suoi compagni. Anton è un seminarista ed ha fretta di diventare sacerdote. Dopo un tentativo di fuga mancato, viene rinchiuso nella prigione di Leopoldov. E’ solo nella cella dove può fare solo quattro passi avanti e quattro indietro, per lui è la catastrofe. E il seminario? E il sacerdozio? Marcirà in questa prigione per degli anni e tutto sarà rimandato? Non rivedrà più il colore del cielo? Nella sua disperazioni si ricorda di una parola di don Bosco che può salvarlo: “Colui che prega una novena alla Madonna ha il diritto di aspettarsi un miracolo”. Anton mette tutta la sua speranza in questo. La Madonna certamente mi aprirà la porta, pensa, Lei troverà un mezzo per farmi uscire. Anton fa la sua novena ma non succede niente, la porta rimane chiusa. Avrà forse pregato male? Fa un’altra novena con ancora più fervore. Il nono giorno la porta non si apre ancora. Non può dire che il torto sia da parte della Madonna ! Allora prova una terza volta. Stesso risultato, la porta rimane ben chiusa.

Tuttavia qualche cosa è cambiato nel suo cuore. “Sentivo una pace molto profonda” racconterà più tardi, “una vera grazia di poter sopravvivere in quelle condizioni. Avevo fame da svenire, ero molto dimagrito, al punto che dimenticavo tutto quello che mi circondava. Durante gli interrogatori venivo punito, maltrattato e umiliato, ma la sorgente di pace, di gioia e di felicità era dentro di me. Avevo preso coscienza che dal momento che possedevo Dio tutto mi era indifferente; sia la prigione che la libertà, la salute o la malattia, il fatto di essere povero o ricco, il successo o l’insuccesso …Avevo molto tempo e non ho mai pregato con tanto fervore”. Il miracolo è avvenuto, ma non come se lo aspettava lui. Anton voleva diventare sacerdote? Anche Maria lo voleva per lui ed ancora più di lui! Effettivamente dopo diversi anni, quando alla fine la porta della prigione si aprì per Anton, poté terminare il seminario ed essere ordinato prete. Ma che prete ! Tutti gli anni di profonda intimità con il Cristo sofferente in prigione e con la Madonna, avevano fatto di lui un ammirevole testimone ! Un santo discepolo di don Bosco che irradiava talmente la gioia di Cristo da ottenere delle meraviglie attraverso il suo ministero.

Maria è forte. Bisogna fare attenzione quando la si prega, perché lei ci esaudisce sempre e ben al di là della nostra piccola visione delle cose! Secondo il bel piano di Dio!

Fonte: Children of Medjugorje

Visite: 322

TAGS: Testimonianza