Maria a Medjugorje Messaggio del 15 dicembre 1989: Cari figli! Preparatevi in questo tempo che precede il Natale, spiritualmente e fisicamente. Quando pregate, dite una preghiera in modo speciale secondo le mie intenzioni. Vi invito a rinunciare ad una cosa, quella che amate di più. [...] Offritela con amore, come ai primi giorni delle apparizioni.

Giulio Andreotti in visita a Medjugorje




Il Presidente del Consiglio italiano Giulio Andreotti, democristiano e personaggio di alto livello della CEE, ha voluto chiedere l'aiuto della Regina della Pace prima di andare a Dubrovnik per l'incontro dei capi di stato e di governo della “Pentagonale” (gli stati vicini alla Jugoslavia). Il 26 luglio l'aereo dell'Esercito italiano è atterrato a Mostar e da lì Andreotti si è recato a Medjugorje, trattenendovisi per circa due ore. Nonostante che avesse affermato di recarvisi in forma privata, sono venuti a riceverlo i membri della presidenza della Repubblica Bosnia— Erzegovina. Inoltre il presidente della repubblica di Croazia, dr. Franjo Tudjman, ha mandato per questa occasione il suo consigliere Bozdar Petrac'.

Andreotti ha voluto pregare come si fa a Medjugorje. Appena arrivato, si è incontrato davanti all'Ufficio Parrocchiale con Fra Jozo Zovko, i veggenti Marija e Ivan e il parroco di Medjugorje fra Leonard Orec', ed in seguito si è recato in chiesa dove c'erano già parecchie persone. Tutti hanno cantato “Siamo giunti, o Madre cara”, mentre Andreotti si è inginocchiato davanti al tabernacolo, trattenendosi in profonda preghiera. Poi è entrato con i veggenti e fra Leonard nella cappellina a destra dell'altare dove qualche anno fa avevano luogo le apparizioni quotidiane. La veggente Marija ha spiegato all'ospite il messaggio sulla preghiera, ed egli ha voluto recitare con tutti gli altri il Credo e i sette Pater, Ave, Gloria.

Usciti dalla chiesa, Andreotti ha espresso il desiderio di poter pregare un poco da solo in silenzio, ed è quindi stato accompagnato nella cappella dell'Adorazione dove ci sono sempre fedeli che pregano davanti al Santissimo. Nella casa parrocchiale, fra Leonard ha raccontato all'illustre ospite la storia del santuario della Regina della Pace. Ad Andreotti è stato chiesto una dichiarazione per il popolo croato ed egli ha risposto: “Penso che tutti i contributi politici di noi italiani e della Comunità Europea debbano avere lo scopo di aiutare i popoli della Jugoslavia a ritrovare la pace e la stima reciproca e il rispetto della volontà di ogni singola repubblica. Il mezzo più importante è la preghiera. Per questo sono venuto a Medjugorje, e come cattolico, sono convinto che ci sia bisogno in modo particolare dell'aiuto di Dio per trovare la pace interiore.”

“Cos'è per Lei Medjugorje?” — gli è stato chiesto.

“Conosco molti italiani che da anni vengono a Medjugorje e devo dire che i beni spirituali che i pellegrini riportano a casa hanno sicuramente un grande significato per tutto il mondo. Questo è sicuramente un segno divino”.

Fonte: Eco di Medjugorje nr.85 - Dal Glas Koncila, 4.08.91, riassunto e tradotto da fra Josko Perkovic

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