Maria a Medjugorje

Messaggio del 2 gennaio 2014:Cari figli, per poter essere miei apostoli e per poter aiutare tutti coloro che sono nella tenebra a conoscere la luce dell’amore di mio Figlio, dovete avere cuori puri ed umili. Non potete essere d’aiuto affinché mio Figlio nasca e regni nei cuori di coloro che non lo conoscono, se Egli non regna, se non è il Re nel vostro cuore. Io sono con voi, cammino con voi come Madre, busso ai vostri cuori: non possono aprirsi, perché non sono umili. Io prego - ma pregate anche voi, figli miei amati, - affinché possiate aprire a mio Figlio cuori puri ed umili e ricevere i doni che vi ha promesso. Allora sarete guidati dall’amore e dalla forza di mio Figlio. Allora sarete miei apostoli, che diffonderanno ovunque attorno a loro i frutti dell’amore di Dio. A partire da voi e attraverso di voi agirà mio Figlio, perché sarete una cosa sola. A questo anela il mio Cuore materno: all’unità di tutti i miei figli per mezzo di mio Figlio. Con grande amore benedico e prego per gli eletti di mio Figlio: per i vostri pastori. Vi ringrazio.

A Palomonte si grida al miracolo dopo una guarigione prodigiosa

26/06/2010 - Visite: 1970
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Operato per un tumore, i medici hanno riscontrato che il carcinoma era scomparso. La sera prima il fratello dell'uomo, un 50enne, gli aveva portato un fazzoletto bagnato da Medjugorje, e ora il parroco invita la comunità a ringraziare la Madonna.

Sei mesi di vita. Tanto, secondo i medici dell'ospedale di Sant'Arcangelo dei Lombardi, avrebbe potuto vivere Pasquale Costantino, cinquant'anni, operaio in pensione. L'uomo, originario di Palomonte ma residente da molti anni a Senerchia, nell'avellinese, il 15 novembre 2007 è entrato in sala operatoria per farsi asportare tre linfonodi maligni al fegato. Situazione disperata.

Per cinque ore i parenti hanno atteso notizie sull'esito dell'intervento, fino a quando un medico comunica loro la totale assenza di ogni tipo di metastasi. «Non abbiamo detto una parola, non riuscivamo a capire che cosa stesse accadendo, non riuscivamo a crederci. Quando il medico ci ha detto che si trattava di un errore di macchina, che il fegato era limpido e che nostro fratello non aveva nessun tumore da asportare siamo rimasti sbigottiti». A parlare è il fratello Alfredo che racconta con gioia e stupore la reazione avuta subito dopo l'incontro con i medici. La famiglia di Pasquale Costantino lo scorso anno dopo l'esito della tac pet, delle analisi, della biopsia, delle radiografie che avevano evidenziato la presenza delle tre metastasi, si erano rivolti ad altri due ospedali, di Napoli e Ariano Irpino. Anche qui, ulteriori accertamenti, gli avevano confermato la presenza del male. L'operazione del 15 novembre scorso per la famiglia Costantino non era che un palliativo visto il parere dei medici e il pesante responso sui pochi mesi di vita. Mesi di preoccupazioni, di visite in ospedale e anche di chemioterapie visto che all'uomo tre anni prima, nel 2005, gli era stato asportato lo stomaco per un tumore. Un intervento chirurgico risolutivo dal quale Pasquale Costantino si era ripreso, fino allo scorso anno quando da controlli di routine gli viene comunicata la notizia di metastasi al fegato Ricomincia tutto l'iter ospedaliero. è tutto pronto per l'intervento. La sera prima il figlio gli porta un fazzoletto bagnato da Medjugorje, l'ultimo segno di speranza. Il giorno dopo in sala operatoria Pasquale resta anestetizzato per cinque ore. Ma giá nelle prime due i familiare capiscono che c'è qualcosa di anomalo quando alcuni infermieri escono e rientrano in sala operatoria con una serie di radiografie. L'operazione non ha avuto luogo, Pasquale non ha più i tre linfonodi maligni. A sei mesi da quell'evento Pasquale sta bene, forse proprio oggi si recherà in ospedale con don Angelo Addesso, parroco della cappella di Santa Croce a Palomonte. Domenica nella frazione Perrazze si terrá una santa messa.

Romina Rosolia (29 maggio 2008)