Maria a Medjugorje Messaggio del 21 marzo 1989: Figli cari! Desidero che adoriate incessantemente Gesù insieme a me. Figli miei, donatevi a lui! Donatevi a Gesù che ha accettato di patire atroci sofferenze nel suo corpo fino a versare tutto il suo sangue per il mondo intero. Non lasciate che questi giorni terreni vi conducano alla perdizione, ma accettate tutto quello che Gesù ha patito insieme a me. Io vi benedico.

Scampata dalla guerra di Suor Emmanuel

dal diario di questa suora francese rimasta a Medjugorje




Cadaveri abbandonati. Rivolta nel cuore dei serbi — 23.05.92...

A Sarajevo e Mostar è sempre terrore. Dalle colline piovono bombe e ovunque agguati di cecchini. La popolazione che non ha potuto fuggire è rintanata nelle cantine... Il tifo ha fatto la sua comparsa tra le truppe serbe: 65 casi solo all’ospedale di Mostar. Il peggio è che nell’armata manca il rispetto per i morti: cadaveri abbandonati, o gettati nella Neretva, corso d’acqua già inquinato. I decessi non vengono registrati, le povere famiglie serbe attendono invano dopo mesi notizie dei loro cari e non ne riceveranno mai. La rivolta contro i capi bolle nel cuore di tanti serbi: sanno che li stanno portando alla rovina...

Medjugorje: nessun soldato è stato colpito — Medjugorje gode di una protezione soprannaturale. Credo sia il solo paese che non lamenta nè morti nè feriti. Gli stessi soldati sono talmente attoniti per questo fenomeno che ogni martedi assistono a una messa di ringraziamento, quella solita della sera... 11 presbiterio sembra diventato il loro luogo di raccolta. Certo le vie e le montagne sono deserte, ma la Gospa persegue il suo piano con forza. “Qui si realizzerà la profezia di Fatima — dice P.Jozo

—: la vittoria della fede, il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, la sconfitta della menzogna, il cambiamento del cuore umano. Qui sta nascendo una nuova mentalità, sta iniziando un mondo migliore, proprio qui in questo piccolo spazio...”.

19.05.92 — Grande gioia nel vedere tornare sani e salvi tutti gli uomini di Medjugorje dopo 7 giorni di prima linea a Mostar, dove il pericolo era più grande. E’ un miracolo — dicono essi — con la quantità di bombe esplose sopra la loro testa: “Tu non immagini le migliaia di Ave Marie che abbiamo detto nel combattimento. Tutti pregavamo e la Gospa ci ha custoditi”.

Con l’aiuto dei caschi blu 5.000 bambini sono stati evacuati da Mostar appena prima che un maggiore serbo proibisse a chiunque di lasciare la città. Purtroppo molti bimbi rimasti rischiano la loro vita.

Inferno a Mostar — Domenica abbiamo seguito i raid aerei nel cielo di Mostar: impressionante! Apparecchi che ti sorvolano e poi grappoli di bombe che scoppiano: vediamo una colonna di fumo nero elevarsi sopra la città. Vicka è un esempio per tutti, sempre distesa e gioiosa (anche suo fratello è al fronte): “Perchè inquietarsi e restare incollati alla radio? No, è inutile... Io continuo il mio lavoro di tutti i giorni mettendovi tutta la mia attenzione e tutto il mio cuore”. Sempre sostiene con la solita vivacità il morale dei soldati e anche la decina di nonne e di giovani che si rifugiano nella sua cantina per i numerosi allarmi... Ella è partita per tre giorni alla volta dell’Italia con P.Orec’ per ringraziare gli italiani dei loro aiuti.

Ivan, rientrato il 17 da una breve missione in Italia, ci ricorda che è importante vivere ciò che la Vergine chiede nell’ultimo messaggio:
Con la preghiera e con il digiuno si possono fermare, le guerre, rinnovare la consacrazione ai Cuori di Gesù e di Maria. Con la collaborazione di Vicka prepariamo un volantino per i profughi croati, recante i primi messaggi e il piano di Maria su Medjugorje per confortare il loro cuore.

Disperazione dei serbi che si vedono traditi dai capi —1.06.92— Medjugorje è ancora calma, anche se si odono sempre scoppi e spari in lontananza: è la lotta dei croati per respingere i serbi. Preghiamo per i croati affinchè rientrino nella loro terra e per i serbi perchè non cadano nella disperazione. Voi non immaginate la desolazione dei soldati serbi. Che il Cuore Immacolato di Maria difenda questo popolo da coloro che lo portano alla rovina, da questi capi condotti da satana il distruttore.

Marija ha approfittato di un convoglio Caritas per passare un po’ di tempo a Medjugorje. Sta riprendendosi bene perchè ha trovato una cura adatta.

Il pane si moltiplica dove c’è la carità verso i profughi — Vi partecipo un fatto degno del Vangelo. La famiglia dell’amico Josip, 6 persone, ha accolto 12 rifugiati che hanno perduto tutto. Prima della guerra Josip aveva ucciso un vitello e ne aveva potuto conservare le carni in un congelatore azionato da un generatore elettrico. Questa famiglia ha sempre la tavola pronta ad ogni ora per i poveri. Dunque 18 persone al mezzogiorno e alla sera, più i poveri che capitano. Sono i soli che si permettono questa... provvidenza perchè dappertutto manca l’energia per i congelatori. Hanno dato fondo a ogni riserva di denaro per soccorrere i rifugiati: “Noi abbiamo ancora la nostra casa, i montoni, i campi: essi non hanno più niente”.

L’altra sera ho detto a Josip: “Da dove viene tutto questo ben di Dio? Tante persone tuttiigiorni da più di un mese! T’hanno dato un’altra vacca?”“No, è sempre la stessa, non capisco. Continuo a togliere pezzi dal congelatore e non diminuisce mai. E ne do anche ad altre famiglie...”. La provvidenza non può resistere a questi cuori! Rendo grazie a Dio per questi bei segni della tenerezza di Dio in piena Medjugorje, proprio ora in cui questo popolo è sommerso da una sventura senza fine.

suor Emmanuel

Fonte: Eco di Medjugorje

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