Maria a Medjugorje Messaggio del 24 aprile 1986:Cari figli, oggi vi invito a pregare. Voi dimenticate, cari figli, che siete tutti importanti. In modo particolare sono importanti nella famiglia gli anziani: incitateli a pregare. Tutti i giovani siano con la propria vita di esempio agli altri e diano testimonianza per Gesù. Cari figli, vi supplico: cominciate a cambiare voi stessi mediante la preghiera e vi sarà chiaro ciò che dovete fare. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

«Non le chiedo di guarire ma di essermi vicina»

Malattia, speranza, fede: «Ero scettica, poi ho visto e sentito e ora è tutto diverso»




C'è un sacchetto trasparente con dentro una canotta ed alcuni fazzoletti sull'altare: li ha portati lì Katia Tarozzo. Sono oggetti di una sua amica di 34 anni, malata tanto da non poterci essere: «Sono andata a trovarla», dice la donna che arriva da Colognola, «le ho detto che sarei venuta qui, per e in qualche modo con lei. Le ho detto: dammi qualcosa da far benedire dalla Madonna. Lei è una ragazza di grande fede, è stata più volte a Medjugorje. Le ho detto questo per portarcela in qualche modo ancora, anche se non può».

In chiesa c'è anche un ragazzo di 25 anni a cui a giugno avevano dato solo qualche giorno di vita: «E' qui, con i medici della mia Oncologia di San Bonifacio, come era sul camper che abbiamo organizzato a giugno, in tutta fretta, perché lui aveva solo un desiderio prima di morire: andare a Medjugorje». Rosetta «Rosy» Scatolin ha nel volto e nel fisico i segni della malattia, ma ha un sorriso e una forza che ti contagia: cappellino bianco con su scritto Medjugorje, sotto braccio lo sgabellino che compri là quando vivi la preghiera sul monte dell'apparizione, nello zaino un quadretto della Vergine e, attorno, quattro amiche. Sono Silvana, Rosa, Rita e Carla e con lei compongono il Gruppo del cuore. Rosy non ha dubbi: «Io avevo finito la chemio, quella pesante, il giorno prima. Siamo partiti in otto, compreso il medico di questo mio amico, due giorni di viaggio e due di permanenza. Lui, il mio amico di 25 anni, non è tornato in Oncologia, ma a casa. Ora siamo qui perché la Madonna c'è e ci precede: sa che tra due settimane ripartiremo con, al seguito, 30 tra medici e infermieri».

Sono state tutte coinvolte da Rosy le altre donne che compongono il gruppetto di Soave, anche Rita che a Medjugorje ci è andata con gli occhi della scettica: «Mi sono arresa», confessa, «ho visto e sentito quello che mi avevano raccontato. Non ci sono parole per spiegare, ora è tutto diverso». Rosy ammonisce: «C'è il Signore davanti e Maria dietro: siamo qui per questo».

Alle transenne a nord della chiesa ci sono, con addosso la divisa dei carabinieri in congedo, Renzo Colombari e Graziano Centomo: «Certo, piacerebbe a tutti essere là», dicono guardando la chiesa. «Oggi è questo il nostro compito e poi è più giusto che là ci sia un nostro collega. Sua figlia è gravemente malata, è devoto: è là, sulla porta della chiesa, ma con questa divisa addosso».

Quando arriva Marija, una donna che fatica a camminare le corre incontro: le prende il viso tra le mani, le sussurra qualcosa e piange. Si chiama Tiziana Milan, abita a qualche centinaio di metri da qui ed è viva per miracolo: «Nove anni di sofferenze per un incidente stradale, immobile prima, poi in carrozzina, poi le stampelle. Sette interventi fatti», dice facendo vedere le cicatrici, «e uno da fare. Sono qui per dire grazie a quanti hanno pregato per me, ho chiesto a Marija di dire questo alla Madonna: grazie. Non le chiedo la guarigione, ma di continuare ad essermi vicina così come, da nove anni, la sento».

P.D.C.

Fonte: http://www.larena.it/stories/Provincia/288701__marjia_vede_la_vergine_ha_steso_le_mani_su_di_noi/

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