Maria a Medjugorje Message of February 2, 2016:Dear children, I have called you and am calling you anew to come to know my Son, to come to know the truth. I am with you and am praying for you to succeed. My children, you must pray much in order to have all the more love and patience; to know how to endure sacrifice and to be poor in spirit. Through the Holy Spirit, my Son is always with you. His Church is born in every heart that comes to know Him. Pray that you can come to know my Son; pray that your soul may be one with Him. That is the prayer and the love which draws others and makes you my apostles. I am looking at you with love, with a motherly love. I know you; I know your pain and sorrows, because I also suffered in silence. My faith gave me love and hope. I repeat, the Resurrection of my Son and my Assumption into Heaven is hope and love for you. Therefore, my children, pray to come to know the truth; to have firm faith which will lead your heart and which will transform your pain and sufferings into love and hope. Thank you.

Chi è venuto dall'Aldilà? Don Teodosio Galotta




Don Teodosio Galotta, salesiano di Napoli, era ammalato così gravemente che i suoi parenti gli avevano preparato il loculo al cimitero con l'iscrizione già fatta.

L'urologo, dott. Bruno, fece questa diagnosi: Neoplasia prostatica con metastasi ossee e polmonari, una prostata aumentata di volume, di consistenza lignea e di superficie bornoccoluta.

La diagnosi era stata confermata dalle radiografie:

Alterazione strutturale del terzo prossimale del femore destro e delle branche ischio-pubiche, specie a sinistra, per lesioni del tipo osteolitico. Nei campi polmonari alti, specie a destra, presenza di noduli neoplastici meta statici.

Descrivendo poi dettagliatamente quanto riscontrato, il radiologo, prof. Acampora, aveva aggiunto: L ‘alterazione si presenta con scomparsa della normale trabecolatura ossea, sostituita da aree di osteolisi alternate ad aree di addensamento osseo, riproducenti il tipico quadro neoplastico del tipo osteoclastico e in parte osteoblastico. Successivamente si notò una frattura del piccolo trocantere di destra...

L'internista dott. Schettino, nella sua dichiarazione scritta, aveva parlato, in occasione dei due gravi collassi periferici, di condizioni fisiche molto precarie e di situazione molto pericolosa per la vita del paziente. Il medico legale, a sua volta, dopo aver esaminato tutta la documentazione, disse che si trattava di una diagnosi precisa e non di un sospetto diagnostico odi un enunziato nosologico di probabilità.

La notte del 25-10-1976 Don Teodosio Galotta arrivò alla fine: era quasi in coma. L'assistente toccandogli il polso si lasciò sfuggire: Non si sente più.

Don Galotta, che ancora capiva, al sentire questo, invocò nel suo cuore i due martiri salesiani della Cina:

Mons. Versaglia e Don Caravario, aiutatemi voi.

Subito gli comparvero i due martiri e gli dissero:

Non temere, ci siamo noi.

All'istante Don Galotta guarì completamente. La documentazione medica è ora a Roma presso la Sacra Congregazione per le Cause dei Santi, per la beatificazione dei due martiri.

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