Maria a Medjugorje Messaggio del 2 maggio 2008:Cari figli ! Per la volontà di Dio sono qui con voi in questo luogo. Desidero che apriate i vostri cuori e che mi riceviate come Madre. Io con il mio amore vi insegnerò la semplicità della vita e la ricchezza della Misericordia e vi guiderò a mio Figlio. La strada verso Lui può essere difficile e dolorosa, ma non abbiate paura; io sarò con voi. Le mie mani vi sosterranno fino alla fine, fino alla gioia eterna e perciò non abbiate paura di aprirvi a me. Vi ringrazio. Pregate per i sacerdoti. Mio Figlio ve li ha donati.

Chi è venuto dall’aldilà? - Il giovane Lord




Viveva a Londra, nel 1848, una vedova di ventinove anni, molto ricca e assai mondana. Tra i damerini che frequentavano la sua casa, si notava un giovane Lord, di condotta poco edificante. Una notte, verso le dodici, la donna stava a letto leggendo un romanzo per conciliare il sonno. Appena spenta la candela per addormentarsi si accorse che una strana luce, proveniente dalla porta, si diffondeva nella camera, crescendo sempre più. Meravigliata, spalancò gli occhi non sapendo spiegarsi il fenomeno. La porta della camera si apri lentamente ed apparve il giovane Lord, complice dei suoi disordini. Prima che essa potesse proferire parola, il giovane le fu vicino, l’afferrò al polso e disse in inglese: «C’è un inferno, dove si brucia!».

il dolore che la poveretta sentì al polso fu tale che svenne. Rinvenuta mezz’ora dopo, chiamò la cameriera, la quale entrando nella stanza sentì un forte puzzo di bruciato. La cameriera constatò che la padrona aveva al polso una scottatura così profonda da lasciar vedere l’osso, avente la superficie di una mano di uomo. Osservò ancora che dalla porta il tappeto aveva le impronte di passi d’uomo e che ne era bruciato il tessuto da una parte all’altra. Il giorno seguente la signora seppe che la stessa notte il giovane Lord era morto.

L’episodio è narrato da mons. Gastone De Sègur nel suo Opuscolo sull’inferno il quale così chiude il suo dire: Non so se quella donna si sia convertita, ma so che vive ancora. Per coprire agli sguardi altrui le tracce della sua scottatura, porta al polso sinistro, in forma di braccialetto, una larga fascia d’oro, che non depone nè giorno né notte, per cui viene chiamata «la signora del braccialetto »

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