Maria a Medjugorje Messaggio del 18 marzo 2014:Cari figli! Come madre desidero esservi d’aiuto. Con il mio amore materno desidero aiutarvi ad aprire il vostro cuore perché in esso mettiate il mio Figlio al primo posto. Desidero che, attraverso il vostro amore per mio Figlio ed attraverso la vostra preghiera, vi illumini la luce di Dio e vi riempia la misericordia di Dio. Desidero che in questo modo si allontani la tenebra e l’ombra di morte che vuole circondarvi e sedurvi. Desidero che sentiate la gioia della benedizione della promessa di Dio. Voi, figli dell’uomo, voi siete i figli di Dio, voi siete i miei figli. Perciò, figli miei, camminate per le vie sulle quali vi guida il mio amore, vi insegna l’umiltà, la sapienza e trova la via verso il Padre Celeste. Pregate con me per coloro che non mi accettano e non mi seguono, per coloro che, a causa della durezza del loro cuore, non possono sentire la gioia dell’umiltà, della devozione, della pace e dell’amore – la gioia del mio Figlio. Pregate perché i vostri pastori con le loro mani benedette vi diano sempre la gioia della benedizione di Dio. Vi ringrazio.

Chi è venuto dall’aldilà? Beata Assunta Pallotta




Un miracolato dalla Beata Assunta Pailotta (+ 1905) depose:
«Da circa otto mesi me ne stavo a letto per paralisi... Mi raccomandavo a tanti Santi dei Paradiso, ma avevo una particolare devozione per la Serva di Dio Maria Assunta Pallotta.

Una sera, non posso precisare, ma mi pare nel maggio o giugno del 1923, verso le ore otto, standomi io bene sveglio nel mio letto, sentii bussare alla porta della camera. Credendo che fosse qualcuno di casa, dissi:
Avanti, chi è? — Sentii una voce che mi disse: Sono io, Leoni. —
Contemporaneamente vidi spalancarsi la porta e comparirmi dinanzi la figura di Suor Maria Assunta Pallotta nel suo candido abito monacale, cinta il capo di una corona di fiorellini bianchi.

La Serva di Dio introdusse il discorso: Come stai, Leoni? — Risposi: Male! Son tanti mesi che sono qui inchiodato in questo letto. — La Serva di Dio riprese: Procura di alzarti. — Ed io: Non posso alzarmi. — Ma provaci, che Dio ti ha fatto la grazia. Tu però hai un brutto vizio: bestemmi un po’ troppo. — E poiché io volevo scusarmi allegando l’abitudine e le circostanze, lei conchiuse: Bisogna correggersi! — (E difatti ho cercato di correggermi).Ciò detto si ritrasse chiudendo la porta e scomparve. Allora io provai subito ad alzarmi, e difatti potei scendere dal letto e affacciarmi alla finestra. Mi pareva di essere rinato.

Il giorno appresso mi alzai, uscii per il paese con meraviglia di tutti. L’indomani potei recarmi in campagna al mio roccolo, alla distanza di due chilometri. Da quel giorno cammino sempre con relativa speditezza e facilità. Il Parroco ne fece un referto. Il medico curante, Dott. Guerriero Consorti, era partito da Force poco tempo avanti la mia guarigione per assumere la direzione dell’Ospedale di Ancona.

Fonte: Dai Processi di beatificazione della Serva di Dio Maria Assunta Pallotta

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