Maria a Medjugorje Messaggio del 2 settembre 2013:Cari figli, vi amo tutti quanti, tutti voi, tutti i miei figli, siete tutti nel mio cuore, tutti voi avete il mio amore materno e tutti quanti desidero condurvi affinché conosciate la gioia di Dio. Per questo vi invito: ho bisogno di apostoli umili che, con cuore aperto, accettino la parola di Dio e aiutino gli altri affinché, con la parola di Dio, comprendano il senso della loro vita. Per poter far questo, figli miei, dovete, attraverso la preghiera ed il digiuno, ascoltare col cuore e imparare a sottomettervi. Dovete imparare a rifiutare, tutto quello che vi allontana dalla parola di Dio e anelare solo ciò che vi avvicina. Non abbiate paura, io sono qui. Non siete soli. Prego lo Spirito Santo affinché vi rinnovi, affinché vi fortifichi. Prego lo Spirito Santo, affinché aiutando gli altri, possiate guarire voi stessi. Prego affinché, per mezzo Suo, diventiate figli di Dio e miei apostoli. Poi con grande preoccupazione la Madonna ha detto: Per Gesù, per mio Figlio, amate coloro che Lui ha chiamato e anelate alla benedizione di quelle mani che solo Lui ha consacrato. Non permettete che il male regni. Nuovamente vi invito: solo con i miei pastori il mio cuore trionferà. Non permettete al male che vi separi dai vostri pastori. Vi ringrazio.

Chi è venuto dall’aldilà? Beata Assunta Pallotta




Un miracolato dalla Beata Assunta Pailotta (+ 1905) depose:
«Da circa otto mesi me ne stavo a letto per paralisi... Mi raccomandavo a tanti Santi dei Paradiso, ma avevo una particolare devozione per la Serva di Dio Maria Assunta Pallotta.

Una sera, non posso precisare, ma mi pare nel maggio o giugno del 1923, verso le ore otto, standomi io bene sveglio nel mio letto, sentii bussare alla porta della camera. Credendo che fosse qualcuno di casa, dissi:
Avanti, chi è? — Sentii una voce che mi disse: Sono io, Leoni. —
Contemporaneamente vidi spalancarsi la porta e comparirmi dinanzi la figura di Suor Maria Assunta Pallotta nel suo candido abito monacale, cinta il capo di una corona di fiorellini bianchi.

La Serva di Dio introdusse il discorso: Come stai, Leoni? — Risposi: Male! Son tanti mesi che sono qui inchiodato in questo letto. — La Serva di Dio riprese: Procura di alzarti. — Ed io: Non posso alzarmi. — Ma provaci, che Dio ti ha fatto la grazia. Tu però hai un brutto vizio: bestemmi un po’ troppo. — E poiché io volevo scusarmi allegando l’abitudine e le circostanze, lei conchiuse: Bisogna correggersi! — (E difatti ho cercato di correggermi).Ciò detto si ritrasse chiudendo la porta e scomparve. Allora io provai subito ad alzarmi, e difatti potei scendere dal letto e affacciarmi alla finestra. Mi pareva di essere rinato.

Il giorno appresso mi alzai, uscii per il paese con meraviglia di tutti. L’indomani potei recarmi in campagna al mio roccolo, alla distanza di due chilometri. Da quel giorno cammino sempre con relativa speditezza e facilità. Il Parroco ne fece un referto. Il medico curante, Dott. Guerriero Consorti, era partito da Force poco tempo avanti la mia guarigione per assumere la direzione dell’Ospedale di Ancona.

Fonte: Dai Processi di beatificazione della Serva di Dio Maria Assunta Pallotta

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